Pasqua vuol dire cambiamento anche per i giovani
Intervista a Gloria Cáceres
Gloria Cáceres è una giovane catechista della parrocchia di Ypacaraí. Ha collaborato per l’organizzazione della Pascua Joven 2007 a cui ha partecipato.
Gloria, ci puoi raccontare in che consiste la Pascua Joven?
Nella parrocchia Sacro Cuore di Gesù di Ypacaraí le attività della Pascua Joven 2007 si sono realizzate nei giorni 5, 6 e 7 aprile, e vi hanno partecipato circa trecento giovani.
Si è trattato di una profonda riflessione portata avanti attraverso incontri ed anche proiezioni, con i quali abbiamo avuto la possibilità di conoscere meglio il comandamento nuovo che Gesù ci ha dato: “Amatevi gli uni gli altri come io vi ho amato”, di formarci su di esso e di metterlo in pratica.
Gli incontri sono stati tenuti da Emilio che, come sempre, parte da cose molto semplici, che però sono quelle di maggior valore.
Perché, secondo te, è stato importante per voi giovani porre l’accento su questo punto?
Purtroppo, il più delle volte non si pratica il rispetto, nel nostro paese, a causa della nostra idiosincrasia o piuttosto per la mancanza di un’educazione adeguata. Ci lasciamo guidare dall’istinto e ci dimentichiamo che, come esseri umani, noi abbiamo la ragione che ci differenzia dagli animali.
Dio ci ha fatto a sua immagine e somiglianza, e dipende solo da noi sviluppare correttamente le nostre facoltà: la memoria, l'intelligenza, la volontà, la libertà e la responsabilità.
Cosa significa questo concretamente per un giovane?
Le attività svolte in questi giorni avevano come obiettivo di vivere il vero significato della Pasqua che vuol dire passaggio o cambiamento. Un giovane deve imparare a prendere decisioni, a cambiare, a rendersi conto che la sua libertà è relazionata alla libertà di altre persone, ad assumere le responsabilità dei suoi atti, ad esprimersi e a reagire, a vivere cioè umanamente. Deve realizzare un cambiamento reale che l'aiuti a comportarsi come un vero uomo e a dare una testimonianza affinché gli altri possano imitarlo efficacemente.
Che cosa ti ha colpito maggiormente?
Emilio, ancora una volta, ci ha aperto gli occhi sulla verità. E’ la verità che ci fa vivere, non solo come cristiani impegnati, ma anche come uomini. Inoltre, ha sottolineato che l'amore è un sentimento meraviglioso se è sincero, soprattutto quell'amore che, mantenendosi puro, implica la donazione di tutta la vita per chi si ama. E quale amore è più grande di quello di Gesù? Egli dette la sua vita per il mondo intero. La sua croce è l'amore vero, onesto e disinteressato.
18/04/07
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