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Appuntamenti dell'animazione missionaria 

 
   

«La comunione e la missione sono profondamente congiunte tra loro, si compenetrano e si implicano mutuamente, al punto che la comunione rappresenta la sorgente e insieme il frutto della missione: la comunione è missionaria e la missione è per la comunione. È sempre l'unico e identico Spirito colui che convoca e unisce la Chiesa e colui che la manda a predicare il Vangelo “fino agli estremi confini della terra” (At 1, 8). Da parte sua, la Chiesa sa che la comunione, ricevuta in dono, ha una destinazione universale. Così la Chiesa si sente debitrice all'umanità intera e a ciascun uomo del dono ricevuto dallo Spirito che effonde nei cuori dei credenti la carità di Gesù Cristo, prodigiosa forza di coesione interna ed insieme di espansione esterna».

(Christifideles laici, 32)

 



Sabato 9 e Domenica 10 aprile 2011,

la Comunità Redemptor hominis

sarà presente per una giornata di sensibilizzazione

e diffusione della stampa missionaria
:



 

Nella parrocchia di Santa Maria Assunta (Via G.B. Venturi, 140 - 42021 Bibbiano - RE), Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla.

Parrocchia Santa Maria Assunta - Bibbiano (RE)

Il Comune di Bibbiano in provincia di Reggio Emilia, da cui dista circa 15 Km, è situato nella fertilissima zona pedecollinare dove un tempo si trovava l'alveo dell'Enza.

Non è facile datare l'origine di Bibbiano: le tracce della prima presenza umana (fondi di capanne, resti ceramici, copiosi manufatti silicei) risalgono ad epoca compresa tra il paleolitico inferiore e il neolitico. La lunga permanenza gallica è testimoniata da reperti dell'età del ferro e dalle inflessioni celtiche rimasteChiesa di Santa Maria Assunta nel dialetto locale. L'origine etimologica della parola Bibbiano non è sicura: la forma più antica è "Bubianus" alternata anche a "Bibianus". Gli storici reggiani fanno risalire il termine "Bibianus" al personale latino "Baebius"; i "Bebii" erano una famiglia di coloni romani ai quali, all'epoca della colonizzazione romana del I secolo, erano state assegnate le terre che presero il nome di "ager Baebianus".

Numerosi i reperti romani venuti alla luce in seguito a ritrovamenti archeologici: terrecotte, ceramiche e suppellettili. È solo con l'età medievale che la storia di Bibbiano si precisa attraverso una prima aggregazione urbana lungo la strada che portava alle fortificazioni affacciate sull'Enza, e di cui rimane la massiccia costruzione fortificata detta «Torrazzo». Nel secolo XII la storia di Bibbiano si lega indissolubilmente alle vicende dei Canossa, come ricorda anche lo stemma comunale. Nel 1155 il borgo sarà definitivamente incorporato nel feudo canossiano di Bianello, mentre un'altra località bibbianese, Piazzola, era già in precedenza compresa nel medesimo. Della famiglia dei Canossa Bibbiano ha seguito le vicende fino al XVIII secolo, quando passava ai marchesi Gabbi (1757). Da uno studio del giornalista e agronomo Gabriele Arlotti, si evidenzia come il 13 aprile del 1159 compare per la prima volta la parola "formadio" (il padre del futuro Parmigiano Reggiano) in una pergamena dei monaci benedettini dell'Abbazia di Marola: tre fratelli di Formolaria (oggi Frombolara) di Carpineti accettavano terre in affitto dall'Abbazia fondata per volere di Matilde di Canossa in cambio di denari, merci e "tres aportos de formadio". Bibbiano ottenne l'autonomia comunale all'epoca del Dipartimento del Crostolo, mentre con la caduta di Napoleone, gli Este lo aggregarono a Montecchio Emilia. Assumerà le dimensioni attuali soltanto nel 1860.

La parrocchia di Bibbiano, già segnalata come Pieve rurale nel 980, è dedicata a Santa Maria Assunta e fa parte del Vicariato VI della Val d'Enza.

Ringraziamo di vero cuore il parroco don Erio Cilloni per la cordiale accoglienza e sensibilità missionaria, unitamente alla sua comunità parrocchiale.

 

Saremo presenti a Bibbiano 

Sabato 9 aprile 2011
alla Messa delle ore 16,00

Domenica 10 aprile 2011
alle Messe delle ore 8,30 - 10,00 e 11,30



 
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Sito della Comunità missionaria Redemptor hominis. Realtà ecclesiale fondata a Roma da don Emilio Grasso alla fine degli anni '60
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