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I segni visibili del cambiamento
La capilla Rosa Mística
Già abbiamo avuto modo di parlare della capilla Rosa Mística, una delle 23 capillas della parrocchia Sagrado Corazón de Jesús di Ypacaraí tra le più attive e funzionanti. La coordinatrice e il gruppo di persone che con lei lavorano tengono molto alla loro piccola Chiesa, considerata non come qualcosa di privato e personale di cui vantarsi, ma come luogo privilegiato dell'incontro con Dio per tutta la comunità di cui si sentono membri e che è parte integrante della parrocchia e della Chiesa universale.
Molti cambiamenti sono stati realizzati in essa, trasformazioni che manifestano l'impegno e il desiderio di crescere nella fede e nella testimonianza con piccoli segni concreti. Ciò appare dall'ordine e dal silenzio nelle celebrazioni, dalla pulizia della piccola cappellina, dall'organizzazione della catechesi, dalla partecipazione dei cristiani e, non ultimo, dalla cura del cortile antistante reso bello e ordinato come un "piccolo giardino dell'Eden".
Domenica 18 novembre, vi si sono celebrate le Prime Comunioni di 20 bambini. Emilio, che ha presieduto la Messa, e tutti i partecipanti hanno visto con i propri occhi come il tutto è stato preparato e adornato e con quale compostezza e attenzione bambini, genitori e fedeli hanno seguito la celebrazione. Ognuno ha potuto ammirare una bellezza autentica, non frutto di un maquillage superficiale.
Santa Oviedo de Yegros, la coordinatrice, in un'intervista che ci ha rilasciato, ha espresso le sue gioie e preoccupazioni riguardo a questa piccola comunità che con il marito Digno segue ormai da tanti anni, e verso tutta la parrocchia, nella quale sono particolarmente presenti in collaborazione e amicizia sincera con l'equipo parrocchiale e in special modo con Emilio. |
Santa, lei è coordinatrice della capilla Rosa Mística. Quanti abitanti conta e in che misura essi partecipano alla vita della capilla?
La capilla Rosa Mística comprende circa 200 famiglie, ciascuna delle quali ha in media dai 2 ai 4 figli, ma si può arrivare anche a 8, per cui si calcolano più di 1.000 abitanti. Solo una parte non cospicua di essi, però, partecipa alla vita della capilla e della parrocchia. Il nostro lavoro e la nostra speranza vanno proprio nella direzione di far in modo che sempre più persone possano essere coinvolte. Tra quelle che frequentano ora vi è un gruppo attivo e fedele. Vi sono 13 catechisti e, quest'anno, 90 bambini hanno seguito la catechesi ai diversi livelli; 18 ragazzi stanno ultimando la preparazione per la Cresima.
La capilla è operosa per ciò che riguarda l'aspetto pastorale e stiamo cercando di sviluppare e portare avanti gli insegnamenti che abbiamo ricevuto dai nostri attuali sacerdoti. Accogliamo pienamente e vogliamo applicare tutte le osservazioni e gli orientamenti che ci danno, perché sono sempre molto veri e costruttivi.
Quali sono i maggiori cambiamenti che ha notato nel cammino che state facendo?
Molte cose sono cambiate dall'arrivo della Comunità Redemptor hominis e, man mano che passano gli anni, migliorano sempre più. Tutti possono percepire con i loro occhi queste trasformazioni.
Prima, nella nostra parrocchia non avevamo tutte le opportunità e gli stimoli che abbiamo ora. Nessuno ci diceva niente e il compito proprio del sacerdote, quello cioè di dare orientamenti, come parroco e persona che dirige la parrocchia, non veniva svolto. Ora abbiamo chi ci indica un cammino con una formazione seria, con insegnamenti precisi che sono di grande valore a livello personale e comunitario, per migliorare e crescere in una fede autentica.
Un aspetto, ad esempio, che è subito visibile, è il modo ordinato di mantenere sia la parrocchia che le capillas. Si comincia dalla pulizia dei luoghi, proprio perché sono luoghi sacri e devono essere tenuti come tali, dal silenzio, dall'ordine e dal rispetto, dal porre ogni oggetto e anche ogni persona al suo giusto posto. Sono cose che prima nessuno chiedeva e alle quali non si pensava minimamente.
La liturgia è poi cambiata notevolmente. È più essenziale e si svolge tenendo conto delle norme della Chiesa; laddove non v'è una regola stabilita, si fa tutto con la precisione richiesta dal significato cristiano della liturgia.
Domenica scorsa avete vissuto il momento forte delle Prime Comunioni che è stata una celebrazione bella e ben preparata. Chi vi ha lavorato?
L'organizzazione era direttamente a carico dei catechisti e dei genitori dei bambini, che hanno preso l'iniziativa di assumersi questo impegno ed hanno lavorato seguendo alcune indicazioni che ho dato loro, realizzando tutto con grande amore.
Che relazione intercorre tra la parrocchia e la capilla Rosa Mística?
Come coordinatrice posso testimoniare che coloro che partecipano alla vita della capilla, molto uniti e attivi, ammirano e condividono quanto la parrocchia propone e indica di sviluppare. Si sentono parte della Chiesa. All'inizio ci sono state delle difficoltà, come sempre avviene davanti a discorsi e cose nuove. Eravamo un po' preoccupati perché pensavamo che fosse difficile modificare la mentalità della gente; oggi siamo pienamente convinti che si può cambiare. Le persone stanno comprendendo molto bene le varie trasformazioni e sono attente soprattutto a quello che Emilio indica, perché constatano che è la verità. Per esempio, in tanti mi hanno manifestato apprezzamenti sull'omelia che egli ha fatto per la celebrazione delle Prime Comunioni. Il discorso ha toccato i presenti e questo mi ha dato molta gioia, perché ho visto che la gente ha compreso. A me, in particolare, ha colpito molto ciò che ha detto in riferimento alla famiglia e alla nostra realtà.
Il fatto che si apprezzi ciò che la Comunità Redemptor hominis sta facendo per le strutture e soprattutto per la cura dell'aspetto pastorale e liturgico mostra che ora la predicazione è un mezzo efficace affinché la gente comprenda la sua situazione e si svegli dal suo torpore.
Quali sono le gioie e le preoccupazioni maggiori nel suo impegno?
Ciò che rimane un mio desiderio è che sempre più persone partecipino e si avvicinino alla Chiesa. Vogliamo crescere come comunità parrocchiale e come capilla.
La mia gioia più grande oggi è che Dio ci ha benedetto e aiutato, perché tutto sta andando avanti bene. Abbiamo avuto e condiviso molte opportunità, anche in occasione dell'ultima celebrazione delle Prime Comunioni. Tutto è stato bello e questo ci rende felici. Nello stesso tempo, però, vogliamo continuare su questa via e non fermarci.
Dobbiamo lavorare molto con i bambini, perché richiedono un forte impegno educativo, e soprattutto con i giovani, poiché vivono in una fase di maturazione
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In occasione del 41º anniversario del sacerdozio di Emilio, Santa e la sua famiglia hanno inviato, a nome di tutti i fedeli della parrocchia, il seguente messaggio:
Oggi è un giorno memorabile, la data è segnata con cifre d'oro nella storia della vita e dei ricordi non solo della Comunità Redemptor hominis, ma anche di tutti i fedeli della parrocchia Sacro Cuore di Gesù da noi rappresentata, perché una persona di indescrivibile saggezza, di generosità incomparabile, concretizzata in diverse forme visibili, in special modo tra i più poveri, compie 41 anni di vita consacrata al Sacerdozio. Ci riferiamo al grande amico Emilio Grasso, che salutiamo con molto affetto a nome della comunità parrocchiale, dando grazie a Dio perché lo ha scelto per governare, insegnare e santificare il gregge dell'umanità.
Gli esprimiamo i meritati auguri per il quarantunesimo anniversario: sia volontà del Padre celeste riempirlo tutti i giorni di incessanti benedizioni.
Ypacaraí, 31 ottobre 2007
Famiglia Yegros
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e hanno bisogno di essere formati. Penso che ci sia bisogno di lavorare con loro anche per la debolezza della famiglia, a causa della quale i ragazzi tendono a fare quello che vogliono e non ascoltano nessuno.
È nella famiglia che comincia tutta l'educazione. Noi con i catechisti cerchiamo di fare qualcosa, però l'educazione e la formazione iniziano nella famiglia, così come Emilio stesso sta sottolineando in ogni occasione. Noi condividiamo pienamente il messaggio che ci ha lasciato domenica nella Messa, esso è per noi molto importante. Per questo spero che i genitori partecipino sempre più numerosi, così da poter ascoltare questi preziosi insegnamenti.
(A cura di Emanuela Furlanetto)
24/11/07
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