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FESTA DI SAN GIOVANNI, FESTA DELLA CHIESA





Nella nostra parrocchia Sagrado Corazón de Jesús della città di Ypacaraí (Paraguay), nell'ambito dei festeggiamenti del Patrono abbiamo organizzato anche quest'anno la festa di San Giovanni. Benché provenga dall'Europa, questa è una delle celebrazioni che più esprimono la nostra cultura popolare. Infatti, le persone partecipano a giochi tradizionali e a manifestazioni artistiche che spesso mantengono il nome in guaranì.

Tale festa assume un significato molto speciale per la nostra parrocchia, perché non è solo un'occasione per raccogliere fondi per il mantenimento della parrocchia, ma è soprattutto un segno di amore, d'impegno e di generosità delle persone, che affermano in tal maniera pubblicamente che la Chiesa appartiene a loro e deve essere la casa edificata da tutti. Infatti, il Regno di Dio si realizza per mezzo della grazia di Dio e anche della collaborazione degli uomini. In momenti come questi si costruisce la comunità, sperimentando la bellezza e la gioia di stare e di lavorare insieme.

In armonia con la creazione

 Con questa convinzione, più di trecento persone si sono divisi i compiti per organizzare quest'avvenimento. Un primo gruppo ha visitato le famiglie che hanno voluto donare soprattutto manioca, mais e carne, cioè, gli ingredienti fondamentali per piatti tipici. In queste visite si è potuto costatare la generosità dei più poveri; infatti, sono essi che con i loro piccoli contributi hanno reso possibile la raccolta della quantità necessaria di materiale per preparare cibi molto gustosi.

Un secondo gruppo si è costituito per utilizzare quegli ingredienti per confezionare 5.000 piatti consistenti, tra l'altro, in "mbejú", "pastel mandi'o", "payaguá masnada", "chipa asador", "chipa so'o", "sopa so'o", "butifarra",  "chicharõ trenzado". Sebbene si sia soliti preparare questi piatti anche in altre ricorrenze, tuttavia è soprattutto nella festa di San Giovanni che le famiglie si riuniscono per gustarli.

Un terzo gruppo si è occupato dell'allestimento del luogo dove si sarebbero radunati i partecipanti che quest'anno sono arrivati in circa tremila nel piazzale della chiesa parrocchiale, provenienti dal centro di Ypacaraí e anche dalle zone rurali dei dintorni. Questo terzo gruppo si è impegnato per allestire i differenti stand, lo scenario per gli artisti invitati e tutti gli elementi che sono stati utilizzati durante la festa, tenendo presente principalmente la necessità di assicurare la pulizia ovunque. Per questo, fra gli elementi più importanti, vi erano i cestini per la spazzatura collocati nei  luoghi strategici, affinché i partecipanti non buttassero i rifiuti per terra, ma utilizzassero i cestini per l'immondizia, manifestando così il loro rispetto per la creazione che "ci è stata data da Dio affinché ce ne prendiamo cura e la trasformiamo in fonte di vita degna per tutti. ... 'Nostra sorella madre terra' è la nostra casa comune e il luogo dell'alleanza di Dio con gli esseri umani e con tutta la creazione. Non prendere in considerazione le mutue relazioni e l'equilibrio che Dio stesso ha stabilito tra le cose create, costituisce un'offesa al Creatore, un attentato contro la biodiversità e, in definitiva, contro la vita", come hanno affermato i Vescovi Latinoamericani, nel Documento di Aparecida.

La festa di quest'anno è ben riuscita e tutti i partecipanti sono rimasti colpiti dal clima di gioia, dalla pulizia, dalla bellezza delle decorazioni e delle manifestazioni artistiche, e anche dall'imponente affluenza della gente e dalla grande quantità dei collaboratori.

Costruire la Chiesa giorno per giorno

È importante rilevare che, unendo una tradizione del nostro Paese alla visione cristiana della vita, si sono potute mettere al servizio delle Chiesa ricchezze e peculiarità anche artistiche della nostra cultura, soprattutto da parte di quelle persone che vivono e costruiscono la comunità cristiana giorno per giorno.

La visione pastorale e teologica che sta dietro alle nostre attività parrocchiali, anche alle più profane, c'insegna che tutti gli aspetti della vita umana devono essere impregnati dalla fede.

Pertanto, chi organizza una festa in parrocchia non può essere del tutto estraneo alla sua vita liturgica, sacramentale e catechetica.

Quelli che sono in contatto con la parrocchia devono vivere tutti i momenti della sua esistenza in maniera tale che si possano evitare quelle fratture e dicotomie che trasformano l'uomo in un essere diviso in se  stesso e favoriscono il divorzio tra fede e cultura. La fede deve illuminare le scelte di ogni giorno e tutti gli ambiti della nostra esistenza.

Nello stesso modo, la costruzione anche economica della Chiesa deve essere soprattutto il frutto della collaborazione dei fedeli, cioè, di coloro che sono consapevoli del valore eucaristico della loro offerta; di coloro che apprezzano l'importanza del dare con gioia, stabilendone liberamente la misura; essa rappresenta un aiuto che permette di poter ricevere in cambio dal Signore il Pane del Cielo. Chi pone sull'altare la sua offerta in denaro, in cose concrete o, secondo la sua disponibilità, in tempo, sa che riceverà Cristo come alimento per trasformarsi in Lui.

Per questo, non si tratta di consegnare alla Chiesa il guadagno straordinario ottenuto in una lotteria, né il prezzo simoniaco dei sacramenti, ma di dare con gioia il proprio contributo che ogni fedele accumula con sacrificio, giorno per giorno. Così, come nel deserto gli israeliti raccoglievano quotidianamente la manna necessaria per quel giorno, nello stesso modo la Chiesa sviluppa la sua funzione di santificare il mondo, attraverso l'aiuto costante di chi la ama e la considera come parte della propria vita e del proprio corpo, che deve essere alimentato e curato ogni giorno e non solamente una volta ogni tanto.

Tutto questo è frutto di un lavoro pastorale che cura i dettagli, valorizza il frammento, l'obolo della vedova, la fedeltà nel "poco" del servitore fidato del quale parla il Vangelo, che sarà fatto entrare nel Regno del suo Signore.

Gladys Méndez

(Tradotto dallo spagnolo da Irene Iovine)


 

 

 


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26/06/2011

 
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