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Appuntamenti dell'animazione missionaria 

 



Domenica 14 agosto 2011,
 
la Comunità
Redemptor hominis

sarà presente per una giornata di sensibilizzazione e


diffusione della stampa missionaria:


 
Nella parrocchia Pieve S. Maria di Ronta-S. Martino (Via Chiesa di Ronta, 140 - 47022 Cesena FC), Diocesi di Cesena-Sarsina.

Ronta


 Ronta
è una frazione del Comune di Cesena che si sviluppa lungo la via Ravennate, all'interno del quartiere "Ravennate", appena a sinistra del fiume Savio, a circa 6 km dal centro cittadino. Vi si trova una Pieve Romanica ultramillenaria (probabilmente del 942 d.C.), che deve ad epoche successive ma non troppo distanziate, le due sopraelevazioni. Il primo elemento in ordine di tempo ad aggiungersi all'originario impianto basilicare è la cripta, non visibile perché interrata nell'ultimo dopoguerra; altro elemento, successivo alla costruzione della chiesa, è la torre campanaria: vari assaggi ne hanno individuato la presenza pochi metri a nord-ovest dell'attuale facciata; presenta la forma cilindrica tipica della tradizione dei campanili ravennati. Le fondamenta di un quadri-portico sono inoltre venute alla luce proprio dinnanzi alla parte mediana della facciata, a circa due metri di profondità.
 

Il toponimo Ronta deriva dal latino terra aronita, espressione usata dai Romani per indicare terra smossa, coltivata. Esistono comunque depositi comprovanti la presenza dell'uomo nel territorio rontano sin dall'epoca preromana. Con l'età del Bronzo, attorno al VI secolo a.C., il popolamento della pianura cesenate, compresa la zona di Ronta, comincia ad avere una certa consistenza e diffusione.

Alcuni resti dell'età del Bronzo sono stati rinvenuti al Guado della Fornasaccia, localizzato a sud di Ronta sul fiume Savio: sono frammenti di giare, tazze in ceramica, spatole ricavate da ossa spaccate, punte di frecce in selce, un macinello in pietra calcarea e resti di ceneri e carboni, testimoni di un antichissimo insediamento di uomini che abitavano in capanne. L'arrivo dei Romani provoca la progressiva scomparsa dei popoli che fino ad allora avevano abitato questa zona. Vengono fondate  diverse colonie e con la tecnica della centuriazione viene diviso il territorio tramite linee ben precise chiamate Cardi e Decumani che, assieme alla linea naturale formata dal fiume Savio, delimitano tutto il territorio (numerosi reperti archeologici documentano l'insediamento in età romana: laterizi, strati fittili e la testina di marmo, ritratto femminile del I secolo d.C. venuta alla luce proprio presso l'abitato di Ronta).

La chiesa, così come oggi ci appare, presenta una pianta basilicale a tre navate con la caratteristica abside a sette lati rivolta ad oriente. L'interno, spartito da due serie di otto archi, risulta interamente soffittato in mattoni, con capriate nella navata centrale e travature a capanna in quelle laterali.

Alla parrocchia di Ronta ora è stata accorpata anche la ex parrocchia di S. Martino.

Ringraziamo di cuore il parroco don Ettore Ceccarelli e la comunità parrocchiale di Ronta-S. Martino per la loro sensibilità missionaria e per la cordiale accoglienza.

 
Saremo presenti
 
Domenica 14 agosto 2011

alle Messe delle ore 8,00 e 10,45 a Ronta

e alla Messa delle ore 9,15 a S. Martino



 
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Sito della Comunità missionaria Redemptor hominis. Realtà ecclesiale fondata a Roma da don Emilio Grasso alla fine degli anni '60
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