Appuntamenti dell'animazione missionaria
|
«La Chiesa non può mai essere dispensata dall'esercizio della carità come attività organizzata dei credenti e, d'altra parte, non ci sarà mai una situazione nella quale non occorra la carità di ciascun singolo cristiano, perché l'uomo, al di là della giustizia, ha e avrà sempre bisogno dell'amore».
(Benedetto XVI, Deus Caritas est, 29)
|
Domenica 13 novembre 2011,
la Comunità Redemptor hominis
sarà presente per una giornata di sensibilizzazione e
diffusione della stampa missionaria:
Nella parrocchia di San Bartolo (Subb. F. Comandini, 13 - 47521 Cesena - FC), Diocesi di Cesena-Sarsina.
Chiesa di S. Bartolo (Cesena)
Alla fine del XIII secolo Cesena è ancora situata in posizione collinare lungo le falde del monte Sterlino ai piedi dell'antica Rocca e la zona di Porta Trova non esiste ancora come borgo essendo le mura e le porte costruite quasi un secolo più tardi sotto il dominio malatestiano, quando la città divenne struttura esclusivamente militare.
Cesena raggiunse la forma che noi conosciamo alla fine del Trecento. Il caratteristico "scorpione" descritto dal suo giro di mura è attraversato longitudinalmente dalla via Emilia che, collegando la porta Romana (o dei Santi) alla porta Fiume, descrive un'ampia curva ai piedi del colle. Da essa si dipartono due direttrici principali verso il piano: la via Ravegnana, con la porta Trova e la via Cervese con la porta omonima. L'edificato si compone su queste direttrici e sul torrente Cesuola che nel suo tratto urbano, da via Quattordici all'imbocco di via Battisti, descrive un'ansa aggirando il colle e la piazza del Popolo. Cesena fu riconsegnata al Papa, alla morte di Domenico Novello Malatesta nel 1465, in uno stato che sarebbe rimasto immutato fino all'Ottocento nelle linee strutturali complessive.
In questo tessuto consolidato s'inserisce nel 1835 la chiesa di San Bartolomeo disegnata dall'architetto Giovanni Antolini di Bologna, mentre il campanile è stato costruito più di dieci anni più tardi. L'impianto originale della chiesa è stato internamente stravolto dai pesanti lavori del 1968, in cui è stato rimosso il grande presbiterio che occupava quasi un terzo della chiesa con la demolizione delle due colonne ai lati dell'altare maggiore, delle due balconate adiacenti l'abside e della balaustra con cancelletto che ornava l'accesso all'altare. Il soffitto è stato cambiato, prolungando la volta a botte centrale fino al catino absidale e anche la canonica ha subito varie modifiche, essendo stata bersaglio dei bombardamenti del 1944 insieme alla sacrestia e a porzione dell'abside.
Ringraziamo di cuore il Canonico don Pier Giulio Diaco, per l'accoglienza e la sensibilità missionaria, unitamente alla sua comunità parrocchiale.
Saremo presenti a San Bartolo (Cesena)
Domenica 13 novembre 2011
alle Messe delle ore 9,00 - 11,00 e 19,00
|