Parrocchia Sant'Agostino
La chiesa di Sant'Agostino (chiamata anche Pantheon Atestinum in quanto inizialmente scelta come sede di sepoltura dei duchi d'Este, dei quali narra le glorie nei numerosissimi dipinti) fu costruita nel Trecento,
nell'area di una "chiesa degli agostiniani" eretta un secolo prima. Subito dopo la morte di Alfonso IV d'Este, nel 1663, l'edificio fu radicalmente trasformato, su progetto di Giovanni Giacomo Monti. La vedova di Alfonso, duchessa Laura Martinozzi, fece ingrandire e riadattare la vecchia chiesa, con l'intento di trasformarla in Pantheon Estense. L'intento non fu realizzato, e come Pantheon Estense fu scelta la chiesa di S. Vincenzo, in Corso Canalgrande, ma la struttura di Sant'Agostino fu alterata per sempre.
Il tempio è attaccato al Palazzo dei Musei. La facciata è in cotto e solo nella fiancata sinistra conserva qualche traccia dell'originaria chiesa gotica. L'interno privilegia la scenografia e la grandiosità secentesche, accentuate dalla lunga navata unica e dal soffitto a cassettoni, molto decorato con scene e personaggi che esaltano la famiglia degli Estensi. Ampi finestroni filtrano la luce esterna, che crea un'atmosfera raccolta, ravvivata però dalle decorazioni delle cappelle.
Fra le opere conservate nella chiesa, spicca il gruppo in terracotta della Deposizione dalla Croce, realizzato dal Begarelli. Preziosi sono anche l'affresco staccato della Madonna col Bambino, di Tommaso da Modena, la Natività di Maria di E. Setti ed un Sant'Antonio da Padova di A. Malatesta.
Parrocchia San Barnaba
Poche notizie si hanno della primitiva chiesa esistente fin dal 1283 (forse costruita intorno al 1189). Si sa che era di piccole dimensioni, a tre navate ed era orientata con la facciata a ponente verso il monastero di S. Chiara. L'edificio subì due importanti interventi di ristrutturazione nel 1283 e nel 1473 che, tuttavia, non modificarono l'impianto tipologico. Esso rimase infatti inalterato fino al 1602, anno in cui i padri Minimi di San Francesco di Paola, nuovi assegnatari della chiesa dal 1558, ne ribaltarono l'orientamento ponendo la facciata a levante.
La chiesa di San Barnaba è sicuramente un esempio di arte barocca tra i più importanti in ambito modenese. L'aspetto attuale della chiesa è definito durante il XVII e il XVIII secolo grazie alla completa ricostruzione del 1600 ed al progressivo e costante arricchimento dei suoi interni dovuto all'attenzione che i duchi d'Este hanno sempre mostrato per questo edificio religioso e all'opera di Luigi Ronca , oblato dei Padri Minimi e sagrestano della chiesa dal 1741.
Ringraziamo di vero cuore l'attuale parroco don Graziano Gavioli per la cordiale accoglienza e sensibilità missionaria, unitamente alla sua comunità parrocchiale.