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Consegna delle vesti ai chierichetti di Ypacaraí/3


Le interviste alle mamme



 

Alcune mamme, positivamente impressionate ed anche arricchite dalla bella celebrazione della consegna delle vesti ai chierichetti, ci hanno espresso le loro considerazioni, insieme alla gioia e all'onore di avere il proprio figlio nel gruppo dei chierichetti o degli aspiranti.





Maria Angélica Centurión de Meza, mamma di Joaquín, aspirante chierichetto.

Innanzitutto, voglio fare un po' di storia, da quando Gladys invitò Joaquín a partecipare al corso per i chierichetti.Maria Angélica Centurión de Meza

Parlai con Joaquín e gli domandai se gli sarebbe piaciuto partecipare. Mi rispose che non sapeva che cosa fosse, ma che andava a vedere e a sentire di cosa si trattasse. E così incominciò a frequentare.

Il primo giorno rimase contentissimo, perché fu qualcosa di nuovo per lui e mi rendo conto che, al suo livello, è cresciuto molto in responsabilità e soprattutto sul piano spirituale. Precedentemente, era un poco pigro nell’andare a Messa e dovevamo sempre insistere. Ora, al contrario, vedo che ci va spontaneamente, è diventato più responsabile e, soprattutto, si rende conto dell’importanza di servire all'altare del Signore.

Joaquín è aspirante chierichetto, ma credo che, per come stanno andando le cose, va maturando per prendere la sua decisione di continuare fedelmente.

Sono rimasta molto impressionata dalla celebrazione, per l'ordine ed il grande raccoglimento al momento della consegna delle vesti da parte delle madri. È stato qualcosa di molto emozionante.

Per i genitori e soprattutto per ogni mamma è veramente una responsabilità. Penso sia qualcosa di innato in noi il fatto di accompagnare i nostri figli in questa tappa di formazione, ma è anche una grande responsabilità formare i nostri figli e, soprattutto, saperlo fare. Perché oggi, per tutto quello che avviene e tutto quello che loro possono assorbire dall'ambiente, si deve lottare contro cose nefaste. Nonostante questo, vedo che Joaquín sta crescendo e si sta trasformando in un bambino più responsabile. Voglio che trasmetta questa esperienza ai suoi compagni di scuola e che, in questa maniera, possa fare un piccolo apostolato.

La parrocchia, in questo senso, può aiutare molto. Il compito che sta svolgendo la Comunità Redemptor hominis a Ypacaraí è molto positivo, perché bisogna lavorare per i bambini. È una formazione extrascolastica quella che stanno ricevendo. Così si formano sin da piccoli; con le persone adulte, infatti, ciò è molto difficile. Credo che i bambini siano più portati a seguire, poco a poco, un insegnamento; la cosa importante è che comprendano, per convinzione personale e non perché lo dice la mamma, il papà o il padre Emilio, ciò che servirà loro per tutta la vita.


María Claudelina Bonilla de Smith, mamma di Walter, chierichetto da un anno.

Walter frequenta da un anno, cioè da quando fu avviato il primo gruppo di chierichetti.
María Claudelina Bonilla di Smith, mamma di Walter
Iniziò a partecipare perché gli piacque. Mi disse: “Mamma, io voglio fare il chierichetto” ed io, anche quando non avevo tempo, l’ho sempre accompagnato. Se non posso, l'accompagnano le sue sorelle.

Il giorno della consegna delle vesti è stato tutto molto bello: la cerimonia, la presentazione e l’attenzione dei chierichetti, ma ancor più mi hanno colpito i genitori presenti, perché questo non è mai successo a Ypacaraí, è la prima volta che accade. Da 16 anni sono impegnata in parrocchia; lavoro nella Cappella San Blas della quale sono la tesoriera. Personalmente non mi ricordo che mai vi sia stato un gruppo di chierichetti tanto carini, preparati ed attenti.

Si nota, inoltre, che i ragazzi, dopo avere frequentato e fatto questo servizio, hanno un comportamento differente.

Mio figlio è molto comprensivo, responsabile e buono; fa molte cose che prima non faceva e che ha imparato durante il corso per i chierichetti. Inoltre, ora a Walter piace andare in Chiesa e obbliga anche noi ad essere presenti a Messa. Quando non può andarci, ne risente e diventa molto triste. Tutte le volte che potremo, anche ora che incomincia la scuola, l'accompagneremo.


María Auxiliadora Lugo de Duré, mamma di Marco José, aspirante chierichetto.

È stato molto bello tutto quello che si è fatto in occasione della consegna delle vesti. Mio figlio èMaría Auxiliadora Lugo de Duré aspirante, sta partecipando agli incontri di preparazione e per questo motivo non ha ricevuto le vesti. Noi, però, abbiamo avuto la medaglietta e il santino del Papa e ora egli si domanda: “Quando mi metteranno la veste”? Quello che sta facendo gli piace molto.

Della mia famiglia è il più cattolico; mi spinge sempre ad andare in Chiesa e, se mi dimentico, me lo ricorda.

Prima di iscriversi al corso per i chierichetti era indeciso, perché l'anno scorso, a scuola, aveva un compagno che era chierichetto e lo tentava. Poi ha potuto vedere lui stesso che essere chierichetto non è affatto un peso e per questo motivo ha accettato.

Ora gli piace tutto quello che fa in Chiesa e per lui è molto importante partecipare al gruppo. Inoltre, con mio marito e con me è sempre più attento.

Per me non è un sacrificio accompagnarlo; lo faccio in quanto è un modo per aiutare nostro figlio. Mia nonna mi fece crescere nell'amore alla Chiesa; mia mamma aveva uno spirito missionario ed io cerco di fare tutto il possibile affinché mio figlio frequenti.

Io conoscevo già il gruppo dei chierichetti che vedevo durante le celebrazioni e mi ha fatto sempre un'impressione molto bella.

I bambini sono molto malleabili; possono essere ben formati. Quale luogo migliore della Chiesa per formarli? Nella società di oggi ci sono molte cose, ma non c'è niente di meglio che partecipare alla vita della Chiesa, perché è anche una scuola di educazione e di formazione.

Da quando è arrivata la Redemptor hominis, Ypacaraí è cambiata profondamente: molti accettano il cambiamento, altri no. Ma, come ci disse padre Emilio, ognuno è libero e se vuole, rimane; altrimenti se ne va. Noi pensiamo come le molte persone che sono rimaste.

                                    
                                                                                 (A cura di Emanuela Furlanetto)

07/03/08
 
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Sito della Comunità missionaria Redemptor hominis. Realtà ecclesiale fondata a Roma da don Emilio Grasso alla fine degli anni '60
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