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ATTINGENDO DAL CUORE DI MARIA

 

 

La Chiesa, che sin dall'inizio conforma il suo cammino terreno su quello della Madre di Dio, ripete costantemente al seguito di lei le parole del Magnificat. Dalla profondità della fede della Vergine nell'annunciazione e nella visitazione, essa attinge la verità sul Dio dell'Alleanza: sul Dio che è onnipotente e fa "grandi cose" all'uomo: "Santo è il suo nome". Nel Magnificat essa vede vinto alla radice il peccato posto all'inizio della storia terrena dell'uomo e della donna il peccato dell'incredulità e della "poca fede" in Dio. Contro il "sospetto" che il "padre della menzogna" ha fatto sorgere nel cuore di Eva, la prima donna, Maria che la tradizione usa chiamare "nuova Eva" e vera "madre dei viventi", proclama con forza la non offuscata verità su Dio: il Dio santo e onnipotente, che dall'inizio è la fonte di ogni elargizione, colui che "ha fatto grandi cose". Creando, Dio dona l'esistenza a tutta la realtà. Creando l'uomo, gli dona la dignità dell'immagine e della somiglianza con lui in modo singolare rispetto a tutte le creature terrene. E non arrestandosi nella sua volontà di elargizione nonostante il peccato dell'uomo, Dio si dona nel Figlio: "Ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito" (Gv 3, 16). Maria è la prima testimone di questa meravigliosa verità, che si attuerà pienamente mediante le opere e le parole (At 1, 1) del suo Figlio e definitivamente mediante la sua Croce e risurrezione.

La Chiesa, che pur "tra le tentazioni e le tribolazioni" non cessa di ripetere con Maria le parole del Magnificat, "si sostiene" con la potenza della verità su Dio, proclamata allora con sì straordinaria semplicità e, nello stesso tempo, con questa verità su Dio desidera illuminare le difficili e a volte intricate vie dell'esistenza terrena degli uomini. Il cammino della Chiesa, dunque, , implica un rinnovato impegno nella sua missione. Seguendo colui che disse di sé: "(Dio) mi ha mandato per annunciare ai poveri il lieto messaggio" (Lc 4, 18), la Chiesa ha cercato di generazione in generazione e cerca anche oggi di compiere la stessa missione.

Il suo amore di preferenza per i poveri è inscritto mirabilmente nel Magnificat di Maria. Il Dio dell'Alleanza, cantato nell'esultanza del suo spirito dalla Vergine di Nazareth, è insieme colui che "rovescia i potenti dai troni e innalza gli umili, ... ricolma di beni gli affamati, e rimanda i ricchi a mani vuote, ... disperde i superbi ... e conserva la sua misericordia per coloro che lo temono". Maria è profondamente permeata dello spirito dei "poveri di Iahvé", che nella preghiera dei Salmi attendevano da Dio la loro salvezza, riponendo in lui ogni fiducia (Sal 24, 1); (Sal 30, 1); (Sal 34, 1); (Sal 54, 1). Ella, invero, proclama l'avvento del mistero della salvezza, la venuta del "Messia dei poveri" (Is 11, 4); (Is 61, 1). Attingendo dal cuore di Maria, dalla profondità della sua fede, espressa nelle parole del Magnificat, la Chiesa rinnova sempre meglio in sé la consapevolezza che non si può separare la verità su Dio che salva, su Dio che è fonte di ogni elargizione, dalla manifestazione del suo amore di preferenza per i poveri e gli umili, il quale, cantato nel Magnificat, si trova poi espresso nelle parole e nelle opere di Gesù.

La Chiesa, pertanto, è consapevole e nella nostra epoca tale consapevolezza si rafforza in modo particolare non solo che non si possono separare questi due elementi del messaggio contenuto nel Magnificat, ma che si deve, altresì, salvaguardare accuratamente l'importanza che "i poveri" e "l'opzione in favore dei poveri" hanno nella parola del Dio vivo. Si tratta di temi e problemi organicamente connessi col senso cristiano della libertà e della liberazione. "Totalmente dipendente da Dio e tutta orientata verso di lui per lo slancio della sua fede, Maria, accanto a suo Figlio, è l'icona più perfetta della libertà e della liberazione dell'umanità e del cosmo. È a lei che la Chiesa, di cui ella è madre e modello, deve guardare per comprendere il senso della propria missione nella sua pienezza".

Giovanni Paolo II, Lettera enciclica Redemptoris Mater, 37


© Libreria Editrice Vaticana
    Foto a cura della redazione di www.missionerh.it





31/12/2017
 
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