Appunti di Spiritualità/28
L'UOMO LIBERO DAVANTI A DIO
L'uomo di cui parla la Sacra Scrittura non è l'oggetto delle decisioni di Dio, ma è il soggetto che sceglie liberamente e che decide nella sua libertà.
Lo vediamo, in maniera particolare, nell'annunciazione dell'angelo a Maria (cfr. Lc 1, 26-38).
Il colloquio che si svolge tra l'angelo e Maria ha un punto che possiamo chiamare di sospensione. Questa sospensione, che segna un passaggio da una situazione all'altra, si trova precisamente dopo le parole dell'angelo: "Nulla è impossibile a Dio" (Lc 1, 37). È questo il momento di passaggio, più o meno lungo, nel quale Maria formula la sua risposta alla proposizione dell'angelo.
Il testo dell'annunciazione è compatto e completo: niente gli manca, non c'è niente da aggiungere o da togliere. Al saluto dell'angelo seguono la promessa, la spiegazione data alla domanda di Maria, la dimostrazione che Dio può tutto e, infine, il silenzio d'attesa della risposta di questa ragazza di Nàzaret.
In ebraico la parola "angelo" significa "messaggero". Gabriele è un messaggero con un incarico particolare. Il suo nome significa "Dio è forte". Tutta questa potenza della divinità, che l'angelo mostra con la sua presenza e la sua parola, diviene umile attesa, nel silenzio, per una decisione che non dipende più da Dio, ma da Maria che ha ascoltato.
Maria è sola nella decisione. Non è detto di quanto tempo ha avuto bisogno per rispondere. Il colloquio è breve, quasi cadenzato, come fosse avvenuto in pochi istanti.
L'angelo lascia Maria decidere e non se ne andrà senza la sua risposta. Sarebbe stato interessante sentire il battito del cuore di Dio in quel momento. Da quello che Maria dirà, dipenderà la storia dell'umanità.
Dire di sì all'angelo significa permettere al piano di Dio di realizzarsi. Maria sa che questo comporterà numerose prove; sa anche, però, che non c'è cosa più bella che essere uno strumento nelle mani di Dio.
Abituata alla lectio divina, che non nasce nei monasteri ma nell'umile casa di Nàzaret (cfr. Lc 2, 19; 2, 51), Maria, meditando sulla vita delle sante donne dell'Antico Testamento, in particolare di Anna, la madre del profeta Samuele, ha saputo riconoscere nelle parole dell'angelo il messaggio che Dio le voleva comunicare e ha trovato facilmente nel suo cuore la risposta: "Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola" (Lc 1, 38).
Dio ha creato l'uomo libero. Di fronte al comando di Dio di non mangiare i frutti dell'albero posto al centro del giardino (cfr. Gen 2, 16), l'uomo esercita pienamente la sua libertà. Dio prima e il serpente dopo, scompaiono dalla scena del racconto biblico, per far posto alla risposta dell'uomo. E l'uomo sceglie, senza alcuna costrizione, e mangia il frutto della sua condanna.
Significativo è il discorso di Mosè con cui invita gli israeliti a scegliere. Mosè sa per esperienza che il Signore non agisce nella vita dell'uomo senza il suo consenso libero. Le sue continue obiezioni all'invito di Dio di andare a liberare il suo popolo schiavo in Egitto, che portano a scatenare la collera di Dio (cfr. Es 4, 14), ne sono una dimostrazione eloquente.
Nel deserto, forte di quell'esperienza, potrà dire al popolo: "Io ti ho posto davanti la vita e la morte, la benedizione e la maledizione. Scegli dunque la vita, perché viva tu e la tua discendenza" (Dt 30, 19).
Nei Vangeli, la scelta dei discepoli avviene in un clima di piena libertà. Pietro e i suoi compagni ascoltano il Signore che insegna. Invitati a prendere il largo nell'ora meno indicata per la pesca, accettano di gettare le reti. Alla vista della gran quantità di pesci raccolti, Pietro si getta ai piedi del Signore e si riconosce peccatore. Poi, lasciata ogni cosa, insieme ai suoi compagni, segue Gesù (cfr. Lc 5, 1-11). Non ci sarà nessun intervento soprannaturale che impedirà a Pietro di fuggire e di rinnegare il Maestro, come non ci sarà nessuna forza divina che lo farà ritornare a seguire il Signore contro la sua volontà.
Differente è l'atteggiamento dell'uomo ricco, anche se identica è la situazione personale di libertà di fronte alla proposta di Gesù. Quando Gesù gli chiede di lasciare tutto e di seguirlo, il ricco se ne va "scuro in volto", perché possiede molti beni (cfr. Mc 10, 17-22).
Gesù non costringe nessuno, né insegue nessuno. Il suo discorso è libero e vuole una risposta libera dai suoi ascoltatori.
Maria, con la sua risposta positiva al piano di Dio, ci aiuta a comprendere sempre meglio come Dio non può far nulla contro la volontà dell'uomo. È celebre del resto il principio agostiniano: "Chi ti ha creato senza di te, non ti salverà senza di te"[1].
Giustificandosi per il proprio peccato, Adamo ed Eva sembrano inaugurare il regno del fatalismo e delle forze occulte che opprimono l'uomo.
Dopo il peccato, l'uomo e la donna si giustificano in questa maniera: "La donna che tu mi hai posto accanto mi ha dato dell'albero e io ne ho mangiato" (Gen 3, 12); "il serpente mi ha ingannata" (Gen 3, 13).
Maria, invece, con la sua obbedienza docile e libera, sovvertendo una logica di condanna e di morte, segna un nuovo inizio per l'umanità. Il suo "sì" è un invito a credere che l'uomo, anche se non può fare a meno della grazia di Dio, non è oggetto del destino o delle decisioni divine, ma soggetto attivo delle scelte che opera, sia nel bene che nel male.
Sandro Puliani
[1] Sant'Agostino, Sermone 169, 11, 13.
18/12/09
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