In Paraguay è tradizione ricordare con una grande festa il compimento dei quindici anni, quasi come fosse un "rito di passaggio". Molto spesso, però, esso rappresenta soltanto un enorme
spreco di denaro e un'occasione di ostentazione. A volte sono i figli a pretendere costosi vestiti, addobbi, parties con numerosi invitati; altre volte sono i familiari ad imporre un festeggiamento dispendioso. Si avverte, pertanto, la necessità di evangelizzare questo momento della vita quotidiana.
Anche per David e Daniel, gemelli, è arrivato il giorno dei loro 15 anni.
Emilio li conosce da quando è arrivato nella parrocchia di Ypacaraí, nel 2003, e ha potuto dire, nell'omelia della Messa celebrata per loro, il 28 dicembre scorso, che essi hanno effettuato in questi anni un cammino di umiltà, di generosità, di semplicità e di "sapienza". È all'interno di questo percorso che si inserisce la scelta da loro fatta per l'avvenimento. Infatti, davanti all'insistenza della loro famiglia di organizzare una grande festa, essi hanno, invece, chiesto di celebrare i 15 anni solamente nella Messa della domenica, insieme al popolo di Dio, al corpo di Cristo che è la Chiesa, con tutti i giovani della catechesi, che partecipano ogni domenica, e soprattutto con il gruppo dei monaguillos, di cui fanno parte da anni con una grande fedeltà.
Una festa nella dimensione della sapienza
Sono stati, così, un esempio per tutti gli altri ragazzi ed Emilio ha potuto sottolineare che non ha senso celebrare questa ricorrenza con grandi spese, affittando un locale, invitando tante
persone che, poi, si dimenticano di te, quando hai bisogno, e che tale scelta di David e Daniel indica la dimensione della "sapienza". Di essa parlavano i passaggi biblici scelti per loro. Così recita il primo: "È lei che ho amato e corteggiato fin dalla mia giovinezza, ho bramato di farla mia sposa, mi sono innamorato della sua bellezza" (Sap, 8, 2).
La sapienza viene da Dio e si rivela a chi la cerca, all'uomo che sa entrare nel profondo del proprio cuore, laddove incontriamo Colui che è più intimo di noi stessi, come diceva Sant'Agostino. Emilio, pur avendo accennato alle difficoltà esegetiche del tema biblico della "sapienza", in cui non è entrato, ha sintetizzato affermando che la Sapienza può essere intesa come la profondità di Dio, il Logos, la sua Parola, il Verbo fatto carne, la Persona di Cristo Gesù: la ragione creativa ed esplicativa che è presente nel cuore di Dio, ma anche nel profondo del cuore dell'uomo, poiché in questi Dio ha posto la sua impronta, creandolo a sua immagine e somiglianza.
Tutti abbiamo ricevuto la sapienza, ma non tutti decidiamo di seguirla a motivo del mistero della libertà dell'uomo. Come abbiamo ascoltato nel Vangelo del giorno di Natale, la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini non l'hanno riconosciuta, preferendo amare le tenebre e la falsità, anziché cercare la luce e la verità. La porta larga è più allettante della porta stretta.
Questo si vede anche nelle scelte dei giovani: finanche una buona famiglia ed una sana educazione, benché contino molto per la qualità dell'esistenza, possono non essere sufficienti ad evitare scelte distruttive; l'uomo, infatti, ha sempre di fronte due strade e rimane l'unico responsabile della propria vita. Allo stesso modo, anche davanti a modelli negativi si rimane
liberi di non seguirli.
Va detto che David e Daniel hanno perso la mamma all'età di sette anni e, per quanto curati con eccezionale amore dai nonni, rappresentano un esempio di come, anche in situazioni dolorose dove viene a mancare la cellula prima della famiglia costituita dal padre e dalla madre, la Sapienza può essere presente, e lo è, nel cuore di ognuno.
Daniel e David hanno scelto la Sapienza di Dio, quella che non dipende dal potere o dalla ricchezza, fin da ragazzi. La prima volta che incontrarono Emilio, nel 2003, fu proprio in sacrestia dove si presentarono come chierichetti. Egli, appena arrivato, li avvertì che da quel momento non avrebbero potuto continuare nel loro servizio senza una formazione. A quel tempo, la parrocchia era un autentico porto di mare o stazione di servizio, dove chiunque entrava quando e come voleva, per fare quel che desiderava, per prendere ciò che gli serviva e poi scomparire. David e Daniel accettarono subito la proposta di Emilio di prepararsi, non protestarono, non pretesero un posto, ma compresero e si misero alla scuola dei monaguillos con umiltà, utilizzando la loro intelligenza per crescere sempre più nella conoscenza.
Grazie alla Sapienza, essi rappresentano oggi un esempio per tutti. A volte i giovani e i bambini possono essere più saggi dei loro genitori, degli anziani, di coloro che hanno titoli, perché per
Dio ciò che conta è la semplicità del cuore, l'umiltà. David e Daniel, fino ad oggi, si sono messi alla scuola di Dio, ma dovranno perseverare ogni giorno sino alla fine. La vita, infatti, è prima di tutto una lotta interiore e spirituale.
Prepararsi per scegliere
Ecco, allora, l'altro brano biblico che è stato commentato in questa occasione e che riprendiamo dalla versione della Bibbia Latinoamericana utilizzata nell'omelia: "Muchacho, conoce la felicidad, mientras seas joven, y toma temprano las buenas decisiones. Elige tu camino como mejor te parezca, sin olvidar que Dios te pedirá cuenta de todo" (Qo 11, 9). "Ragazzo, conosci la felicità, mentre sei giovane, e prendi presto sagge decisioni. Scegli il tuo cammino come meglio ritieni, senza dimenticare che Dio ti chiederà conto di tutto".
Conoscere la felicità è conoscere la Sapienza, ossia ciò che Dio ha posto nel profondo del nostro cuore.
Prendere presto le buone decisioni significa non aspettare, non perdere tempo con quelle cose che danno solo una felicità momentanea. Vuol dire prepararsi per decidere ed essere, poi, fedeli alle scelte fatte; ascoltare, riflettere, ponderare, ma poi esercitare la propria responsabilità, sapendo che neppure Dio può scegliere al posto nostro.
Abbiamo la grande dignità di essere stati creati liberi: Dio parla alla nostra coscienza, ci pone di
fronte al cammino che conduce alla vera gioia e felicità, ma poi siamo noi che dobbiamo decidere.
Per questo il Signore ci chiederà conto, ci domanderà il perché delle nostre scelte.
Alla fine Emilio ha invitato David e Daniel ad essere sempre umili, a non aver paura di proclamare la verità che ci rende liberi, la verità in cui credono, e di testimoniarla in gesti autentici e belli come la scelta fatta per i loro 15 anni.