Da alcuni mesi, nella parrocchia Sagrado Corazón de Jesús di Ypacaraí si è formato un gruppo di una trentina di chierichetti tra i 6 e i 13 anni che, dopo un corso di formazione seguito da tutti con molta serietà, hanno assunto l’impegno di servire durante le celebrazioni liturgiche, in parrocchia e nelle Capillas da dove alcuni provengono, con gran responsabilità e consapevoli dell’importanza del loro ruolo.
Sabato 9 giugno, per questi ragazzi, è stato un giorno di grande festa, poiché insieme a Luigi e Gladys, ai genitori e ai coordinatori delle Capillas, che li hanno accompagnati, hanno inaugurato la loro sala e i loro “strumenti di lavoro”. Oltre ad un armadio, infatti, in cui possono riporre i camici, hanno trovato una serie di giochi divertenti e ricreativi, che Emilio aveva promesso al gruppo, affinché accanto all’impegno potessero avere anche dei momenti di svago, di gioco e di crescita comune.
Con l’aiuto di Giovanna, Vito e tutti gli altri amici italiani del gruppo missionario di Cadiroggio-Villalunga e della Compagnia dialettale “Qui’d Cadros”, abbiamo potuto acquistare il necessario e realizzare tutto questo.
Così, il 9 giugno, i chierichetti, in spagnolo monaguillos, sono entrati in processione in una sala del centro multifunzionale della parrocchia portando ciascuno il proprio camice per appenderlo, con molta cura, nell’armadio. Si sono poi sistemati in cerchio intorno ai giochi che erano stati posti al centro della sala, per partecipare al rito della benedizione.
Questo momento ha dato modo di riflettere sull’importanza del gioco, ma soprattutto sul comportamento di coloro che lo praticano. Infatti, anche nel divertimento, così importante nella pedagogia del bambino, occorre un atteggiamento cristiano, per non trasformare questo tempo ludico in motivo di bisticcio, di contesa, di messa in mostra delle proprie capacità a scapito di altri.
Nel gioco vince solo chi sa amare, chi sa servire, chi sa superare il proprio egoismo e sa mettere le proprie abilitá fisiche e intellettuali a disposizione dei meno dotati.
La lettura biblica prevista nel rito di benedizione (1 Cor 9, 24-27) sottolineava come nel gioco della vita tutti possono e sono chiamati a partecipare e a vincere. Se gli atleti si sottopongono a grandi sacrifici per ottenere una corona che si deteriora subito e non ha pregio, a maggior ragione noi cristiani dobbiamo fare ogni sforzo per conquistare un premio di valore, che dura, una corona eterna, anche quando giochiamo con gli altri.

Dopo la benedizione, i chierichetti hanno sperimentato con grande allegria e divertimento il ping pong, che ha avuto molto successo, e tutti gli altri giochi da tavolo, come la dama, gli scacchi e le costruzioni.
Non hanno dimenticato di ringraziare Emilio per questo grande dono che ha fatto loro e gli hanno scritto dei semplici e significativi messaggi esprimendo la loro nostalgia e l’attesa del suo ritorno a Ypacaraí.
Questo ringraziamento va in modo particolare anche ai nostri amici in Italia che con il loro sostegno, frutto di impegno, lavoro e sacrificio, hanno contribuito alla gioia e alla crescita di questo gruppo di monaguillos.
Emanuela Furlanetto
18/06/07
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