La Chiesa parrocchiale di Ypacaraí sorge nel centro urbano della città e, inoltre, precisamente nel centro di un’importante via di comunicazione, la Ruta 2, che unisce l’interno del paese alla capitale, Asunción. Le due corsie di marcia scorrono una alla sua destra e l’altra alla sua sinistra.
Il traffico è dunque intenso. Gli autobus e la maggioranza delle auto sfrecciano, nonostante la presenza di un semaforo, e lasciano lunghe scie di fumo nero dietro di loro: la marmitta non è sottoposta a nessuna revisione e le scarse risorse economiche non incentivano i proprietari ai dovuti controlli sulle emissioni.
Per questa ed altre cause, a Ypacaraí si muore di cancro e di altre malattie provocate dall’inquinamento atmosferico, soprattutto dal micidiale “humo negro”.
Poiché una maggior presa di coscienza delle cause e una maggior attenzione a questi problemi da parte di tutti può costituire l’inizio di una soluzione, in Parrocchia si é voluto porre il problema dell’inquinamento e richiamare i fedeli a comportamenti che siano il frutto di coloro che vogliono seguire il Dio della vita e non della morte.
Il comandamento “Non uccidere” lo si infrange, infatti, in tante maniere. Lasciare un motore acceso o non fare i controlli dovuti al proprio veicolo è una di queste.
Come cristiani sappiamo, inoltre, che far mancare la nostra voce per richiamare chi non rispetta la vita altrui si converte in un peccato di omissione sul quale saremo giudicati. Per questo si è scelta a via della “parola chiara e forte” che inviti tutti ad una maggiore responsabilità e all’assunzione di misure concrete per migliorare la qualità di vita della città.