Appuntamenti dell'animazione missionaria
«La comunione e la missione sono profondamente congiunte tra loro, si compenetrano e si implicano mutuamente, al punto che la comunione rappresenta la sorgente e insieme il frutto della missione: la comunione è missionaria e la missione è per la comunione. E' sempre l'unico e identico Spirito colui che convoca e unisce la Chiesa e colui che la manda a predicare il Vangelo «fino agli estremi confini della terra» (At 1, 8). Da parte sua, la Chiesa sa che la comunione, ricevuta in dono, ha una destinazione universale. Così la Chiesa si sente debitrice all'umanità intera e a ciascun uomo del dono ricevuto dallo Spirito che effonde nei cuori dei credenti la carità di Gesù Cristo, prodigiosa forza di coesione interna ed insieme di espansione esterna».
(Christifideles laici, 32)
Domenica 24 luglio 2011,
la Comunità Redemptor hominis
sarà presente per una giornata di sensibilizzazione
e diffusione della stampa missionaria:
Nell'unità pastorale di 'Polinago' (Via Della Pieve, 6 - 41040 Polinago - MO) nella Diocesi di Modena-Nonantola.
Polinago si trova nel medio Appennino modenese, situato nella parte nord-est del Frignano ed interamente compreso nella valle del Torrente Rossenna. Il paese sorge sullo sperone del monte S. Martino, da cui si può godere di una bella panoramica sul crinale tosco-emiliano e sul Monte Cimone.
L'elemento naturale determinante per i primi insediamenti umani nella zona di Polinago è stato il torrente Rossenna che attraversa il territorio comunale da sud a nord.
Il nome "Rossenna" ed altri termini con la medesima radice evidenziano un'origine etrusca; alcuni suoni turbati presenti nel dialetto locale e lo stesso nome del capoluogo ricordano influenze celtiche; numerosi toponimi fondiari quali Cassano, Fognano, Talbignano... risalgono ad epoca romana.
Attualmente il territorio comunale comprende le frazioni di Brandola, Gombola, Cassano e San Martino; in passato queste località hanno vissuto per secoli vicende complementari ed alcune, come Gombola e Brandola, raggiunsero un'importanza notevole, superiore a quella dell'attuale capoluogo.
Polinago diventò importante intorno all'anno mille grazie alla sua Pieve, che esercitava giurisdizione ecclesiastica e civile su molte chiese della Val Rossenna.
Nel 1212 la famiglia Montecuccoli si impadronì del paese e lo mantenne per molti secoli sotto la sua influenza; dopo l'età Napoleonica, Polinago passò agli Estensi seguendone le vicende fino all'Unità d'Italia.
Il 12 Ottobre 1944 una rappresaglia tedesca distrusse tutto l'abitato; con la fine della guerra iniziò la faticosa ricostruzione economica e morale, per cui Polinago visse le vicende degli altri paesi appenninici.
Intorno agli anni '50 la popolazione residente nel comune era di circa 5000 unità: in prevalenza piccoli proprietari e mezzadri impegnati in attività agricole poco redditizie. Quando i centri della Pedemontana quali Sassuolo, Castellarano, Fiorano iniziarono il loro processo di industrializzazione, molti cittadini di Polinago furono attirati dal salario sicuro del lavoro in fabbrica. Ebbe così origine un esodo massiccio e continuo che interessò, pur con ritmo diverso, gli anni '60, '70 e '80.
Si ebbero, di conseguenza, evidenti cambiamenti nella tipologia della popolazione: aumento del numero degli anziani, diminuzione delle fasce giovanili, trasformazioni socio-economiche. Da alcuni anni si sta verificando un'inversione di tendenza: la popolazione tende infatti ad aumentare e conta oggi una popolazione di circa 1900 abitanti. Polinago si trova ad un'altitudine che va dai 275 ai 1052 metri slm.
L'attuale parroco don Paolo Fratti ci accoglie per una giornata di testimonianza e di riflessione sulla realtà della missione e per la diffusione della nostra stampa missionaria.
Saremo presenti:
Domenica 24 luglio 2011
alla Messa delle ore 9,00 a Cassano
alla Messa delle ore 10,00 a San Martino Vallata
alla Messa delle ore 11,15 a Polinago
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