Nella parrocchia della Beata Vergine delle Lacrime in Selvapiana-Acquapartita (Via Chiesina, 1 - 47021 Selvapiana - FC), Diocesi di Cesena-Sarsina.
Selvapiana
La parrocchia di Selvapiana dal 1299 fino ai primi anni dell'Ottocento è appartenuta al "nullius" dell'abbazia camaldolese di Bagno. Nel 1516 don Teofilo Martini, abate di Bagno, consacrò una nuova chiesa - intitolandola a San Quirico - ai piedi del castello, ove si sviluppò il paese. Il luogo dove sorgeva fu poi detto "chiesina". Don Giuseppe Grifoni, parroco dal 1813 al 1836, trovatola cadente, nel 1834 prese a ricostruirne una più grande grazie ai contributi del Granduca di Toscana.
La nuova chiesa fu inaugurata il 22 dicembre del 1839 da don Agiolo Corzani; nel 1900, anno
giubilare, don Giovanni Bardi la restaurò e l'intitolò ai SS. Quirico e Giulitta; fece pure costruire un nuovo campanile ed una volta sul coro e altare maggiore, dipinta "in stile barocchetto" da Giovanni Zannetti di Galeata (tali decorazioni sono scomparse nei successivi rifacimenti).
Nell'altare maggiore si venera l'immagine della "Beata Vergine delle Lacrime". È un piccolo dipinto su tavola a fondo oro (cm 30 x cm 30 circa) che la tradizione vuole acquistato alla fiera di Senigallia: posto in un'edicola alle porte del castello, il 6 novembre 1424 fu miracolosamente ritrovato all'interno della chiesa parrocchiale, ove allora fu eretto un altare. Nel 1924, quinto centenario della miracolosa traslazione celebrato solennemente, la chiesa parrocchiale - restaurata dopo i terremoti del 1918 - fu ufficialmente intitolata alla "Beata Vergine delle Lacrime".
Acquapartita
Sorta in anni recenti, la frazione collinare di Acquapartita è posta ai margini di un laghetto sulle pendici del monte Còmero, lungo la statale che da S. Piero in Bagno conduce al monte Fumaiolo e alle Sorgenti del Tevere. La grande qualità della fauna ittica del lago consente tutte le tecniche di pesca in ogni stagione e vi si organizzano gare e corsi di pesca sportiva.
Il toponimo deriva da una storia curiosa. Fino agli inizi del Settecento vi era un lago naturale che apparteneva alla comunità e veniva dato in affitto: il conduttore aveva l'obbligo di vigilare perché non si prosciugasse o - come si diceva allora - "che l'acqua non partisse". Uno di questi, evidentemente, fece "partire l'acqua". Da cui il nome di Acquapartita dato alla località.
Ringraziamo di cuore don Filippo Rossi, attuale parroco di Selvapiana, cui è stata accorpata anche Acquapartita, per l'accoglienza e la sensibilità missionaria, unitamente a tutta la sua comunità parrocchiale.