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Il Triduo pasquale si è svolto ad Ypacaraí con una particolare presenza giovanile. Circa 500 giovani della parrocchia Sagrado Corazón de Jesús hanno partecipato all’iniziativa chiamata Pascua Joven, un ritiro di tre giorni organizzato per loro. Insieme a questi ragazzi abbiamo visto il film sulla giovinezza e la vita di Giovanni Paolo II, intervallato dal commento che Emilio ha loro offerto.
E’ stato sorprendente l’impatto suscitato dal film e dalle parole che lo accompagnavano, che hanno abbordato temi fondamentali per la vita e le scelte dei giovani: le domande esistenziali sul perché del dolore, della morte, della libertà umana, sul senso ultimo delle cose. Ogni giorno i ragazzi tornavano in parrocchia, rimanendo in silenzio e in ascolto davanti a problematiche profonde e ad un esempio alto di vita che interpella ad ogni latitudine. Segni, questi, di una coscienza che ricerca e che non vuole accontentarsi né rassegnarsi a ciò che la circonda.
La testimonianza di un giovane, Karol Wojtyla, rimasto tale fino alla fine dei suoi giorni, che ha vissuto e scelto nel mezzo della drammatica realtà umana, ha mostrato a questi ragazzi il vigore della risposta cristiana che la morte e la resurrezione di Cristo ci propone in questi giorni. Risuonano allora le parole del film: “Non aver paura… L’amore è l’unica forza che può farti cambiare”. “Quando il male si manifesta ai tuoi occhi, non c’è scappatoia”. “Non voglio odiare come loro… Solo l’amore può evitare che gli uomini cadano nell’abisso”.
I giovani hanno poi partecipato in gran numero alle celebrazioni culminanti della Settimana Santa: l’Eucaristia del Giovedì Santo con la lavanda dei piedi a 12 “poveri tra i poveri” e il mandato annuale ai catechisti; la Via Crucis e la celebrazione della Passione del Venerdì Santo; la Veglia pasquale, con la liturgia del fuoco, e la Messa della notte di Pasqua con i battesimi dei nuovi nati alla fede.
Il popolo ha accompagnato questi giorni con fede e devozione, cosciente di un cammino esigente che chiama a cambiare in prima persona abitudini e mentalità.
La Pasqua è davvero risurrezione solo nel volto degli apostoli trasformati, nel volto di Karol. Il Risorto, carne e sangue per la vita del mondo, ci invita a divenire a nostra volta sua carne, suo corpo, mettendo in pratica la parola nelle scelte di ogni giorno.
Mariangela Mammi
 
 
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