San Giacomo: è detto Giacomo "minore" per distinguerlo da San Giacomo il Maggiore, che lo precedette nel seguire il Signore Gesù.
Dopo l'ascensione del Signore, San Giacomo occupò un posto importante nella chiesa nascente: fu primo Vescovo di Gerusalemme e resse la sua Chiesa per circa 30 anni. Chiamato il "giusto" morì martire nel 62 d.c.
San Filippo: fu uno dei primi a seguire il Signore viene ricordato nell'episodio della moltiplicazione dei pani ed in altre circostanze.
Predicò il Vangelo nella Scizia e nella Frigia, dove nella città di Gerapoli, fu crocifisso in odio alla Fede.
La chiesa parrocchiale nelle carte più antiche (intorno al XIII sec.) porta il titolo di San Giacomo, solo dal secolo XIV, porta il doppio titolo dei Ss. Filippo e Giacomo.
Non sappiamo nulla della sua erezione, nonostante le molte ed appassionate ricerche fatte da diversi parroci, ma si crede che goda dell'antichità di più secoli. Il Tiraboschi, infatti, esimio cultore di storia locale, la trovò nominata in una carta dell'archivio del monastero di San Geminiano nel 1377, col titolo di S. Jacopo de Runchis.
La trovò pure menzionata in un'altra carta reggiana del 1302 ed in una terza del pubblico Archivio di Modena del 1324.
Dalla Diocesi di Reggio passò a quella di Carpi, con tutte le altre parrocchie del Ducato Mirandolese con Breve del Papa Pio VII, datato Roma 11 Dicembre 1821.
Il Parroco Rettore don Antonio Gavioli, che resse la Parrocchia nel 1865, ha lasciato una "Cronologia" e da essa si rileva che San Giacomo fu dichiarata Parrocchia indipendente nell'anno 1574.
La chiesa è di una sola navata, d'ordine dorico e la sua facciata fu rifatta nell'anno 1738. Ha cinque altari, il Maggiore e quattro minori in cappelle alquanto rientrate. L'altare Maggiore anticamente aveva il Tabernacolo in legno, scansie per i candelieri e pallio, ma tutto questo venne però distrutto e nel Settembre 1752 fu collocata la balaustra di marmo che si vede ancora adesso. Il nuovo altare in marmo venne collocato il 13 Maggio 1754.
Dietro l' Altare Maggiore vi è il coro, di forma quadrata alquanto rientrante. Era stato costruito negli anni 1666/1667, ed aveva la soffitta a cannicci (arelle e gesso).
L'interno colpisce, perché completamente dipinto e ricoperto di affreschi. Questi sono opera di un certo Pellicciari, che li eseguì nel grande restauro del 1931. Rappresentano scene della vita di Gesù alle pareti, mentre nel soffitto sono rappresentati diversi personaggi della Chiesa Universale e della Diocesi. Un grande dipinto ad olio su tela appeso alla parete dell'abside raffigura i Ss. Giacomo (che regge un bastone) e Filippo.
La chiesa conserva la sua cantoria con un monumentale organo a 850 canne e 24 registri, fabbricato nel 1865 da Carlo Comencini da Bompiano di Brescia. Il campanile, inizialmente era incorporato alla chiesa che ne sovrastava di poco l'edificio, ma le vibrazioni trasmesse dal suono e dal movimento delle campane lesionavano le pareti della chiesa; quindi fu abbattuto. Quello attuale fu innalzato tra il 1771 ed il 1774 e fu costruito grazie alle pietre dell'abbattuto Convento Carmelitano di Santa Maria delle Grazie della Galeazza.
A pochi chilometri da San Giacomo Roncole, verso Medolla, vi è un'altra frazione appartenente sempre al Comune di Mirandola: San Martino Carano, la cui chiesa è dedicata a San Martino Vescovo e martire.
Ringraziamo di cuore l'attuale parroco don Gino Barbieri e le sue comunità parrocchiali per la cordiale accoglienza e sensibilità missionaria.