La frazione di Santa Maria Nuova appartiene in parte al comune di Cesena e in parte al comune di Bertinoro, in provincia di Forlì-Cesena, nella regione Emilia-Romagna.
Per quanto riguarda gli accenni storici relativi a questa località, possiamo dire che il territorio rientra nella zona centuriata di epoca romana, probabilmente iniziata nel II secolo a.C.
Una facoltosa famiglia ravennate, i marchesi Cavalli, s'intreccia con la storia di Santa Maria Nuova.
Questa famiglia, delle cui origini poco sappiamo, dal 1671 al 1802 divenne protagonista di primo piano nelle vicende della città di Ravenna.
Santa Maria Nuova è il paese natale (località Santa Croce) di Aldo Spallicci (1886-1973) medico, poeta e politico, nonché promotore dell'identità e del folklore romagnolo.
In questa località, che si trova a pochi chilometri da importanti zone industriali e commerciali (Forlì, Pievesestina, Forlimpopoli, Cesena), dall'autostrada A14 e dalla statale E45 e a circa 10-15 minuti da Milano Marittima e Ravenna, sono presenti 66 attività commerciali e artigianali tra imprese, ditte, negozi e professionisti.
La patrona della parrocchia è la Madonna della Neve. Il titolo di Madonna della Neve affonda le sue origini nei primi secoli della Chiesa ed è strettamente legato al sorgere della Basilica di Santa Maria Maggiore in Roma. Nel IV secolo, sotto il pontificato di papa Liberio (352-366), una coppia di nobili e ricchi patrizi romani, non avendo figli, decisero di offrire i loro beni alla Santa Vergine, per la costruzione di una chiesa a lei dedicata.
La Madonna gradì il loro desiderio e apparve in sogno ai coniugi la notte fra il 4 e il 5 agosto, tempo di gran caldo a Roma, indicando con un miracolo il luogo dove doveva sorgere la chiesa. La mattina dopo, i coniugi romani si recarono da Papa Liberio a raccontare il sogno fatto da entrambi; anche il Papa aveva fatto lo stesso sogno e quindi si recò sul luogo indicato, il colle Esquilino e lo trovò coperto di neve, in piena estate romana. Il pontefice tracciò il perimetro della nuova chiesa, seguendo la superficie del terreno innevato e la chiesa fu costruita a spese dei nobili coniugi.
Questa è la tradizione, anche se essa non è comprovata da nessun documento; la chiesa fu detta ‘Liberiana' dal nome del pontefice, ma dal popolo fu chiamata anche "ad Nives", della Neve.
Ringraziamo di cuore l'attuale parroco di Santa Maria Nuova e di Provezza, don Aldo Menghi, per l'accoglienza e la sensibilità missionaria, unitamente alle sue comunità parrocchiali.