PASCUA JOVEN A YPACARAÍ...
MOMENTO PER MOMENTO
È tradizione in numerose diocesi e parrocchie del Paraguay organizzare nei giorni del Triduo pasquale la Pascua joven.
Questo appuntamento è nato, diversi anni fa, per far fronte al relativismo e al consumismo che allontanava sempre più i giovani dalla Chiesa e per offrire loro uno spazio di riflessione, di preghiera e socializzazione a livello ecclesiale, proprio nei giorni centrali della fede cristiana, in cui si vive la passione, morte e risurrezione di Gesù.
Se da un lato questo tipo di aggregazioni giovanili ecclesiali possono essere occasione di esperienza umana e religiosa e di incontro autentico, dall'altro, se non ben orientate e dirette, rischiano di ridursi a raduni che hanno poco di religioso e che finiscono per riproporre superficialmente ciò che, in realtà, i giovani possono già trovare in molti altri luoghi, oltretutto in versione originale e più attraente.
Nella parrocchia Sagrado Corazón de Jesús di Ypacaraí, la Pascua joven, da diversi anni guidata da Emilio, ha assunto un carattere di serietà, impegno e approfondimento religioso su tematiche che toccano la vita concreta dei giovani invitando a cambiarla secondo le esigenze del Vangelo, a partire dai comportamenti e dai gesti quotidiani più semplici, per vivere da persone responsabili, nella libertà e nella verità.
Su questa base, in maniera esemplare, attiva, ordinata e puntuale, circa 400 giovani hanno partecipato quest'anno alla Pascua joven nella parrocchia di Ypacaraí.
Dal pomeriggio del Giovedì Santo fino al mattino della Domenica di Pasqua, nelle sale parrocchiali, nella chiesa e nel cortile circostante, si sono alternati momenti di riflessione, di preghiera, di dialogo e di incontro.
Le celebrazioni liturgiche del Triduo pasquale, ricche di simbolismi e significati, sono state, in particolare, tempi privilegiati di ascolto della Parola di Dio, durante i quali Emilio ha rivolto un'attenzione speciale, nello spazio dell'omelia, ai partecipanti alla Pascua joven.
In tutti questi momenti l'organizzazione e la collaborazione di tutti, e in particolare il contributo dei ragazzi del servizio d'ordine, per la preparazione e il mantenimento dell'ordine, hanno permesso che tutte le attività programmate si svolgessero serenamente e hanno favorito la partecipazione raccolta e devota di molta gente a tutte le celebrazioni liturgiche.
Nelle pause delle attività i giovani hanno potuto ristorarsi comprando a prezzi ridotti cibi e bevande preparati dal gruppo Caritas, contribuendo così alle attività di questo gruppo parrocchiale che con generosità e impegno ha garantito il servizio di ristorazione, devolvendo il ricavato ai più necessitati della parrocchia.
Giovedì Santo: L'invito a partecipare alla Pascua joven era stato rivolto specialmente ai ragazzi che frequentano i tre anni di preparazione alla cresima, ma altri poi si sono aggiunti. Al momento dell'iscrizione, l'adesione è stata massiccia e tutti, tra cui molti giovani che anche dopo la cresima continuano a frequentare la parrocchia, hanno dato il loro contributo di 3.000 Gs, ricevendo il loro distintivo.
Nel pomeriggio Emilio ha aperto la Pascua joven con un incontro plenario durante il quale sono stati abbordati, anche con esempi simpatici e divertenti, i temi della libertà e della responsabilità personale, come dimensioni essenziali, da capire e soprattutto da vivere, giorno per giorno, nelle piccole cose, nelle circostanze e situazioni in cui ognuno si trova, per realizzare una vita felice e non fallire nell'unica esistenza che abbiamo.
La sera, i giovani hanno partecipato alla Messa dell'Ultima Cena del Signore, dove oltre alla lavanda dei piedi a dodici persone della parrocchia, si è celebrata anche la Prima Comunione di sette ragazzini del gruppo dei chierichetti e delle liturgiste, concludendo il rito, in silenzio e raccoglimento, con la deposizione del Santissimo Sacramento nel luogo della reposizione e l'Adorazione Eucaristica.
Venerdì Santo: la giornata per i giovani è iniziata con la possibilità di confessarsi, per poi accompagnare il Signore nella Via Crucis, svoltasi all'aperto lungo il porticato della Chiesa, ripercorrendo con Lui la salita al Calvario.
Successivamente, la proiezione della prima parte del film sulla giovinezza e vocazione di Giovanni Paolo II, "Karol. Un uomo diventato Papa", ricordando la sua vicina beatificazione, ha permesso di elevare ulteriormente il discorso sulle tematiche della libertà, della responsabilità, della fede, dell'amore autentico, che è sempre sacrificio, dell'impegno e della vocazione.
Il Venerdì Santo si è concluso con la celebrazione, nel pomeriggio, della passione e morte di Gesù, che ha visto la partecipazione intensa non solo dei giovani, ma di molta altra gente. In un'interminabile fila, ognuno si è avvicinato alla croce del Signore e l'ha baciata, con devozione, partecipando del silenzio di Dio. Riassumendo quanto vissuto nella giornata, Emilio ha invitato i giovani a saper trovare spazi di silenzio, a non riempirsi sempre di rumore, ad ascoltare la voce di Dio che parla alla coscienza di ognuno, ad essere onesti con se stessi per esserlo con gli altri.
Sabato Santo: come il giorno prima, i ragazzi hanno avuto la possibilità di confessarsi e di recitare insieme il Rosario, prima della proiezione della seconda parte del film.
Al termine del film, le domande poste da alcuni giovani hanno permesso di sviluppare alcune riflessioni che si sono concluse con il messaggio di Emilio rivolto a tutti: non avere paura della verità, perché è l'unica che ci rende veramente liberi. La verità è Cristo, morto e risuscitato, che quella stessa sera avremmo celebrato durante la Veglia Pasquale, così come il giorno dopo, Domenica di Pasqua.
La Risurrezione del Signore, la celebrazione della sua vittoria sulla morte rappresentano la fede e la speranza cristiana, annunciata a tutti, e in modo particolare ai giovani, chiamati ad assumere il proprio impegno per vivere in pienezza e felicità la vita che il Signore ha donato e a lasciare che "le tenebre del nostro cuore e della nostra intelligenza siano disperse dalla luce del Signore".
Emanuela Furlanetto
07/05/2011
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