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Primo incontro delle "manzaneras"


Dal mese di marzo 2007, nella parrocchia Sacro Cuore di Gesù di Ypacaraí si è creato il gruppo delle "manzaneras". La parola viene da "manzana" che corrisponde ad un isolato di case. Si tratta di un gruppo di 25 persone volontarie che mensilmente passano casa per casa, ognuna nella sua zona, per visitare le famiglie della parrocchia ed invitarle a contribuire, ciascuna secondo le proprie possibilità, alle spese che richiede il mantenimento della Chiesa. Per esse, il 10 agosto scorso è stato organizzato il primo incontro, con Emilio, per approfondire il senso profondo del loro impegno.

Il lavoro semplice ed umile delle "manzaneras" è molto importante per la parrocchia, non tanto perché esse raccolgono denaro, quanto piuttosto per la testimonianza di pazienza, impegno, coraggio ed amore che offrono, attraverso cui affermano pubblicamente che la Chiesa appartiene loro e deve essere la casa edificata da tutti. Il Regno di Dio, infatti, si realizza con la grazia di Dio, ma anche con il contributo dell'uomo: Dio costruisce la sua Chiesa con il "frammento", piccolo, semplice ed umile, che ognuno dà. Il Vangelo ci fa comprendere che le due monete di rame - l'unica cosa che aveva per vivere -, che una povera vedova gettò con amore nel cesto delle offerte per il tempio (cfr. Mc 12, 41-44), valgono molto più della gran quantità di denaro che vi gettavano i ricchi, perché essi non davano che l'eccedenza.

Dio ha bisogno dell'aiuto di tutti noi per arrivare all'intera umanità. In effetti, Egli non ha bocca, mani, piedi e non può fare nulla, in maniera visibile, senza l'uomo. Egli stesso ha preso la decisione di diventare debole, piccolo, povero nelle nostre mani e chiede che ognuno gli offra la sua bocca, le sue mani, i suoi piedi per agire nel mondo. In questo senso, le "manzaneras", con il loro lavoro quotidiano, mettendo il loro tempo ed il loro corpo al servizio di Dio, ci ricordano il Natale, Dio  che si fa uomo, si fa povero, vuole avere bisogno dell'aiuto di ognuno di noi. Il loro lavoro, inoltre, evoca l'Eucaristia, perché è un contributo piccolo, ma continuo e quotidiano, come la manna che Dio faceva scendere dal cielo ogni giorno per il popolo d'Israele dell'Antico Testamento. Questa è la Chiesa, questa è l'Eucaristia: la manna di ogni giorno.

Ovviamente, dietro ogni "manzanera" ci sono altre persone che lavorano e che danno il loro apporto ogni mese; esse formano il popolo di Dio, la Chiesa, che vive in relazione con Gesù, il suo Signore. La Chiesa non ha vita senza Gesù; come sposa, amica, figlia e madre vive nella misura in cui è inginocchiata davanti al Signore. Questo è un motivo in più per valorizzare il lavoro delle "manzaneras" ed invitarle a cercare altre persone affinché agiscano come loro, senza vergogna, senza paura, ma con l'orgoglio di sapere che stanno contribuendo alla costruzione della Chiesa. Chi crede veramente sa che la logica del mondo non è quella di Dio. Ciò che Dio chiama saggezza è follia per il mondo e, al contrario, ciò che è saggezza per il mondo è follia per Dio.

Questo gruppo ci riporta all'esempio che diede, nel XIX secolo in Francia, Pauline Jaricot, una donna che aveva una grande passione per la missione della Chiesa e che, non potendo partire come missionaria, incominciò a chiedere a tutti di aiutare i missionari con il proprio contributo. Fu una autentica "manzanera" che aveva una grande fede ed il desiderio che il Regno di Dio arrivasse fino agli estremi confini della terra. In questo modo, con grande semplicità e coraggio, fondò una delle più grandi opere missionarie, quella che diverrà una delle Pontificie Opere Missionarie: l'Opera per la Propagazione della Fede.

Le "manzaneras", dunque, contribuiscono all'edificazione della Chiesa e permettono che il corpo di Dio diventi più bello e possa essere conosciuto da tutti. La parrocchia valorizzerà il lavoro delle "manzaneras" dedicando loro un giorno speciale nel tempo di Natale, perché esse ricordano che Dio salva il mondo facendosi bambino, facendosi povero e mettendo la sua potenza nelle mani degli uomini che l'accolgono.


Emanuela Furlanetto


28/08/07
 
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