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La semplicità dei 15 anni di Viviana
È costume tipico in Paraguay festeggiare pubblicamente, soprattutto per le ragazze, il compimento dei 15 anni.
Ciò rappresenta un passaggio nella vita dell'adolescente, come il varcare una porta per andare verso la maturità ed entrare in un certo senso nella società degli adulti. Dovrebbe significare, perciò, l'inizio di un tempo differente nell'assunzione di una maggior responsabilità.
Spesso, però, festeggiare i 15 anni della propria figlia vuol dire, in particolare per la famiglia e specialmente se ricca e benestante, l'organizzazione di una festa in grande stile, sovente con un grande spreco di denaro per un vestito all'ultima moda, per maquillages raffinati, per cene ricche da offrire ad un gran numero di invitati, per fotografi professionisti, per inserzioni pubblicitarie nelle pagine dei quotidiani, per regali, ecc.
Per le famiglie cattoliche, inoltre, la presentazione pubblica inizia in Chiesa con la partecipazione della quindicenne e dei suoi invitati ad una Messa di ringraziamento.
Sovente, il tutto diventa, alla fine, solo una maniera di mostrarsi, riducendosi ad ostentazione, a grande sperpero di denaro, a una festa che non serve a nulla, anzi risulta diseducativa per la ragazza stessa.
Nella parrocchia di Ypacaraí questo discorso è stato più volte ripetuto. Le persone e le famiglie sono state invitate alla semplicità nel presentarsi, ad evitare spese inutili e, soprattutto, si è cercato di far comprendere l'importanza autentica dei quindici anni, intesi come la possibilità per una ragazza di incamminarsi verso una maggior assunzione di responsabilità e di comprensione del valore delle cose e della vita, senza pretese assurde e senza dover mettere in croce i genitori per una festa che, magari, non hanno la possibilità economica di organizzare.
Forse qualcosa comincia a cambiare. Ci sono state già alcune quindicenni che si sono presentate vestite semplicemente, con la loro uniforme scolastica, con decoro e pulizia, accompagnate altrettanto semplicemente dai propri genitori e parenti.
È il caso di Viviana, che il 20 maggio ha compiuto i suoi 15 anni. Si è presentata in chiesa per la Messa accompagnata dai suoi genitori, ma soprattutto, cosa che è capitata forse per la prima volta in parrocchia, da tutta la classe dei suoi compagni di scuola del Colegio Santa Rosa, anch'essi sobriamente vestiti con la propria uniforme scolastica, e da una loro professoressa.
È stata senz'altro la maniera più bella per festeggiare i quindici anni di Viviana, ricordarsi di lei in quell'occasione facendole dono della presenza dei propri compagni di scuola con i quali ogni giorno condivide gioie e difficoltà, soddisfazioni e problemi, ma soprattutto la sua crescita.
Le cose e i doni più belli, infatti, non sono quelli che costano tanto denaro e si comprano in un negozio qualsiasi, ma quelli semplici, fatti con il cuore.
Vedere i compagni di Viviana che la circondavano in quel momento è stata una scena bella per tutti, un segno di amicizia autentica che non è quel falso amiguismo opportunistico e ingannevole.
Tutto questo ha rilevato Emilio nell'omelia, rivolta in particolare a Viviana e ai suoi compagni, in cui ha aggiunto che ci sono momenti nei quali la sola presenza personale già dimostra all'altro una vera amicizia, una familiarità, un amore. Se vogliamo dire ad un amico "ti voglio bene", ci sono motivazioni e tempi per farlo, senza dover aspettare il giorno del suo funerale, dove tutti si presentano.
La lettura biblica del giorno, tratta dalla Lettera di San Giacomo, ha dato, inoltre, spunti per una riflessione rivolta ai giovani a partire dall'importanza del riconoscere e vedere le proprie responsabilità, nel sapersele assumere, cercando dentro di noi le cause del bene o del male fatto, senza andare a individuarlo sempre negli altri, scaricandoci così di ogni responsabilità. Il considerare il valore e il prezzo delle cose è stato un ulteriore punto evidenziato, così come il saper essere riconoscenti verso i propri genitori per ciò che fanno al fine di dare ai propri figli la possibilità di nutrirsi, vestirsi, studiare, vivere e crescere. Tutte cose che costano sudore della fronte, fatica e lavoro, e a volte anche tante umiliazioni.
La semplicità dei quindici anni di Viviana ha dato, quindi, occasione di evidenziare la bellezza delle cose semplici rivolgendosi ai giovani presenti per invitarli a saper trarre profitto da questo tempo di crescita che è dato loro, senza perdersi in tante sciocchezze, ma cercando di mantenere un cuore semplice e fedele, di porsi domande e discorsi fondamentali, di essere autentici, senza paura di essere se stessi per dover seguire le mode del momento.
Emanuela Furlanetto
02/06/08
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