IL SIMBOLO VIVENTE DELLA VITA E DELL'INSEGNAMENTO DI SANTA ROSA DA LIMA
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Nel continente latinoamericano, la festa di Santa Rosa da Lima si celebra il 30 agosto.
L'Esortazione apostolica post-sinodale Ecclesia in America, del Santo Padre Giovanni Paolo II, dichiara: "L'espressione e i frutti più alti dell'identità cristiana dell'America sono i Santi. In essi, l'incontro con Cristo vivo è tanto profondo e impegnativo ... che diventa fuoco che li consuma totalmente e li spinge a costruire il suo Regno, a far sì che Lui e la nuova alleanza siano il senso e l'anima ... della vita personale e comunitaria. L'America ha visto fiorire i frutti della santità sin dagli inizi della sua evangelizzazione. È il caso di Santa Rosa da Lima (1586-1617), ‘il primo fiore di santità nel Nuovo Mondo', proclamata Patrona principale dell'America nel 1670 dal Papa Clemente X" (n. 15).
Il Papa Innocenzo IX fece di questa Santa un elogio ammirevole: "Probabilmente non vi è stato in America un missionario che con la sua predicazione abbia raggiunto più conversioni di quelle ottenute da Rosa da Lima con la sua preghiera e le sue mortificazioni".
Nella parrocchia Sagrado Corazón de Jesús di Ypacaraí, una delle Capillas più importanti è dedicata a Santa Rosa da Lima.
Ai fedeli di questa Capilla, Emilio ha inviato, in occasione della festa patronale, la seguente lettera.
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Genk (Belgio), 30 agosto 2010
Ai fedeli della
Capilla Santa Rosa de Lima
Parrocchia Sagrado Corazón de Jesús
Ypacaraí
Miei cari amici della Capilla Santa Rosa,
con grande amore mi rivolgo a tutti voi, in occasione della festa patronale di Santa Rosa da Lima.
Oggi siamo chiamati a riflettere sull'insegnamento della nostra Santa Patrona, per trarre dal suo esempio l'ispirazione per avanzare nel nostro pellegrinaggio verso la nostra vera patria che è la Città Santa che scende dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo Sposo. Città Santa che è la dimora di Dio con gli uomini, dove non vi sarà più morte né lutto né lamento né affanno, perché le cose di prima sono passate (cfr. Ap 21, 1-4).
Questo aspetto della Chiesa, che "avanza nel suo pellegrinaggio fra le persecuzioni del mondo e le consolazioni di Dio, annunciando la croce e la morte del Signore fino a che egli venga" (Lumen gentium, 8), lo ricordiamo alla fine della celebrazione eucaristica nella processione con l'immagine di Santa Rosa da Lima, che si svolgerà in silenzio, con devozione e ordine, nel canto e nella preghiera, secondo le nostre tradizioni che sono entrate e progrediscono nella nostra parrocchia.
Non dobbiamo dimenticare che Santa Rosa da Lima non è solo la Patrona della nostra Capilla, ma soprattutto la Patrona dell'America Latina. Pertanto, il suo insegnamento va oltre il nostro piccolo quartiere, perché la Santa appartiene a tutta l'America Latina e alla Chiesa universale.
Secondo il noto storico Enrique Dussel, tre sono gli aspetti fondamentali che la nostra Santa ci ha lasciato in eredità:
Il progetto
1. Il progetto di un convento di vita contemplativa, in una terra conquistata con una indubbia violenza e, pertanto, intrisa di passioni.
Santa Rosa da Lima possiede questa capacità di silenzio. La vita contemplativa non realizza nulla, ma realizza tutto, perché permette che sia Dio ad agire. Quando non sappiamo cosa fare, è il momento in cui dobbiamo inginocchiarci, pregare in silenzio e lasciare che il Signore trovi la soluzione. Questo vuol dire che noi siamo creature e Lui è il Creatore.
In un territorio conquistato con la violenza, in una terra impregnata di sangue, Santa Rosa da Lima insegna il silenzio, la vita contemplativa, il porre al centro Dio e non noi stessi.
2. Il servizio instancabile ai poveri.
Santa Rosa da Lima ha amato i poveri. Questo è un valore permanente, come il silenzio della vita contemplativa. Sono due cose che non possono venir meno; se scomparissero, la Chiesa non avrebbe più senso, non esisterebbe più. La Chiesa può fare molte cose, ma se le mancasse di sapersi inginocchiare davanti a Dio, incarnato in Gesù, se le mancasse l'amore ai poveri, a coloro che non contano nulla, che neppure hanno la tessera elettorale, se le mancasse tutto questo, nulla nella Chiesa avrebbe più senso. Per questo, nella festa patronale dovremmo porci il problema di una riflessione sulla nostra relazione personale e comunitaria con Dio, attraverso la preghiera e con i poveri.
Tutto questo ci apre al terzo grande insegnamento di Santa Rosa da Lima.
3. Il suo anelito missionario, che ha trasmesso a tutti i sacerdoti che l'hanno conosciuta: "Diffondere la salvezza e la santità tra gli indigeni".
La Chiesa è per sua natura missionaria. La Chiesa ha senso perché annuncia la grandezza del Regno di Dio a tutti gli uomini.
Santa Rosa da Lima ha lasciato pochi scritti. In uno di essi, troviamo le seguenti parole: "Tutti sappiano che la grazia segue alla tribolazione, intendano che senza il peso delle afflizioni non si giunge al vertice della grazia. ... Nessuno erri né si inganni; questa è l'unica vera scala del paradiso, e al di fuori della croce non c'è altra via per cui salire al cielo". Questo è il messaggio fondamentale di Santa Rosa da Lima: non si sale al cielo se non si passa per la croce del Signore.
Nella sua Lettera enciclica Spe salvi, il Santo Padre Benedetto XVI così scrive:
"Possiamo cercare di limitare la sofferenza, di lottare contro di essa, ma non possiamo eliminarla. Proprio là dove gli uomini, nel tentativo di evitare ogni sofferenza, cercano di sottrarsi a tutto ciò che potrebbe significare patimento, là dove vogliono risparmiarsi la fatica e il dolore della verità, dell'amore, del bene, scivolano in una vita vuota, nella quale forse non esiste quasi più il dolore, ma si ha tanto maggiormente l'oscura sensazione della mancanza di senso e della solitudine. Non è lo scansare la sofferenza, la fuga davanti al dolore, che guarisce l'uomo, ma la capacità di accettare la tribolazione e in essa di maturare, di trovare senso mediante l'unione con Cristo, che ha sofferto con infinito amore. ... La misura dell'umanità si determina essenzialmente nel rapporto con la sofferenza e col sofferente. Questo vale per il singolo come per la società. Una società che non riesce ad accettare i sofferenti e non è capace di contribuire mediante la compassione a far sì che la sofferenza venga condivisa e portata anche interiormente è una società crudele e disumana. La società, però, non può accettare i sofferenti e sostenerli nella loro sofferenza, se i singoli non sono essi stessi capaci di ciò e, d'altra parte, il singolo non può accettare la sofferenza dell'altro se egli personalmente non riesce a trovare nella sofferenza un senso, un cammino di purificazione e di maturazione, un cammino di speranza. Accettare l'altro che soffre significa, infatti, assumere in qualche modo la sua sofferenza, cosicché essa diventa anche mia. Ma proprio perché ora è divenuta sofferenza condivisa, nella quale c'è la presenza di un altro, questa sofferenza è penetrata dalla luce dell'amore" (Spe salvi, 37-38).
Nel mio viaggio in Camerun, nella nostra missione di Obeck-Mbalmayo, ho rafforzato il ponte di preghiera e di amicizia tra i più deboli e i più poveri della nostra parrocchia, e quelli che vivono a Obeck, in Africa.
Questo ponte di preghiera, diretto dalla nostra Caritas parrocchiale, che unisce coloro che sono più vicini alla croce di Gesù, appartenenti alle parrocchie di Ypacaraí e di Obeck-Mbalmayo, è il simbolo vivente della vita e dell'insegnamento di Santa Rosa da Lima.
In questo ponte sono presenti, ogni giorno, la preghiera, la vita dei poveri e la missione universale della Chiesa.
A voi, cari amici dell'amata Capilla Santa Rosa de Lima, affido questo dono di grazia, affinché tutti i fedeli che vivono, soffrono, lottano e sperano la misericordiosa intercessione della nostra Santa Patrona possano trovare, nella sua vita e nel suo insegnamento, la forza per scrivere una nuova pagina di amore nella storia del nostro Paraguay, di tutta l'America Latina e di tutta la Santa Chiesa di Dio.
Con affetto. A presto!

Don Emilio Grasso
Parroco
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