Dal 4 al 13 luglio si è celebrato il novenario e la festa patronale della Capilla Rosa Mística, una delle più attive della parrocchia di Ypacaraí.
Quest'anno si è voluto preparare la festa attraverso una riflessione continuata, realizzata durante sette serate del novenario, sul tema della vita, come arricchimento spirituale e insegnamento concreto per tutti.
A partire dal tema di sant'Ireneo: "La Gloria di Dio è la vita dell'uomo" e attraverso alcuni passaggi biblici, Emilio ha tenuto ogni sera una meditazione molto intensa e ricca di spunti che ha richiamato una grande partecipazione delle persone, grazie anche alla buona organizzazione e all'impegno dei coordinatori, Santa Oviedo de Yegros y Digno Yegros.
L'insegnamento della Sacra Scrittura, attraverso i passaggi scelti, ha voluto mettere in evidenza innanzitutto l'importanza dell'ascolto della parola, ma anche della sua messa in pratica.
Non si è cristiani solo perchè si fa una teorica professione di fede. Essere cristiani significa vivere e applicare la parola, amare concretamente, educare alla vita nella quotidianità. Significa agire e comportarsi come la persona saggia e non come lo sciocco.
Tale distinzione, che troviamo nel libro del Siracide (Sir 21, 11-28), tra la saggezza di colui che dice "Dio esiste" e la stupidità di chi invece nega l'esistenza di Dio, deve illuminare le scelte del cristiano nelle più piccole cose di ogni giorno.
Nella vita, infatti, si incontrano tante situazioni differenti, belle, buone, ma anche brutte e dolorose, momenti felici e momenti di tristezza; occorre saper entrare nel
modo adeguato in queste diverse situazioni. Non si può agire come lo sciocco, che ride sempre su tutto o piange su ogni cosa. Come dice il libro di Qoèlet (Qo 3, 4-5), c'è un tempo per piangere e uno per ridere, un tempo per soffrire e uno per danzare, uno per seminare e un altro per raccogliere.
Ognuno, quindi, nella sua responsabilità deve imparare ad agire bene, a relazionarsi alle situazioni e a non essere persona "imbecille", cioè, che non sa dove appoggiarsi, secondo il significato di questa parola presente nella Bibbia (Sir 21, 19), rifiutando gli insegnamenti del saggio e trovando sostegno solo su se stesso.
Chi non è "imbecille", infatti, ascolta i consigli e gli insegnamenti, anche se questi possono dar fastidio. A nessuno, in effetti, piace essere ammonito, però la parola di Dio ci dice che se non si ascolta l'insegnamento del saggio si diventa stupidi e imbecilli.
L'uomo sensato considera l'istruzione una cosa importante e la sua vera ricchezza diventa la saggezza. La sua sensatezza entra nella quotidianità della sua vita e gli permette di agire come uomo discreto e giudizioso, educato e rispettoso. Egli sa misurare le parole e dominare, con una disciplina di vita, se stesso, la propria volontà, memoria e intelligenza.
Essere cristiano vuol dire amore alla vita e conquista della vita eterna. Questo amore, però, è qualcosa di concreto, comincia con l'essere fedeli alle piccole cose, perchè così, come dice il Vangelo, potremmo esserlo anche nelle grandi che il Signore ci vorrà affidare.
Il rispetto dell'altro, il buon senso, la puntualità, il far bene il proprio lavoro, lo
studiare quando è il momento di farlo, la discrezione, ecc. sono frutto di un'educazione e di un'istruzione che formano persone forti, capaci di fare delle scelte, e che creano una mentalità e una realtà nuova.
Non si può, infatti, stare sempre a sognare una realtà diversa, migliore: "il Paraguay che sogniamo", secondo una espressione che in questo paese si usa molto, se non siamo noi a costruire questa nuova realtà.
Per questo è fondamentale l'educazione alla vita, formare ai valori autentici, affinché tutte le scelte siano scelte di vita e non percorsi di morte.
Dobbiamo metterci, in tal senso, alla scuola dell'amore. La Chiesa deve essere questa scuola che insegna ad amare per poter diventare uomini e donne che amano e, poiché amano, vivono e se vivono distruggono la morte ed entrano nella vita eterna.
I fedeli della Capilla Rosa Mística hanno concluso, il 13 luglio, giorno di Maria Rosa Mistica, la festa della loro patrona, portando la sua immagine in processione per le vie del quartiere. Con un concerto di canti popolari e religiosi, eseguiti da artisti locali, hanno reso grazie al Signore e Maria, per tutto quanto hanno potuto ascoltare e apprendere, non solo come arricchimento personale e comunitario, bensì anche come programma concreto per la costruzione della loro comunità, che non è solo da sognare, scaricandosi così da ogni fatica e responsabilità, ma da edificare nel giorno per giorno, nella fedeltà alle piccole cose e agli impegni assunti.