Nella parrocchia Sacro Cuore di Gesù di Ypacaraí, un folto gruppo di ragazzi ha ricevuto il mandato annuale di chierichetto e le relative vesti liturgiche, dopo aver partecipato ad un corso, a vari incontri di formazione ed aver superato l’esame finale. È stata una grande festa per loro essere arrivati ad assumersi l’impegno forte e serio di essere servitori e amici di Gesù presente nella liturgia, consapevoli di tutta la sacralità del loro ruolo e dopo essersi preparati con passione.
Con gli incontri hanno compreso che è necessaria una crescita continua nella conoscenza del Signore e nella sua amicizia, perché la fede richiede un approfondimento incessante: l’alimento di oggi non basta per sempre. Sono semplici le cose che sono state insegnate loro, a partire dal perché si esige un certo comportamento all’interno della chiesa.
È, infatti, importante far comprendere la motivazione sottesa alle regole, così come il perché dei segni che come fedeli abitualmente usiamo: il significato del segno della croce, il fatto di ripeterlo tre volte prima dell’ascolto del Vangelo, il motivo di stringere la mano a chi sta al proprio fianco al momento dello scambio di pace, il significato della parola Amen.
I chierichetti devono essere fieri del loro ruolo di amici di Gesù che li conosce per
nome, li accompagna, li segue nei momenti allegri e in quelli tristi, come un amico dal quale non si può prescindere. Per questo i chierichetti sono chiamati ad essere suoi testimoni anche nella famiglia, nella scuola e tra gli altri ragazzi. È con la testimonianza che si evangelizza ed anche suscitando una sana invidia tra i coetanei per come si matura. Perché crescere in una reale comprensione della fede aiuta lo sviluppo di tutte le facoltà umane, dall’intelligenza alla volontà e alla libertà, e a preparare da oggi il futuro della Chiesa e della società. Infatti, apprendere a svolgere bene il proprio compito nella Chiesa, consapevoli di cosa si sta facendo, vuol dire apprendere a realizzare bene anche le altre cose della vita. La Chiesa ha una funzione educativa importante. Lo hanno ben compreso i genitori e le persone che, con sacrificio e lasciando altri impegni, hanno accompagnato questi ragazzi a tutti gli incontri di formazione in parrocchia.
Questo ha un valore ancor più grande in relazione alla liturgia. La liturgia è l’azione di Dio, la fonte ed il vertice della vita cristiana, ma anche di tutta la vita umana. La liturgia è il momento per eccellenza dell’incontro con Dio ed è l’atto più solenne che esista. Curare e vivere bene la liturgia significa curare la vita di Dio e quella dell’uomo, con tutti i risvolti nel quotidiano: nella famiglia, al lavoro, nella scuola. Il cristiano non permette che si giochi con Dio e di conseguenza neppure con gli uomini. Per questo la Chiesa ha il diritto di parlare, di educare, di richiamare, pur senza invasioni di campo e nel rispetto delle competenze di ognuno.
Se i chierichetti imparano la differenza tra la Chiesa e un luogo dove ognuno può fare ciò che
vuole calpestando la libertà altrui, impareranno anche la differenza tra essere uomini, padri responsabili, lavoratori non corrotti, e il non esserlo. I cristiani devono essere il sale della terra, il lievito che fermenta la massa: se il lievito è contaminato, lo è anche la massa.
La festa, inoltre, è stata particolarmente importante per chi ha la mamma emigrata in Spagna per lavoro e attendeva di sapere se il figlio era riuscito in questo impegno.
Ed ora la formazione continua, così come la testimonianza della bellezza della fede.
Mariangela Mammi
30/03/07