Quando la liturgia diventa vita
I tre significati della solennità del Corpus Domini
Nella parrocchia Sagrado Corazón de Jesús di Ypacaraí la festa del Corpus Domini è stato un momento particolarmente importante per riflettere, comprendere e vivere il suo senso profondo.
A motivo della tradizione e della manifestazione della fede nella Chiesa, la liturgia del Corpo e Sangue di Gesù richiede una preparazione e un impegno particolari per vivere tutta la sua bellezza di significati. Ad essi rimandano i simboli come quello dell'infiorata, che caratterizza tradizionalmente questa solennità, rendendola particolarmente bella e solenne. Per il Signore, infatti, presente nel Santissimo Sacramento, posto nell'Ostensorio, viene preparato un tappeto di fiori sul quale Egli procede portato dal sacerdote e accompagnato da tutto il popolo.
Ad Ypacaraí, alcune catechiste della parrocchia con i ragazzi della catechesi, dalla mattina del sabato, vigilia della festa, hanno iniziato a lavorare pe r raccogliere i fiori e le foglie, per preparare uno stupendo tappeto disegnato dal signor Lino Careaga, direttore di una emittente locale, Radio Omega, e persona con uno spiccato senso artistico e religioso, un vero artista. L'infiorata è stata realizzata lungo il corridoio centrale della Chiesa.
Il risultato è stato davvero speciale, come si può vedere dalle foto.
Nulla si ottiene, infatti, se non vi è una preparazione quotidiana, un lavoro, una fatica, una partecipazione costante. Ciò vale anche per la liturgia e a maggior ragione per la nostra vita di fede.
Tutta la festa, poi, è stata incentrata sui tre aspetti della celebrazione che Emilio ha spiegato nella predicazione leggendo integralmente e sviluppando i passaggi dell'Omelia di Benedetto XVI pronunciata per la solennità del Corpus Domini sul sagrato della Basilica di San Giovanni in Laterano a Roma.
Il Papa, in essa, ha voluto dare a tutti i cristiani del mondo in maniera chiara e lineare il senso profondo della celebrazione nei suoi elementi costitutivi: il radunarsi alla presenza del Signore, il camminare con Lui e l'inginocchiarsi in adorazione davanti a Lui.
Questi aspetti, oltre ad essere annunciati, sono stati quindi vissuti ad Ypacaraí a partire dal sabato sera, durante la Messa della vigilia, e poi nella processione. Sono stati concretizzati e calati nella realtà della parrocchia e come parte integrante della vita cristiana.
La partecipazione alla celebrazione di tutti i bambini che si stanno preparando alla Prima Comunione ha reso la liturgia ancor più importante, bella e animata.
Più di 150 bambini sono entrati in Chiesa, in una lunga e ordinata fila, per riunirsi insieme a tutta la comunità cristiana alla presenza del Signore e partecipare alla celebrazione eucaristica.
È questo, in effetti, il primo profondo significato del Corpus Domini. Come ha affermato Benedetto XVI, questa solennità ci ricorda innanzitutto che "essere cristiani vuol dire radunarsi da ogni parte per stare alla presenza dell'unico Signore e diventare in Lui una sola cosa".
A questo aspetto fondamentale della festa se ne aggiunge un secondo, che è quello di camminare con il Signore.
La celebrazione eucaristica, infatti, anche ad Ypacaraí è continuata con la processione, come un naturale prolungamento della Messa. Tutti i bambini e il popolo di Dio presente si sono messi in cammino, uscendo dalla Chiesa e accompagnando il Santissimo Sacramento, lungo un percorso, per entrare di nuovo solennemente in Chiesa e terminare con l'adorazione eucaristica.
Si introduce, così, il terzo elemento costitutivo della celebrazione: quello dell'inginocchiarsi in adorazione davanti al Signore.

Questi stessi significati sono stati annunciati anche nella Messa della domenica mattina, in particolar modo ai ragazzi che hanno ricevuto lo scorso anno la Prima Comunione e a tutti i giovani che si stanno preparando alla Cresima.
Per loro, in particolare, radunarsi alla presenza del Signore, camminare con Lui e adorarLo con gioia deve diventare pratica e vissuto concreto, alimento spirituale del proprio essere cristiano.
Come ha predicato Benedetto XVI: l'anima "continua a nutrirsi: si nutre di amore, di verità, di pace; si nutre di speranza, perché Colui al quale ci prostriamo non ci giudica, non ci schiaccia, ma ci libera e ci trasforma. Ecco perché radunarci, camminare, adorare ci riempie di gioia".
La festa del Corpus Domini è terminata ad Ypacaraí con la celebrazione serale dove Emilio, tenendo presente i partecipanti a questa Messa, per lo più adulti, ha approfondito i significati teologici del Corpo e Sangue di Cristo partendo dalla lettura della Sequenza che la liturgia propone ai fedeli del mondo intero per sottolineare la centralità di questa solennità.
Emanuela Furlanetto
30/05/08
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