Appuntamenti dell'animazione missionaria
«La missione di Cristo Redentore, affidata alla Chiesa, è ancora ben lontana dal suo compimento. Al termine del secondo millennio dalla sua venuta uno sguardo d'insieme all'umanità dimostra che tale missione è ancora agli inizi e che dobbiamo impegnarci con tutte le forze al suo servizio. È lo Spirito che spinge ad annunziare le grandi opere di Dio: "Non è infatti per me un vanto predicare il Vangelo; è per me un dovere: guai a me se non predicassi il Vangelo!" (1Cor 9, 16)».
(Redemptoris missio, 1)
Domenica 5 settembre 2010,
la Comunità Redemptor hominis
sarà presente per una giornata di sensibilizzazione e
diffusione della stampa missionaria:
Nella parrocchia di San Matteo Apostolo di Cervarezza (Via della Resistenza, 20 - 42036 Cervarezza di Busana - RE), e nella chiesa di San Venanzio Abate (Via Canevari, 9 - 42032 Busana - RE), Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla.
Cervarezza
Cervarezza si trova nel comune di Busana, che fa parte dell'Unione Comuni dell'Alto Appennino Reggiano.
Il territorio comunale di Busana è situato in una fascia altimetrica che va dai 500 m. s.l.m. del fiume Secchia, ai 1.727 m. del Monte Ventasso. Alle pendici di questo monte vi è l'oratorio di Santa Maria Maddalena, probabilmente un antico eremitaggio di donne ed ora meta di un tradizionale pellegrinaggio alla fine del mese di luglio.
Il territorio è ricco di boschi di carpino, cerro, roverella, e castagno, fino ad arrivare, più in alto, alle faggete e alle stazioni di conifere. Uno dei valori di maggior interesse è la presenza di fauna di pregio.
Il comune ha una rinomata tradizione turistica: vicino al paese di Cervarezza è presente uno stabilimento termale e viene prodotta una buona acqua minerale.
Altra attività presente sul territorio è la lavorazione del sughero che deriva da una tradizione antica: importato dai pastori e dai boscaioli di ritorno dalla transumanza invernale in Maremma ed in Corsica veniva lavorato dalle famiglie durante l'estate. Le principali località sono: Cervarezza Terme, Nismozza,Talada e Marmoreto.
La chiesa di San Matteo Apostolo appare nominata, insieme con quella di Busana, dedicata a San Venanzio Abate, in documenti del 1153, 1157 e 1184 come dipendente dalla Pieve di Campiliola.
Nel 1543 essa andò in rovina ma fu poi ristrutturata e ricostruita dalle fondamenta nel secolo XIX. L'edificio presenta una facciata a capanna, slanciata, dove è leggibile la data "1893", mentre sul fianco sinistro è riportata quella del "1778". L'interno è di ordine dorico, con volta a botte ed abside semicircolare.
Busana
Il nome del comune si fa risalire al popolo dei "Busii" che abitavano l'area in epoca di conquista romana. Nel 1070 si ha notizie di una "Cappella de Busiana" tra i beni affidati al Marchese Bonifacio di Canossa dalla Chiesa di Reggio. In seguito il territorio di Busana fu feudo del Marchese Galeazzo Gualenghi di Ferrara e poi dei Marchesi Zambeccari Zanchini di Bologna, fino al periodo napoleonico. Dopo il 1815 ritornò comune autonomo. Colpito duramente dal terremoto del 1920, il capoluogo perse in quella calamità le ultime vestigia di un castello, edificato dai Signori di Canossa, sui cui ruderi è stata costruita nel 1932 la Chiesa di San Venanzio. Busana conserva ancora una serie di mulini per la lavorazione delle castagne, attivi fino a qualche decennio fa. Il territorio, infatti, mantiene ancora bellissimi castagneti.
Un'attività presente in zona, derivante da un'antica tradizione, è la trasformazione del sughero per la produzione di tappi da bottiglia. Importato dai pastori e dai boscaioli di ritorno dalla transumanza invernale in Maremma ed in Corsica, il sughero era lavorato dalle famiglie durante l'estate.
Rivolgiamo un grazie particolare a Don Giovanni Rivi e alle comunità parrocchiali per la loro accoglienza e sensibilità missionaria.
Saremo presenti
Domenica 5 settembre 2010
alla Messa delle ore 10,15 a Busana
alla Messa delle ore 11,15 a Cervarezza
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