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Discorso di accoglienza per il nuovo Vescovo
della diocesi di San Lorenzo
S. E. Mons. Sebelio Peralta Álvarez
Carissima Eccellenza,
per un amabile disegno di Dio, io, come parroco della parrocchia Sagrado Corazón de Jesús di Ypacaraí, da dove Lei entra nella diocesi di San Lorenzo, che il Santo Padre Benedetto XVI Le ha affidato come nuovo Pastore, ho l'onore di rivolgermi a Lei per pronunciare le prime parole di accoglienza.
Le dò il benvenuto ricordandoLe le parole che Lei stesso scelse per il Suo stemma, nel giorno della Sua ordinazione episcopale, il 1° maggio 1979.
"Che jokuái Ñandejara".
[Fammi essere al tuo servizio, Signore]
In queste parole è descritto tutto il programma e, mi permetto di dire, tutto il piano pastorale del Suo episcopato: "Disponibilità totale ai disegni del Signore. Obbedienza alla chiamata del Padre. Come Cristo Gesù: ‘Eccomi per realizzare il tuo disegno'. Come Maria: ‘Ecco la schiava del Signore, si compia in me la sua volontà'. Disposizione a un'obbedienza immediata, pronto a realizzare subito la volontà di Dio. Che jokuái katu Ñandejara".
Il 20 febbraio, parlando ai membri della Pontificia Commissione per l'America Latina, il Santo Padre ricordava a se stesso e a tutti i Vescovi: "Noi Vescovi, successori degli Apostoli, siamo i primi a dover mantenere sempre viva la chiamata gratuita e amorevole del Signore, come quella che Egli fece ai primi discepoli. Come loro, anche noi siamo stati scelti per ‘stare con Lui', per accogliere la sua Parola e ricevere la sua forza, e vivere così come Lui, annunciando a tutte le genti la Buona Novella del Regno di Dio".
Inoltre, il Santo Padre, parlando a Lei e a tutti i membri della Conferenza Episcopale Paraguaiana in visita ad limina apostolorum, ha dato, tra le altre, due indicazioni precise di grande attualità e importanza, in maniera particolare in questo tempo in cui, nel nostro paese, non tutto è chiaro e, a volte, regna una certa confusione.
Il Santo Padre ha dichiarato: "I Vescovi, insieme al Papa, e sotto la sua autorità, sono inviati a perpetuare l'opera di Cristo. Lo stesso Vescovo, oltre a essere il principio visibile e il fondamento dell'unità nella propria Chiesa particolare, è anche il vincolo della comunione ecclesiale e il punto di convergenza fra la sua Chiesa particolare e la Chiesa universale".
E, subito dopo, ha aggiunto: "Il messaggio cristiano, per poter giungere fino all'ultimo angolo del mondo, ha bisogno dell'indispensabile collaborazione dei fedeli laici. La loro vocazione specifica consiste nel pervadere di spirito cristiano l'ordine temporale e trasformarlo secondo il disegno divino. Secondo il patrimonio dottrinale della Chiesa il compito immediato di operare per un giusto ordine nella società è proprio dei fedeli laici. Occorre incoraggiarli, pertanto, a vivere con responsabilità e dedizione questa importante dimensione della carità sociale, affinché la comunità umana di cui fanno parte a pieno titolo progredisca nella giustizia, nella rettitudine, nella difesa dei veri e autentici valori, come la tutela della vita umana, del matrimonio e della famiglia, contribuendo in tal modo al vero bene umano e spirituale di tutta la società".
L'antico detto "Ubi Petrus et Episcopus, ibi Ecclesia", che sintetizza il pensiero dei grandi Padri della Chiesa, esprime questa verità fondamentale: ladove vi è l'unità tra il Vescovo ed il successore di San Pietro, lì vive la Chiesa del Signore.
Per rimanere in quest'unità, io Le assicuro, carissima Eccellenza, che, per il tempo che il Signore vuole che rimanga in Ypacaraí, la parrocchia Sagrado Corazón de Jesús risponderà all'insegnamento del Vescovo che Pietro ci ha inviato, solo con queste parole: "Che jokuái katu Ñandejara".
E, con la Sua benedizione, si realizzi in noi la volontà del Signore!
Ypacaraí, 1° marzo 2009
Don Emilio Grasso
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