web agency
testata
  Home   La Comunità   Approfondimenti   Contatto   Contributi   Español   Nederlands   Français  
Home arrow Approfondimenti arrow Vivere e morire per il Signore
Menù principale
Home
Chi siamo
Dove operiamo
Le nostre missioni
Notizie dal Paraguay
Scrivici
Archivio Ultime Notizie
Attività
Parrocchia di Ypacaraí
Centro Studi
Pubblicazioni
Vita della missione a Tacuatí
Vita delle missioni in Africa
Focus Belgio/Olanda
Testimoni dal Nord Europa
Canti
Riflessioni
Conoscere la vita consacrata
Comprendere il Diritto Canonico
Animazione missionaria
Appuntamenti
Approfondimenti
Missiologia per tutti
Appunti di Spiritualità
Interviste
Profili missionari e spirituali
Gruppi missionari e parrocchie
Solidarietà e microprogetti
Il giornale "Missione Rh"
Galleria Fotografica
Articoli correlati
Utilità
Links
Cerca nel sito
Mappa del sito
login

Gli articoli che appaiono
su questo sito
possono essere riprodotti
solo integralmente e
citando la fonte
 www.missionerh.it.

 
gemeenschap-rh-it2.jpg

| Stampa |


 

Vivere e morire per il Signore*
 


A pochi mesi dalla morte di Maurizio, membro della Comunità Redemptor hominis, lo ricordiamo pubblicando la riflessione di Mons. Hoogmartens, Vescovo di Hasselt (Belgio), apparsa nella rivista mensile "Samen" della stessa diocesi.



Mons. Patrick Hoogmartens e Maurizio FominiQualche tempo fa, ero accanto al capezzale di un sacerdote morente della nostra diocesi. A venti anni di età si era unito alla Comunità Redemptor hominis che era nata in una baraccopoli di Roma. Aveva capito subito che il Vangelo proponeva a lui e ai suoi coetanei una via unica che avrebbe dato loro molto e che anche molto avrebbe chiesto.

Dieci anni dopo, Maurizio - così si chiamava il sacerdote - sarebbe venuto in Belgio. Fu ordinato sacerdote da noi e ricevette responsabilità pastorali in scuole e parrocchie della nostra diocesi. Continuò a studiare molto e amava curare la formazione di altre persone nella scuola della vita e della fede. Mentre era parroco di due parrocchie, a 57 anni di età, ricevette la notizia che era affetto da una malattia grave. Fino alla fine ha combattuto coraggiosamente contro la malattia, con il sostegno di dottori e della sua comunità. Al termine, non poté ricevere altro che cure palliative.

Poco prima che Maurizio morisse, fui invitato al suo capezzale. Mi riconobbe ancora e, con alcuni membri della sua comunità, recitammo le preghiere di commiato della Chiesa. La cosa più penetrante fu la recita delle invocazioni prese dalla Scrittura, che ci aiutarono anche in quel momento a giungere a un abbandono nella fede. Ogni parola parlava di quella consolazione e pace che Maurizio anche nella sua giovinezza aveva già sperimentato, e, ora, le rendeva di nuovo presenti. La stessa consolazione e la medesima pace erano in quel momento alla presenza della morte.

 A partire da questo fatto voglio invitarvi a meditare le invocazioni prese dalla Scrittura. Ci portano la "vita" che proviene dalla Scrittura. È importante meditarle con calma e lentamente, con alcune pause. Ci evocano tutto un mondo con, volta per volta, un aspetto della nostra fede, importante nella vita e nella morte. 

  •  
    •  
      • "Chi ci separerà dall'amore di Cristo?" (Rm 8, 35).
      • "Sia che viviamo, sia che moriamo, siamo del Signore" (Rm 14, 8).
      • "Per sempre saremo con il Signore" (1Ts 4, 17).
      • "Lo vedremo così come Egli è" (1Gv 3, 2).
      • "A te, Signore, innalzo l'anima mia" (Sal 25, 1).
      • "Il Signore è mia luce e mia salvezza" (Sal 27, 1).
      • "L'anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente" (Sal 42, 3).
      • "Anche se vado per una valle oscura, non temo alcun male, perché Tu sei con me" (Sal 23, 4).
      • Gesù ha detto: "Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi" (Mt 25, 34).
      • "Chiunque crede nel Figlio, abbia la vita eterna" (cfr. Gv, 6, 40).
      • "Alle tue mani affido il mio spirito" (Sal 31, 6a).

Sebbene sia vero che queste parole della Scrittura ci parlano in maniera particolare nel passaggio dalla vita alla morte - per questo sono state raccolte - tuttavia ci possono ispirare anche in ogni momento della nostra vita. Ci danno una prospettiva, ossia la prospettiva dell'eternità alla quale come cristiani siamo chiamati.

Maurizio nella missione di Tacuatí - ParaguayCome Maurizio, dalla sua giovinezza, aveva assaporato la vita con il Signore e a Lui, infine, ha dato la sua vita, così possiamo anche noi ora interiormente "vivere per il Signore". Niente può separare un cristiano da Lui, né la sofferenza né la morte. Essere cristiani è desiderare di essere presso il Signore, aver sete di Lui, sperimentarLo come la fonte di Luce e di salvezza, e a partire da questo, alla fine, non essere angosciati e disperati.

La prospettiva che "la liturgia presso un morente" ci offre, ci dispone alla gioia o all'afflizione? Credo che la gioia faccia anche qui da sottofondo. In ogni caso, è ciò che io stesso ho sperimentato e anche ciò che Maurizio ancora ci poté dire, radunando tutte le sue forze. Rispose alla nostra preghiera con un "Amen" sommesso, ma chiaro, che significava "va bene così", "così sia". In quel momento v'era gioia nei nostri cuori al di là dell'afflizione. Così Maurizio ci ha preceduto, seppure troppo presto, ma lui ha percorso la via di ogni seme che deve morire per poter vivere. In tal maniera è avvenuto per lui, è stato per Gesù e così avviene per ognuno di noi.

Mons. Patrick Hoogmartens

Vescovo di Hasselt

(Tradotto dal neerlandese da Maria Cristina Forconi)
 



* Riflessione apparsa in "Samen" (rivista mensile del vescovado di Hasselt - Belgio), n. 1 (2012) 10.




05/02/2012

 
< Prec.   Pros. >
Sito della Comunità missionaria Redemptor hominis. Realtà ecclesiale fondata a Roma da don Emilio Grasso alla fine degli anni '60
web agency