web agency
testata
  Home   La Comunità   Approfondimenti   Contatto   Contributi   Español   Nederlands   Français  
Home arrow Approfondimenti arrow Celebrare la fedeltà. In occasione di un anniversario di matrimonio
Menù principale
Home
Chi siamo
Dove operiamo
Le nostre missioni
Notizie dal Paraguay
Scrivici
Archivio Ultime Notizie
Attività
Parrocchia di Ypacaraí
Centro Studi
Pubblicazioni
Vita della missione a Tacuatí
Vita delle missioni in Africa
Focus Belgio/Olanda
Testimoni dal Nord Europa
Canti
Riflessioni
Conoscere la vita consacrata
Comprendere il Diritto Canonico
Animazione missionaria
Appuntamenti
Approfondimenti
Missiologia per tutti
Appunti di Spiritualità
Interviste
Profili missionari e spirituali
Gruppi missionari e parrocchie
Solidarietà e microprogetti
Il giornale "Missione Rh"
Galleria Fotografica
Articoli correlati
Utilità
Links
Cerca nel sito
Mappa del sito
login

Gli articoli che appaiono
su questo sito
possono essere riprodotti
solo integralmente e
citando la fonte
 www.missionerh.it.

 
gemeenschap-rh-it2.jpg

| Stampa |


 

CELEBRARE LA FEDELTÀ

In occasione di un anniversario di matrimonio


Un anniversario ha sempre un significato importante nella nostra vita; ci riporta alla memoria un avvenimento avvenuto un certo giorno, anni prima, che ci ha marcato. Un anniversario dà luogo generalmente a una festa; tuttavia non tutti gli anniversari hanno la stessa portata, se li guardiamo con uno sguardo cristiano.

Ci sono degli anniversari che celebrano la vita biologica, come quelli che si riferiscono al momento della nascita, o festeggiano l'emancipazione civile, la maggiore età, l'entrata ufficiale in società. Altri, invece, evocano una scelta liberamente fatta ad un certo momento della vita.

È in questa prospettiva che Emilio, nella parrocchia di Ypacaraí in Paraguay, ha sviluppato il suo discorso rivolto ai coniugi in occasione della cerimonia del loro anniversario di matrimonio, proponendo una riflessione profonda di cui riportiamo qualche passaggio principale.

Evento naturale o scelta di libertà

Un compleanno è legato normalmente alla natura dell'uomo, al ciclo cosmico della vita. Da questo punto di vista, tutti abbiamo una data da festeggiare che sia il 2 febbraio, il 15 maggio o il 26 dicembre o un'altra data. Il compleanno segna, infatti, il ricordo di un giorno in cui un avvenimento naturale si è verificato, senza che noi vi avessimo apportato un contributo qualsiasi, senza aver fatto niente perché si producesse. Festeggiare il compleanno di un bambino, per esempio, sarebbe riconoscere piuttosto gli sforzi fatti dai suoi genitori che gli hanno permesso di arrivarci, senza meriti particolari da parte sua.

Molto differente è invece la realtà celebrata in un anniversario di nozze che non è legato a un fatto biologico, ma a una scelta di libertà e di fedeltà. Per un fedele cristiano, questo anniversario è molto più significativo. In effetti, non si arriva a celebrare 25 o, meglio ancora, 50 anni di matrimonio senza una scelta di fedeltà, con l'impegno di tutta una vita per arrivarci. In questo caso, i celebranti, nella loro libertà e responsabilità, hanno lottato contro tutte le difficoltà, tutti gli ostacoli della vita comune, senza stancarsi di restare insieme, di perseverare nella promessa di fedeltà che si sono scambiati il giorno del loro matrimonio.

Nella vita tutti hanno delle difficoltà, dei momenti di debolezza e di scoraggiamento; arrivare a celebrare 50 anni di matrimonio è il miracolo dell'amore di due persone che hanno saputo perseverare nonostante gli ostacoli. Tale anniversario non si iscrive semplicemente nell'ordine del sangue e della natura, ma in quello della libertà e della grazia, come nel caso della celebrazione di un anniversario di professione religiosa o di ordinazione sacerdotale.

Questo genere di anniversario celebra realmente la grazia di Dio e la libertà umana che si è impegnata in essa. Non si tratta di un ricordo di un mero avvenimento biologico che avviene in ogni modo, sia che siamo buoni, fedeli ed operosi, sia che siamo cattivi, infedeli e pigri. Un anniversario di matrimonio attesta invece che si è lottato, che si è costruita la propria vita nell'amore; è un esempio da proporre e un insegnamento per tutti.

La sfida dell'amore

La vita comune oggi è una vera sfida; molti convivono, hanno dei figli, ma non vogliono impegnarsi in un matrimonio cristiano che domanda fedeltà, perseveranza nell'assunzione delle responsabilità che legano i coniugi davanti a Dio. Si ha spesso paura di fare delle scelte definitive e si preferisce lasciarsi una "riserva" di libertà: qualora l'esperienza dovesse andar male, si può sempre ritornare indietro e scegliere diversamente.

Il problema non si colloca nell'ordine delle relazioni affettive o sessuali che rimangono, ma nell'ordine dell'amore, della responsabilità e della fedeltà che esigono inevitabilmente un impegno.

Quando si ama, si ama per sempre e non per un giorno, per un anno, per un tempo a termine. L'amore ci fa entrare in un'avventura aperta; se abbiamo detto il nostro "sì" all'altro, siamo tenuti a viverlo fino in fondo e ad assumerlo in tutte le sue conseguenze, nella buona o nella cattiva sorte, nella malattia o in qualsiasi altra avversità.

I bambini che nascono sono figli di una madre e di un padre che debbono dare l'esempio del loro amore. Spesso i genitori credono sia sufficiente fare dei bei discorsi ai figli per educarli; invece c'è bisogno di un modello vivente. Le parole non costano niente, è la vita che parla efficacemente. La novità non è dire: "Signore, ti amo, nelle tue mani rimetto la mia vita", ma vivere effettivamente tale dichiarazione.

Per comprendere l'amore i figli non hanno bisogno di ascoltare delle belle convinzioni, ma di "vederle" vissute negli esempi di fedeltà, di lotta e di impegno. Essi comprenderanno allora che il tempo non svigoririsce l'amore, ma lo fa crescere perché esso si è nutrito di avversità, di difficoltà, delle prove del tempo che sono state sormontate insieme.

Oggi la Chiesa insiste particolarmente sull'importanza di educare ai figli, i giovani. Il Santo Padre ha parlato di "emergenza educativa", cioè l'urgenza di dispensare tale educazione in famiglia, a scuola, nella società. Ciò che manca sono gli esempi concreti, sono i testimoni dell'amore, sono i veri maestri che insegnano con autorità non perché impongono delle verità, ma perché le mostrano attraverso la loro vita.

La prima educazione dei figli avviene nella famiglia; la società, la scuola e la stessa Chiesa non posssono sostituirsi ad essa. I figli hanno il diritto evangelico di ricevere la grazia che Dio offre loro attraverso la famiglia, di essere guidati alla conoscenza della verità, a discernere quello che è bene e male per la loro vita.

Segno dell'amore sponsale del Cristo

Com'è bello dunque celebrare un anniversario di matrimonio!

All'inizio della vita coniugale, dire: "Ti amo", può essere facile: si è giovani, si è belli, c'è la forza, la  salute. È attraverso le difficoltà che si verifica se quello stesso amore va al di là delle prove del tempo ed è più forte della morte.

Il matrimonio cristiano è un sacramento, un segno efficace della grazia. In effetti, il Cristo dà la grazia per vivere l'unione tra un uomo e una donna in una nuova dignità sacramentale che simboleggia il suo amore sponsale per la Chiesa. Il Cristo è lo Sposo che si è donato alla Chiesa fino a dare il suo sangue per lei; se la Chiesa non ama il Cristo, perde il senso della sua esistenza, poiché essa non è un'organizzazione umantaria, un partito politico, un'associazione qualsiasi che vive su un programma stabilito. Essa è la Sposa del Cristo e il matrimonio cristiano è il sacramento di questo amore.

Nella nostra società troviamo molte cose, numerosi servizi; ciò che manca sono gli esempi d'amore, è poter "vedere" delle persone che non si stancano di amarsi e di proclamare reciprocamente: "Tu sei il mio Signore, tu sei la mia Chiesa".

(Redatto da Silvia Recchi)

28/06/2011

 
< Prec.   Pros. >
Sito della Comunità missionaria Redemptor hominis. Realtà ecclesiale fondata a Roma da don Emilio Grasso alla fine degli anni '60
web agency