L'Eucaristia
È il primo punto che la gradita presenza di questi "messaggeri" del Vangelo ci ha ricordato.
Se non vogliamo ridurre la Chiesa a una qualunque associazione, dobbiamo partire dall'Eucaristia, sorgente e culmine della nostra vita a cui sempre dobbiamo riandare, in un movimento ascendente e continuo fino al ritorno glorioso del Signore.
L'Eucaristia va celebrata solennemente perché il pane e il vino, nel contesto liturgico, diventano il corpo e il sangue dell'unico Salvatore dell'umanità. Se non curiamo il momento eucaristico, non faremo bene nessun'altra attività ecclesiale o anche semplicemente umana.
L'Eucaristia costruisce la parrocchia, che è il luogo dove si incontrano tutti i fedeli. Essere uniti alla parrocchia è essere uniti alla Chiesa, legame fondamentale per un cristiano; infatti, come ci ricorda San Cipriano di Cartagine, "nessuno può avere Dio per Padre, se non ha la Chiesa per Madre".
Maria
Un altro aspetto importante della spiritualità degli Araldi è la devozione mariana, cioè l'amore a colei
che, nella povertà "assoluta" di se stessa, non ha opposto nulla alla parola di Dio. Dopo aver ascoltato l'annuncio dell'Angelo, Maria ha agito affinché si compisse la volontà di Dio, il suo progetto. Ha realizzato la preghiera del Padre Nostro. Noi cristiani sappiamo che tutto inizia non dalla nostra parola, ma da quella di Dio - "In principio era il Verbo" (Gv 1, 1) -. È Dio che prende l'iniziativa nella storia della salvezza. Noi dobbiamo porre le condizioni interiori ed esteriori per ascoltare la sua parola e metterla in pratica, formando la nostra volontà. Si comprende allora perché la catechesi non può essere solo un insegnamento intellettuale, ma è anche una scuola del carattere, della volontà; ciò vale pure per l'educazione in famiglia: i genitori non possono sempre sottostare ai capricci dei figli, ma debbono "servirli" secondo il progetto di Dio, ascoltando ciò che Dio vuole da loro.
La cattolicità e l'amore al Papa
Un ulteriore aspetto della spiritualità degli Araldi è il richiamo alla caratteristica cattolica cioè universale della Chiesa. Esiste un solo battesimo, una sola fede e una sola Eucaristia. In essa tutti - giovani e vecchi, di un partito politico o di un altro, uomini e donne, persone di differenti culture o livelli sociali ed economici - si ritrovano. Il dono di Dio è fatto a un solo popolo, perché una sola è la Chiesa del Signore. Lo scandalo che i cristiani, purtroppo, danno al mondo è proprio la mancanza di unità. L'unità, però, si ricompone su un solo fondamento: la verità che è Cristo. Ci si unisce autenticamente solo sul corpo e il sangue di Cristo, non su altre basi.
La cattolicità non è disgiunta dall'amore affettivo ed effettivo al Santo Padre che gli Araldi ci mostrano. È al Papa, successore di Pietro e vicario di Cristo, che è stato affidato il popolo di Dio di tutti i tempi e di tutti i luoghi, che è la Chiesa cattolica.
Per noi il Papa è l'interprete ultimo di tutta la Sacra Scrittura. Dobbiamo ascoltare la parola di Pietro, che oggi si chiama Benedetto XVI, il "dolce Cristo sulla terra", come lo chiamava Santa Caterina di Siena, per non creare chiese nazionali o comunità separate.
Concludendo la sua omelia, Emilio si è diretto ai genitori e ai catechisti esortandoli ad amare profondamente Cristo Gesù, che ha versato il suo sangue per la salvezza di tutti, per poter dare ai ragazzi una formazione autentica. Questo sangue lo ritroviamo nell'Eucaristia, corpo di Gesù, il figlio di Maria, una creatura, una ragazza del popolo, divenuta il modello di come si ascolta, si ama, si conserva e si realizza la parola di Dio. Da questo stesso sangue nasce la Chiesa che il Signore ha posto nelle nostre mani affinché assumiamo la responsabilità di farla crescere. La grandezza dell'amore di Dio sta nell'essersi fatto debole per poter ricevere proprio da noi il sangue e la vita, per restituirci il centuplo e la vita eterna (Mc 10, 28-31).
I bambini della Prima Comunione hanno il diritto evangelico di ricevere questo discorso e giungere a realizzare la loro vita su queste basi. Gli adulti, dal canto loro, hanno il dovere di dare finanche la vita, affinché la parola di Dio raggiunga i loro figli.
La missione
Prendendo la parola, il diacono Gustavo Jorge Antonini, ha espresso il suo apprezzamento per aver potuto visitare la nostra "parrocchia eucaristica e devota alla Vergine", una parrocchia che è esempio per tutto il Paraguay, come dimostrano la pulizia dei luoghi, la disciplina liturgica delle persone, in particolare dei bambini, e la buona dottrina, evidenziata anche dagli articoli e dalle pubblicazioni di Emilio, che favoriscono l'evangelizzazione.
Oltre agli aspetti del carisma degli Araldi del Vangelo già segnalati, il diacono ha sottolineato la loro collaborazione con i parroci e i Vescovi per l'annuncio del Vangelo, nella pastorale giovanile e nell'animazione della liturgia attraverso la musica, affinché venga evidenziata la bellezza della celebrazione liturgica. Spiegando il loro abito caratteristico si è soffermato, tra gli altri, sul senso missionario del rosario che gli Araldi hanno il compito di recitare, in tutte le sue quattro serie di misteri, ogni giorno: il rosario ci aiuta a superare le difficoltà della vita, ci unisce al Signore e ci rende suoi messaggeri. Un altro loro segno caratteristico sono gli stivali, simbolo della missione, perché con tutti i doni che ha ricevuto nessuno di noi può rimanere tranquillo: dobbiamo uscire per evangelizzare e dare testimonianza della bellezza dell'essere cristiani a coloro che ancora non fanno parte della Chiesa.
L'incontro si è così concluso con l'adorazione eucaristica e con un forte invito a portare fino agli estremi confini della terra, tutti uniti, il messaggio evangelico che abbiamo sperimentato.