La missione popolare che si è svolta in una delle comunità più povere
della parrocchia, ma anche una delle più attive dal punto di vista ecclesiale, Santa Catalina de Alejandría, è stato un momento particolarmente forte.
Il programma è stato ricco di attività, tra le quali la visita a tutte le famiglie, le celebrazioni eucaristica, la liturgia penitenziale con le confessioni, diverse proiezioni commentate, l'adorazione eucaristica, l'unzione degli infermi, le attività per i bambini e i giovani. La messa conclusiva si è dovuta celebrare all'esterno della capilla, troppo piccola per contenere tutta la comunità riunita.
La Chiesa si è avvicinata così al popolo, ma anche il popolo alla Chiesa.
Emilio, che ha celebrato la messa di chiusura, ha sottolineato come il senso profondo della vita non si incontri nelle cose che vogliamo possedere, ma nel progetto di vita da costruire secondo l'"intelligenza" di Dio. E' importante anche in un contesto di povertà sviluppare le facoltà umane (memoria, intelligenza, volontà) alla luce della Parola di Dio, che altro non è che il Logos, la ragione, l'intelligenza divina appunto. E' lì che si incontra il senso di tutto quello che facciamo. Infatti, Cristo è venuto a rivelare l'uomo a se stesso.
Questo è fondamentale per i giovani: essi vivono molto spesso addormentati, in un mondo che, seppur povero, offre sempre loro il modo di evadere la realtà e chiudersi nel circolo ristretto e vizioso di soddisfazioni immediate e transitorie.
Coltivare il lavoro dell'intelligenza per scoprire il senso profondo della vita, che abbiamo pur sempre nelle nostre mani, può farci capaci di compiere grandi cose, le stesse che ha compiuto Gesù e a non rimanere sordi, ciechi e muti davanti alle situazioni difficili che viviamo.
Come cristiani non possiamo continuare a non sentire il grido che sale dal profondo della nostra coscienza, o la voce di Dio che viene dalle Sacre Scritture o dal popolo crocifisso che vuole alzarsi e vivere le meraviglie di Dio nella storia. Chi non ascolta più la propria coscienza, pian piano la perde, la rimuove, la fa tacere per sempre.
Gesù fa udire i sordi e parlare i muti; se siamo suoi discepoli, non abbiamo più il diritto di non ascoltare né quello di tacere, ma dobbiamo proclamare la parola di Dio senza paura né vergogna. La forza del messaggio di Gesù tra gli uomini è ciò che ci interessa.
Dalla missione popolare sono uscite rafforzate alcune iniziative.
Coloro che patiscono un'infermità non sono chiamati alla rassegnazione, ma hanno scoperto di avere anch'essi una missione. Essi debbono arrivare ad unire le loro sofferenze a quelle di Cristo per compiere una grande opera di apostolato: impregnare la terra con la loro preghiera e con il loro dolore affinché il Vangelo vi possa crescere e portare frutti
abbondanti.
Il gruppo Caritas della Capilla deve continuare il suo impegno a favore dei più poveri e degli infermi, per essere davvero il cuore appassionato della Chiesa ed insegnare, soprattutto ai giovani, l'arte di amare. L'amore non è un gioco di un momento e non significa stare con una persona quando tutto va bene, per poi abbandonarla quando non può darti più nulla. Il servizio nel gruppo Caritas significa essere presenti tra coloro che il mondo rifiuta, i più poveri, il volto di Cristo tra noi.
I giovani non devono perdere il loro tempo prezioso, ma devono imparare a darsi per gli altri, soprattutto per coloro che sono nella necessità. Servirà ai giovani questa scuola di vita per saper poi apprezzare chi sa amare e apprendere a fare altrettanto nel cammino che intraprenderanno e nelle relazioni che instaureranno. Diventare uomini e donne che sanno amare è ciò che conta nella vita.
Alla fine della missione popolare un gruppo di chierichetti ha ricevuto la
loro "capa" liturgica, dopo aver seguito, insieme a quelli di molte altre comunità, gli incontri di formazione della "Escuela de los monaguillos" nel centro della parrocchia. Essi sono stati invitati a conferire dignità ad essa con la loro condotta di vita. E qui si racchiude un po' il senso di tutta la missione popolare. Si è, infatti, potuto lanciare un messaggio di speranza che implica niente meno che il cambio della propria vita, un messaggio che è stato accolto con commozione nelle visite alle famiglie e che testimonia come Dio sempre cammina sulle strade battute dall'uomo.