Delitti spietati e violenze inaudite, subite o perpetrate spesso all'interno della famiglia, risaltano frequentemente sulle pagine dei giornali di tutti i paesi del mondo. Lunghe indagini, ammissioni e ritrattazioni, teoremi accusatori montati e smontati, misteri mai svelati, moventi introvabili. Che cosa si nasconde nel fondo del cuore umano?
Ci ha fatto riflettere, a questo proposito, una recente omelia di Emilio a Ypacaraí su alcuni passaggi biblici proposti dalla liturgia della XXIX domenica del Tempo Ordinario. Tra essi l'antifona che precede la lettura del Vangelo: "La parola di Dio è viva ed efficace, discerne i sentimenti e i pensieri del cuore" (cfr. Eb 4, 12).
Il cuore, biblicamente, indica il centro del pensiero, della volontà, della libertà dell'uomo, ciò che ne costituisce il nucleo più profondo e insostituibile.
Quanto avviene nella realtà quotidiana e la riflessione prodotta nei secoli dal genere umano ci mostrano che non riusciamo mai a comprendere fino in fondo il cuore dell'uomo, che resta un mistero per noi stessi e per gli altri. Chi sa davvero quali sono i pensieri, le intenzioni, i sentimenti, i sogni, i desideri più reconditi, quando anche dopo anni di vita insieme si può arrivare a dire di non conoscere il proprio coniuge o di non comprendere i propri figli?
Si tratta di uno dei grandi problemi esistenziali dell'uomo. Le cause degli atti inconsulti che a volte compiamo, e che non avremmo mai creduto poter commettere, dei pensieri e delle parole che escono dal nostro cuore e dalla nostra bocca con conseguenze nefaste sono oggetto della ricerca di scienze umane, come la psicologia, la psicanalisi, la psichiatria e i vari rami della medicina; queste hanno sicuramente trovato spiegazioni a molti avvenimenti tragici, con risultati che vanno rispettati e consigli che vanno seguiti. In contesti più poveri, invece, si ricorre spesso a guaritori o si pensa subito a praticare esorcismi, peggiorando il più delle volte le situazioni.
Tuttavia, vi è un limite oltre il quale anche le scienze umane, per quanto necessarie, non possono andare.
L'efficacia della Parola
Ora, il brano citato, tratto dalla Lettera agli Ebrei, afferma che solo la parola di Dio può farci conoscere la profondità del cuore umano e che è davanti a questa Parola che l'uomo si svela, perché essa è viva ed efficace. Efficace, anche etimologicamente, è ciò che produce il suo effetto, che ha la forza e la potenza di raggiungere un dato risultato. Se quella che viene proclamata è davvero la parola di Dio, e non i nostri ragionamenti, le nostre idee su quello che "secondo noi" è la parola di Dio; se veramente lasciamo parlare il Signore, attraverso la nostra bocca, purificandoci e facendo "silenzio" dentro di noi, affinché solo Lui parli, allora la Parola è viva ed efficace, produce il suo effetto.
L'effetto non è la soluzione magica dei problemi, il far diventare tutti di colpo buoni e giusti, come spesso intendiamo il versetto biblico in cui il Signore afferma: "Così sarà della parola uscita dalla mia bocca: non ritornerà a me senza effetto, senza aver operato ciò che desidero e senza aver compiuto ciò per cui l'ho mandata" (Is 55, 11).
L'effetto della parola viva ed efficace di Dio è la reazione dell'uomo, una reazione che può essere nel segno dell'accettazione o in quello del rifiuto. Chi ascolta la parola di Dio può rendersi conto che si tratta di un discorso di verità e decidere di cambiare, di purificarsi, di essere più buono e giusto, più onesto e coerente; ma può anche succedere che reagisca in modo contrario, indurendo il proprio cuore, peggiorando la sua condotta e commettendo crimini efferati. Sempre, però, si produrrà un effetto, che è la risposta dell'uomo, la quale dipende dalla sua libertà e dalla sua coscienza.
La parola di Dio è sempre una parola di santità, di verità, di bellezza e armonia; quella dell'uomo, al contrario, può essere buona o malvagia, ma è davanti a Dio che si svela.
Se vi è indifferenza, è mancata la Parola
L'uomo, nudo davanti alla Parola che discerne e penetra le intenzioni del cuore, non può non scegliere da che parte stare. È quanto avviene nel Cenacolo, durante l'Ultima Cena, quando l'atto massimo dell'amore di Gesù si incontra con la libertà di Giuda e si produce una reazione negativa.
La Parola non lascia indifferenti. O la si accetta con umiltà e ci si converte ad essa o ci si oppone alla Parola e a chi la proclama. Se tutto rimane come prima, vuol dire che l'uomo non è stato toccato, che sono state pronunciate delle belle parole, è stato fatto un bel discorso, ma senza annunciare la parola viva ed efficace di Dio. Ne è un esempio la storia dei martiri, che sono stati uccisi perché proclamavano e testimoniavano la Parola.
L'indifferenza è indice dell'assenza di un annuncio autentico della parola di Dio, la quale ha risvolti molto concreti, perché chiede il cambiamento di abitudini e comportamenti e non può non disturbare chi non vuole convertirsi o non scuotere chi desidera acquistare coscienza.
Per questo, san Paolo, nella seconda lettura della liturgia della stessa XXIX domenica del Tempo Ordinario, scrive a Timoteo in questi termini: "Annuncia la Parola, insisti al momento opportuno e non opportuno,
ammonisci, rimprovera, esorta con ogni magnanimità e insegnamento" (2Tm 4, 2).
Occorre, quindi, parlare, esigere, chiamare a cambiare abitudini, costumi, modi di fare che pregiudicano gli altri a partire dalle cose più semplici. È la parola di Dio che chiede, ad esempio, la puntualità, la professionalità nel lavoro, il rispetto, l'onestà, per evitare conseguenze a volte devastanti (basta guardare i casi di malasanità, in ogni parte del mondo...) e l'inizio di un circolo vizioso di ingiustizie e violenze.
Il problema grande è allora l'assenza dell'annuncio, come la Chiesa ci fa ascoltare, nell'Ufficio delle Letture della Festa di san Luca, dalla bocca di san Gregorio Magno: "Per una grande messe gli operai sono pochi. Di questa scarsità non possiamo parlare senza profonda tristezza, poiché vi sono persone che ascolterebbero la buona parola, ma mancano i predicatori". Se non vi è chi proclama la Parola o se questa viene falsificata, gli uomini non potranno svelare l'uno all'altro il proprio cuore; vivranno come sconosciuti, senza sapere chi sono davvero e senza possibilità di cambiare. Solo la parola di Dio ha il potere di discernere le intenzioni e i desideri più profondi.