Massa Finalese
"Massa" è un toponimo di grande significato storico. Nell'alto Medioevo, infatti, è la denominazione che viene data ai grandi possedimenti, che per lo più, attorno al 1000, finiscono per trasformarsi in feudi, quando il casale che ne è il centro viene fortificato e diventa sede di un signore feudale.
Secondo la tradizione, che la vuole fondata dai monaci del Santo Spirito di Ferrara, Massa precede, nel tempo, Cento, Bondeno e Finale Emilia. Il primo documento in cui sia parla di una "Saltus massa solariensis" è un contratto di enfiteusi dell'811, poi, un'altra pergamena la menziona nel 998. In una bolla del 1148 si fa espressa menzione della "Ecclesia S. Marie de Massa": apparteneva alla giurisdizione del monastero di San Pietro in Modena.
Nel 1385 questo primo edificio viene sostituito da una nuova chiesa, dedicata a san Geminiano, e non più a Maria santissima; la edificano i marchesi Aldrovandino e Jacopo Rangone. Alla chiesa di Massa era riconosciuto il carattere di "pieve" (dal latino plebs, popolo) e ne dipendevano tante altre parrocchie, fra cui quella di Finale.
Della chiesa del 1385 non è rimasto nulla, tante sono state le modifiche apportate da allora ad oggi. La facciata, di ispirazione neo-classica, è a tre campate, in corrispondenza dell'impianto interno della chiesa. A capo dell'edificio, l'abside è con volto in pietra. Sei cappelle, tre a destra e tre a sinistra, si susseguono nelle navate laterali, contenenti opere di grande pregio. Degne di menzione sono anche le grandi vetrate artistiche (anni 1973-1977) in cui vi domina l'iconografia tradizionale, tanto nei temi che nelle forme.
Una torre campanaria, inaugurata nel 1926 dal cardinale Giovanni Battista Nasalli Rocca, arcivescovo di Bologna, sostituisce il vecchio campanile, di modesta altezza.
La vastità della parrocchia e una maggiore comodità per le frazioni spiegano la presenza di numerosi oratori, tra cui quello del Canaletto, dell'Entrà, della Vettora e della Campa. Attualmente la parrocchia conta circa 5.500 abitanti.
Rivolgiamo un grazie particolare all'attuale parroco, don Jean Jacques Meyong Meyong e alla comunità parrocchiale di Massa Finalese per la loro accoglienza e sensibilità missionaria.