Nella parrocchia Sagrado Corazon de Jesús di Ypacaraí, il mese di agosto è stato particolarmente ricco di incontri con i gruppi e gli operatori pastorali.
Si è trattato in modo speciale il tema della liturgia come dimensione centrale nella vita di una comunità ecclesiale e, per questo, oggetto di particolare cura e attenzione, essendo essa "fonte e culmine della vita cristiana", come afferma il documento conciliare Sacrosanctum Concilium (SC 10).
In questa prospettiva Emilio ha tenuto un corso per i membri delle corali della parrocchia e per tutti coloro che vogliono comprendere e impegnarsi affinché il canto sia un elemento che non solo anima la liturgia, ma la rende davvero espressione di una comunità che crede e che esprime attraverso il canto la sua fede nel Signore.
Il corso, in quattro incontri, ha sottolineato innanzitutto il senso antropologico del canto, del silenzio, della parola e della musica. Poi si è visto come "la musica sacra sarà tanto più santa quanto più strettamente sarà unita all'azione liturgica" (SC 112). Essa deve rispettare tre criteri principali: la bellezza espressiva della preghiera, la partecipazione unanime dell'assemblea e il carattere solenne della celebrazione. In questo modo essa partecipa della finalità delle parole e delle azioni liturgiche: la gloria di Dio e la santificazione dei fedeli (cfr. SC 112).
Si è analizzato, quindi, il ruolo e il significato del canto nella Sacra Scrittura. Attraverso l'analisi di un profondo testo di sant'Agostino (Cantemos al Señor el Cántico del Amor), si è giunti a scoprire come ogni fedele e tutta la comunità cristiana unita possono cantare un cantico nuovo e un cantico di amore al Signore.
Si sono studiate, infine, le norme che la Chiesa indica, secondo l'Ordinamento Generale del Messale Romano, affinché il canto nella Messa sia veramente un elemento in armonia con tutta la liturgia e aiuti la comunità a pregare più intensamente.
Domenica 19 agosto si è svolto il primo Congresso degli operatori liturgici. Erano presenti tutti coloro che partecipano più da vicino alla preparazione della liturgia: chierichetti, lettori, ministri straordinari della santa Comunione, membri delle corali
e i coordinatori delle varie Capillas che hanno il compito fondamentale, laddove non sempre vi può essere la celebrazione eucaristia, di preparare una capilla e una liturgia della parola curata, bella ed armoniosa.
Alcuni elementi sono importanti ovunque: non si può "celebrare" senza silenzio, senza pulizia del luogo sacro, con i cellulari che squillano, gli animali che entrano, le persone che, invece di rivolgere l'attenzione e la loro partecipazione alla celebrazione, masticano chewgum, si distraggono, parlottano con il vicino. Occorre da parte degli operatori liturgici un'educazione dell'assemblea, una catechesi e una comprensione più profonda di ciò a cui si partecipa, se vogliamo che la liturgia sia davvero "gloria di Dio e santificazione dei fedeli".
E' importante la preparazione di chi svolge un particolare servizio nella liturgia, dal sacerdote, al lettore, al chierichetto, al ministro della santa Comunione. Non tutti, e non il primo che capita, può svolgere un servizio liturgico. Il lettore deve saper leggere e far comprendere all'assemblea la Parola di Dio che sta proclamando. Il chierichetto deve saper servire nella celebrazione e compiere i gesti necessari al momento giusto: non può essere un ragazzino qualsiasi che si presenta quando vuole e come vuole. Il ministro della santa Comunione, che aiuta il sacerdote nella distribuzione del Corpo di Cristo, è una persona che ha compreso la sacralità dell'Ostia che porge ai fedeli e che manifesta anche nella sua vita la coerenza che questo atto comporta. E vi è anche un modo di presentarsi e di vestirsi per coloro che svolgono un servizio liturgico.
Per ogni compito, nella parrocchia di Ypacaraí, è stato organizzato, in questi anni, un corso di preparazione. Solo coloro che lo hanno frequentato fedelmente e seriamente hanno avuto il mandato come operatori liturgici. Occorre perciò mantenere questa fedeltà e far in modo che altri possano seguire i corsi e assumere un impegno che sia a servizio di tutta la comunità.
Tutti questi elementi, ed altri ancora, sono stati ripresi e sviluppati anch
e nell'incontro mensile di tutti i catechisti tenutosi il 26 agosto.
Ad ognuno è stato affidato il compito di vigilare su questi aspetti, ma soprattutto quello fondamentale della coerenza di vita tra ciò che si insegna come catechisti, ciò che si opera come agenti liturgici e ciò che si vive nel quotidiano.
Non è nell'ipocrisia e nella menzogna o doppiezza interiore, ma nel cambiamento del proprio cuore e nella coerenza tra fede e vita che si può cantare al Signore un cantico nuovo.
Emanuela Furlanetto