ALLA LUCE DEL MISTERO DELLA PASSIONE,
MORTE E RISURREZIONE
Ai fedeli di Obeck
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Un ponte di preghiera e di amicizia unisce la parrocchia Sagrado Corazón de Jesús a Ypacaraí, in Paraguay, e la parrocchia della Bienheureuse Anwarite di Obeck, in Camerun.
In tale prospettiva, Emilio si rivolge ai fedeli di Obeck con questa lettera che colloca il loro impegno nel cuore del mistero celebrato durante la Settimana Santa.
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Ypacaraí, 17 aprile 2011
Carissimi Amici,
in questi giorni della Settimana Santa, che abbiamo iniziato questa mattina con la solenne celebrazione della Domenica delle Palme, mi sono fermato a contemplare tanti doni da voi ricevuti che mi rendono presente la vostra comunità parrocchiale e l'amore con il quale mi avete accolto in occasione del mio ultimo viaggio a Mbalmayo.
Con tutto il cuore avrei voluto ancora una volta essere con voi. Ma ciò non mi è stato possibile causa differenti difficoltà d'ordine interno ed esterno. Le ho interpretate come segni d'una Volontà superiore alla mia cui docilmente, seppur con sofferenza, non mi è rimasto altro da fare che obbedire.
La nostra vita è nelle mani di Dio. E quando si ha la coscienza serena che tutto quello che era in nostro potere è stato compiuto, altro non ci resta che rimettere a Cristo Gesù, Pastore Supremo della Chiesa, la nostra vita, accettando nell'obbedienza a Dio che la Sua e non la nostra volontà si compia.
Vi sono due momenti che debbono accompagnare la vita del credente. Il primo è quello del combattimento spirituale e della resistenza, facendo tutto il possibile, con tenacia-sacrificio-intelligenza, affinché le forze del male siano sconfitte. Ma quando tutto questo lo abbiamo compiuto, allora non ci resta, come ultimo atto, che la resa. Arrenderci e consegnarci liberamente alle forze del male, di cui la più grande ed ultima è la morte.
È questo l'esempio che ancora una volta ci dona il Signore Gesù in questa Settimana Santa.
Egli con passione e libertà ha lottato contro tutte le forze del male, resistendo ad esse e combattendo la morte. Alla fine, però, si è arreso e volontariamente consegnato alla Sua passione e morte.
Patendo e morendo, Egli ha vinto la morte e con la Sua resurrezione ha definitivamente sconfitto le forze del male e della morte.
Vi ho scritto, cari amici, perché dobbiamo rinforzare il ponte di sofferenza-preghiera-speranza-resurrezione che unisce l'Africa e l'America Latina.
In questo ponte d'amore sono impegnate, in prima persona, coloro che nella loro sofferenza sono maggiormente configurati a Cristo Crocifisso, scandalo e follia secondo la logica dei saggi di questo mondo, ma forza e sapienza di Dio, unica e definitiva vittoria sul dolore e la morte.
Ha scritto il Santo Padre Benedetto XVI che siamo chiamati a prendere "sempre più coscienza di essere famiglia di Dio e a rendere percepibile nei villaggi, nei quartieri e nelle città l'amore del Signore, il quale chiede che nella Chiesa stessa, in quanto famiglia, nessun membro soffra perché nel bisogno. La testimonianza della carità fa parte della vita stessa di ogni comunità cristiana. E fin dall'inizio la Chiesa ha tradotto in gesti concreti i principi evangelici, come leggiamo negli Atti degli Apostoli".
Con questi sentimenti di rinnovata unità con voi tutti, fortemente vi stringo al mio cuore in questi giorni in cui riviviamo il mistero della passione-morte-resurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo e, con grande amore, tutti benedico.
Vostro amico
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