LA MISSIONE CONTINENTALE
NELLA PARROCCHIA DI YPACARAÍ/1
Gli Orientamenti per la Missione Continentale Permanente in Paraguay, elaborati all'interno della Conferenza Episcopale Paraguaiana per mettere in atto nel nostro paese le linee indicate dai Vescovi dell'America Latina e i Caraibi ad Aparecida, e confermate dal Papa nel Documento di Aparecida, chiamano "a una revisione per scoprire le strutture già obsolete presenti nella nostra vita: personale, familiare, culturale, sociale ed ecclesiale; e al loro rispettivo rinnovamento, affinché il vivere la nostra fede cristiana lasci realmente impronte profonde nella società paraguaiana... È il momento di una nuova Pentecoste per il nostro paese. Abbiamo bisogno di andare incontro alle persone, alle famiglie, alle comunità e ai popoli, per comunicare loro e condividere con esse il dono dell'incontro con Cristo che ha riempito le nostre vite di ‘senso', di verità e amore, di allegria e speranza"[1].
Nella parrocchia di Ypacaraí queste indicazioni sono state prese sul serio e si stanno sviluppando, tenendo presente il contesto, il cammino già percorso e quello ancora da percorre.
Alcune zone della nostra parrocchia sono già state messe in stato di missione e tutti i membri della comunità cristiana sono stati chiamati a collaborare, perché la missione è compito di tutti, come ricordano gli Orientamenti[2].
Le prime Comunità sono state quelle di San Francisco de Asís e di San Antonio María Claret. Una delle attività più importanti realizzate è stata la visita a ogni famiglia di un sacerdote e di Gladys, della Comunità Redemptor hominis, con vari laici. Questo percorso ha richiesto molto tempo e ha permesso di risvegliare l'interesse verso la Chiesa in molti ambienti.
I catechisti e altre persone si erano incaricati di avvisare e preparare i vari nuclei familiari da visitare, i quali aspettavano i missionari nelle loro case per pregare, riflettere insieme e per la benedizione della famiglia.
Vivere il battesimo
La benedizione delle famiglie non è un rito magico, ma rappresenta il rinnovamento delle promesse battesimali. Questo significa riprendere l'impegno di lasciarsi guidare da Gesù, ascoltando la sua Parola, mettendola in pratica fedelmente e rimanendo in contatto permanente con Dio, attraverso la preghiera personale e comunitaria nella famiglia, le celebrazioni nella Capilla (la chiesetta del quartiere) e anche per mezzo della partecipazione alla vita della Chiesa, nella trasformazione delle abitudini quotidiane contrarie al Vangelo e nell'impegno di portare Cristo in ogni ambiente.
All'inizio della visita vi erano tre o quattro persone, ma al termine del percorso giornaliero il gruppo era sempre abbastanza numeroso, perché si andavano aggiungendo altre persone di ogni famiglia visitata. Questo ha dato l'opportunità di sottolineare che l'esistenza è un pellegrinaggio verso la casa del Padre celeste, da vivere nell'amore fraterno e in forma solidale con gli altri, conoscendoci meglio, condividendo il pane e anche la fede.
Dio non ci abbandona mai, ma non potrà fare la parte che spetta solo a noi. In effetti, la vita cristiana è l'incontro di due libertà: la libertà di Dio che chiama e la libertà dell'uomo che risponde con la fede, che è affidamento totale.
Essere tutti missionari nella sobrietà e nella santità
In altre zone della parrocchia, come nella Capilla Nuestra Señora de la Rosa Mística, alcuni laici si erano impegnati a portare avanti la missione, cominciata con una celebrazione d'invio. In essa, i missionari erano stati stimolati a ricordare che non andavano per conto proprio, ma per incarico di Cristo e della sua Chiesa, e che essi stessi dovevano essere un altro Cristo in mezzo al mondo. Per questo dovevano rimanere in continuo atteggiamento di preghiera.
Durante la missione sono state previste altre attività nelle Capillas, come proiezione di film formativi, celebrazione della Parola, adorazione eucaristica, celebrazioni penitenziali e per i malati. Anche gli ammalati, in effetti, hanno una funzione molto importante nella missione, perché essi iniziano o fortificano un nuovo apostolato, che consiste nell'accompagnare i missionari pregando tutti i giorni e offrendo le loro sofferenze per il buon esito della missione nei cuori degli uomini.
La missione si fa nella sobrietà, eliminando i discorsi inutili, senza mangiare durante il cammino o nelle case, recitando il Rosario che, attraverso la contemplazione dei vari misteri, ci rimanda ai principali avvenimenti della vita di Gesù e di Maria, che troviamo nei Vangeli.
Altro punto che stiamo sottolineando è quello dell'importanza della figura dei santi. Ogni Capilla ha un patrono, la cui immagine viene portata in ogni famiglia visitata dai missionari. Questo ci dà l'opportunità di riconoscere, come richiede il Documento di Aparecida, "la testimonianza cristiana di tanti uomini e donne, che hanno gettato nel nostro continente i semi del Vangelo, vivendo coraggiosamente la loro fede, fino a versare il loro sangue come martiri. ... Con la passione del loro amore a Gesù Cristo, sono stati membri attivi e missionari nella loro comunità ecclesiale. Con coraggio, hanno perseverato nella promozione dei diritti delle persone, sono stati perspicaci nel discernimento critico della realtà, alla luce dell'insegnamento sociale della Chiesa, e credibili per la testimonianza coerente delle loro vite. Noi cristiani di oggi riconosciamo la loro eredità e ci sentiamo chiamati a continuare, con rinnovato ardore apostolico e missionario, lo stile evangelico che ci hanno trasmesso" (DA 275).
Mariangela Mammi
[1] Comisión Episcopal de Pastoral - Conferencia Episcopal Paraguaya, Orientaciones para la Misión Continental Permanente en el Paraguay, Asunción 2009, 9-10.
[2] Cfr. Comisión Episcopal de Pastoral - Conferencia Episcopal Paraguaya, Orientaciones para la Misión..., 16.
16/12/09
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