Nella parrocchia dei Santi Cosma e Damiano (Viale Roma, 44 - 47025 Mercato Saraceno - FC), Diocesi di Cesena-Sarsina.
Il centro storico di Mercato Saraceno, costruito su di un antico insediamento dei XII secolo, sorge sulla sponda sinistra del fiume Savio, ad una quota di 134 mt s.l.m. ed è distribuito su tre
terrazzi alluvionali che ancor oggi gli abitanti meno giovani chiamano Piazza di sopra, Borgo di mezzo e Piazza di sotto. Il territorio comunale si estende per una superficie di 100 kmq con un altitudine massima di 840 mt, laddove sfiora la cima del Monte Aquilone, ai confini con la regione Marche.
Mercato Saraceno è ricordato come luogo di mercati fin dai tempi remoti. In un documento dei 1223 si ricorda che sul Forum Saraceni era concesso ogni diritto di passaggio al Vescovo di Sarsina e si testimonia che il Forum era già di proprietà di Saraceno, figlio di Alberico degli Onesti, antica e potente famiglia di Ravenna, ricordata anche da Dante nella Divina Commedia. È così svelato il mistero del nome di MERCATO (forum) di SARACENO. Nulla quindi a che vedere con i temutissimi invasori africani se non per l'abitudine di molte famiglie nobili della costa di chiamare, forse scaramanticamente, Saraceno il figlio cadetto.
Lo stemma comunale, nel quale campeggia la figura del moro bendato, altro non è che uno stemma parlante, il cui disegno, cioè, deriva dal nome del comune. Inizialmente il Mercato di Saraceno era certamente composto da uno spiazzo per le fiere e i mercati settimanali, da un ponte di legno sul Savio che permetteva di raggiungere il Montefeltro e da un grande molino, ancor oggi funzionante con l'acqua portata da un canale sotterraneo, parallelo al corso del fiume, che inizia da un allargamento del corso del Savio, formatosi in seguito ad una grossa frana. Tutta la parte a sud del centro storico viene ancor oggi chiamata "Il Lago". Mercato Saraceno è stato un centro minerario di grande importanza per l'estrazione di zolfo, soprattutto nelle zone più a nord del territorio comunale come la Boratella, Mantennero, Monteiottone e Piaia. L'attività economica prevalente è sempre rimasta quella agricola che ha resistito al fenomeno dell'abbandono di molti poderi negli anni '50 e '60 di questo secolo. Si ha produzione di grano, granoturco, foraggi, vini (soprattutto il tipico Sangiovese), latte, formaggi, carni (notevolmente diffusa è l'attività di allevamenti suinicoli ed avicoli) bietole, mandorle e ciliegie. Oggi però l'attività agricola, in crisi come nel resto d'Italia, lascia sempre più spazio agli insediamenti artigianali ed industriali.
Certo il piccolo borgo che sorgeva intorno al molino ed al ponte di legno sul Savio è profondamente cambiato con la costruzione di abitazioni più moderne, sfruttando i tre terrazzi alluvionali che comunque costringono il centro storico di Mercato Saraceno ad una fisionomia ben definita e difficilmente mutabile.
San Damiano, è a un km dal capoluogo, in direzione di Cesena, ed esisteva già in epoca romana. La sua Pieve (dei Santissimi Cosma e Damiano) è un bell'esempio di chiesa
altomedioevale, fondata intorno al 850 d.C. che conserva pregevoli dipinti e affreschi. "La Madonna con il Bambino S. Giovanni Battista e S. Antonio Abate" è una pala d' altare del 1601, del pittore ravennate Bernardino Guarini. "L'Assunzione della Vergine" fa invece spicco nella cupoletta del presbiterio; è un affresco del 1751 del ventenne Michele Valbonesi di Ranchio. L' Assunzione è una parte di un ciclo che è raffigurato lungo la volta della navata centrale composto da "S. Vicinio in preghiera", "La Consegna delle Chiavi", "La Trasfigurazione" e il "Sacrificio di Melchisedech". Sull'altare maggiore è collocato il dipinto "Il martirio dei Santi Cosma e Damiano" anch'esso databile intorno alla metà del '700 ad opera di Michele Valbonesi. Nel presbiterio è conservato un sarcofago romano del III sec d.c. rinvenuto assieme ai resti di alcune ville e di una piccola necropoli nei pressi della chiesa.
Nella zona di Mercato Saraceno vi sono varie località che anteriormente erano parrocchie, ma che adesso sono state accorpate alla parrocchia dei Santi Cosma e Damiano, dove risiede il parroco. Due di queste ex parrocchia sono Montejottone e Mercato Saraceno.
Rivolgiamo un grazie particolare a don Renato Serra, e alle sue comunità parrocchiali, che ci accolgono con amicizia per riflettere sulla dimensione missionaria della Chiesa.