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SARANNO BEATI I MARTIRI DELL'ALGERIA

  Il Papa ha autorizzato la promulgazione del decreto sul Vescovo di Orano Claverie e gli altri 18 religiosi uccisi negli anni '90. Approvate anche le virtù di Madeleine Delbrêl.

 

   

La Chiesa proclamerà beati i monaci di Tibhirine e gli altri religiosi uccisi in Algeria tra il 1994 e il 1996. Durante un'udienza con il prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi, il cardinale Angelo Amato, Francesco ha autorizzato ieri la promulgazione di un gruppo di decreti tra i quali spicca per rilevanza quello riguardante le vittime della violenza che attraversò il Paese nord-africano ai tempi del conflitto tra gli islamisti del Fronte islamico di salvezza e i militari di Algeri.

Un martirio la cui storia più nota è quella dei sette monaci trappisti di Notre-Dame de l'Atlas, rapiti nel loro monastero nel marzo 1996 e ritrovati cadaveri due mesi dopo in circostanze mai chiarite fino in fondo. La vicenda è raccontata anche nel film "Uomini di Dio", premiato nel 2010 al Festival di Cannes, in cui il regista Xavier Beauvois ricostruisce che cosa spinse questi religiosi a scegliere di restare fino in fondo accanto al popolo algerino. Con il suo priore Christian de Chergé che arrivò nel suo testamento spirituale a chiamare "amico dell'ultimo istante" persino chi lo avrebbe ucciso.

Se i monaci di Tibhirine sono le figure più conosciute è interessante sottolineare come la causa di beatificazione iniziata dalla Chiesa d'Algeria nel 2006 veda in realtà come capofila il Vescovo di Orano Pierre Claverie, ucciso da una bomba all'ingresso della sua casa nell'agosto 1996. Una scelta legata non solo alla dignità episcopale di Claverie, che a Orano ci era nato al tempo del dominio coloniale francese e vi era poi tornato nel 1967 quando la sua era diventata una Chiesa "straniera" in un Paese rigidamente islamico.

La morte di Claverie ebbe, infatti, un significato profondo per le sue circostanze: nell'esplosione insieme al Vescovo morì anche il suo autista musulmano Mohammed, rendendo indistinguibile il sangue dei due. Per la piccola Chiesa dell'Algeria quella diventò l'icona del proprio calvario, vissuto in comunione con migliaia di musulmani che hanno ugualmente pagato con la vita il loro no alla logica della violenza, dominante in quegli anni.

Questi martiri ha dichiarato in una recente intervista a Mondo e Missione il postulatore della causa di beatificazione, il trappista francese Thomas Georgeon hanno vissuto "un martirio nel mezzo di un oceano di violenza che ha travolto l'Algeria negli anni Novanta. Un martirio 'con' e non 'contro'. È impossibile pensare solo ai 'nostri' martiri, ignorando le decine di migliaia di algerini vittime del decennio nero perché anche loro hanno dato la vita per il loro Paese e per la loro fede".

Georgeon aggiunge che l'attualità dei martiri dell'Algeria sta nel messaggio che comunicano a questo nostro tempo, scosso dalla violenza terrorista: "Queste diciannove persone ci invitano a una conversione: 'Prendi apertamente la parte dell'amore, del perdono, della comunione contro l'odio, la vendetta e la violenza'". Ora, dunque, la notizia che diventeranno beati, in una cerimonia che la Chiesa algerina vuole tenere proprio a Orano (e c'è chi spera nella presenza di papa Francesco).

Insieme a quello sui martiri dell'Algeria il Papa ha poi autorizzato la promulgazione di altri sette decreti della Congregazione per le cause dei santi. Quattro riguardano i miracoli attribuiti all'intercessione di altrettante religiose: la beata spagnola Nazaria Ignazia March Mesa (1889 - 1943) fondatrice delle Suore Misioneras Cruzadas de la Iglesia si avvia dunque alla beatificazione; la francese Alphonsa Maria Eppinger (1814-1867) fondatrice delle Suore del Santissimo Salvatore e le italiane Clelia Merloni (1861-1930) fondatrice delle Apostole del Sacro Cuore di Gesù e Maria Gargani (1892-1973) fondatrice delle Apostole del Sacro Cuore diventeranno invece beate. Un altro decreto riguarda il martirio della rumena Veronica Antal (1935-1958), dell'Ordine francescano secolare, uccisa per essersi opposta a un tentativo di violenza sessuale.

Tra i due decreti sul riconoscimento delle virtù eroiche spicca poi il nome della laica Madeleine Delbrêl, grande figura del cattolicesimo francese del Novecento (1904-1964), che negli anni Trenta scelse di andare a vivere a Ivry-sur-Seine, la città delle trecento fabbriche nella difficilissima frontiera della periferia operaia di Parigi. Alla condivisione della vita degli operai e delle loro battaglie (spesso combattute anche contro imprenditori cattolici senza troppi scrupoli) associò una profonda spiritualità incentrata sul tema della strada. "La giustizia senza tenerezza umana è pane raffermo", amava ripetere. "Noi delle strade", il libro che raccoglie i pensieri e le preghiere di Madeleine Delbrêl, è tuttora un best-seller.

L'ultimo decreto firmato da papa Francesco, infine, riguarda il riconoscimento delle virtù eroiche di don Ambrosio Grittani (1907-1951) fondatore delle Oblate di San Benedetto Giuseppe Labre.

Giorgio Bernardelli

  © Vatican Insider - 27 gennaio 2018
    Foto a cura della redazione di www.missionerh.it


 Sul martirio dei sette monaci trappisti del monastero di Notre-Dame de l'Atlas, in Algeria, leggere anche l'articolo di Emilio Grasso, Un Dio nascosto nella storia. Passione per l'uomo della Chiesa d'Algeria.



02/02/2018

 
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