Una folla davvero impressionante ha preso parte alla celebrazione liturgica della Domenica delle Palme nella parrocchia di Ypacaraí. La lunga ed ordinata processione, seguita alla benedizione delle palme, si è svolta per le vie del centro cittadino, partendo dalla piccola cappella dedicata al Señor de las Palmas fino alla chiesa parrocchiale.
Nella sua omelia, Emilio ha voluto richiamare l'attenzione dei fedeli sul perché profondo della morte del Signore, come invito a una riflessione personale che interroghi ognuno sull'opzione fondamentale della propria esistenza.
Differenti sono le motivazioni, le aspettative di salvezza, le aspirazioni con cui ci si rivolge al Signore, oggi come ai tempi di Gesù. Ma mentre gli uomini sognano un messia politico, capace di risolvere i problemi della povertà, della fame o del lavoro, Cristo presenta una visione differente, ben più profonda.
La tranquillità della menzogna
Il progetto per l'uomo, nato dall'iniziativa di Dio, si può accettare o rifiutare, ma non si può cambiare né adattare ai nostri desideri, perché nasce dalla verità. Dio, che è verità, sa ciò che è giusto, vero e buono. L'uomo, al contrario, non riesce a fare la distinzione tra il bene e il male, e spesso, proprio credendo di compiere il bene, si autodistrugge. Il bene apparente non è quello sostanziale, reale, autentico. Ciò che è "bene per me" lo può indicare solo il Signore, per questo ha senso ascoltarlo e seguirne la volontà.
Il Dio fatto uomo è re dell'universo, ma il suo regno non ha nulla a che vedere con il potere che cercano
gli uomini; è il potere del servizio, non del denaro che crea falsi amici. È il potere di colui che anche quando entra a Gerusalemme, lo fa sotto i segni della povertà, sopra un asino, tra le acclamazioni di persone semplici, non tra gli onori dei potenti della terra. E le grida festose non sono altro che l'inizio della sua passione, della sua morte in croce.
Ma qual è la causa profonda di questa morte? Perché Gesù è stato crocifisso e da chi? Cristo è stato ucciso dalla paura. Chi ha paura della verità sta crocifiggendo ancora oggi Gesù, che è la verità fatta carne, la verità che ci fa liberi mettendo a nudo il nostro cuore.
Spesso mentiamo per timore che qualcuno scopra chi veramente siamo, perché abbiamo paura di noi stessi, di guardare nel profondo del nostro cuore. Per questo l'uomo preferisce vivere nella menzogna, nella tranquillità che viene dall'inganno, dal non avere coscienza di una situazione. Preferisce non conoscere la verità su se stesso, sulla sua famiglia, sulla società, su quello che ha fatto o pensa di fare. La paura degli uomini che non amano la verità uccide il Signore, perché dove c'è paura non c'è amore.
Salendo anche noi a Gerusalemme
La morte di Gesù è un evento storico, ma allo stesso tempo è un fatto che ha un valore eterno, continua a vivere nell'oggi. Nella celebrazione liturgica della Domenica delle Palme siamo contemporanei di Cristo, lo vediamo salire a Gerusalemme e incontrandoci con il Messia sotto i segni della povertà gli chiediamo: "Cosa ci dai come re?". La sua risposta è semplice: "Solo una cosa: la coscienza della tua dignità; ti
rendo consapevole del valore eterno della tua persona; non ti dò delle cose, non ti pago, ma metto a nudo la tua coscienza e il tuo cuore per farti migliore". Noi, invece, amiamo le cose e siamo disposti a vendere la nostra dignità di uomini pur di averle.
Gesù ci chiama a relazioni autentiche con lui e con gli altri, rifiutando la menzogna, la falsità, l'inganno. Gli uomini possono incontrare solo in lui la verità, possono accettarla, cambiare il proprio cuore e fare ciò che essa chiede, pagandone il prezzo. Possono essere davvero "uomini", vivendo la verità fino in fondo. Cristo è la verità, ma riconoscerla significa cambiare la propria mentalità e non continuare ad agire come prima. Per questo Gesù sarà crocifisso, perché gli uomini non possono sopportare il peso della verità e devono eliminare il suo testimone, Gesù stesso. A Gerusalemme smetteranno di acclamarlo proprio quando si accorgeranno che non si tratta del messia di tipo politico che risolverà tutti i loro problemi materiali, ma di colui che proclama la verità, che svela il cuore dell'uomo.
In questi giorni possiamo allora riflettere proprio sulla relazione che abbiamo con Cristo Gesù, il Figlio di Dio, la Verità fatta carne, l'amico che scopre il segreto che sta nel nostro cuore, che non ci tradisce né ci inganna dandoci cinque minuti di felicità passeggera, che ci faranno poi soffrire per tutta la vita.
La libertà del cuore
Sta a noi scegliere. Dio rispetta la nostra libertà e pur essendo il re dell'universo non potrà mai far nulla contro di essa. È la bellezza del nostro Dio che riconosce la nostra libertà anche quando gli si oppone e lo uccide. Questa è la verità che ci rende davvero liberi dentro, perché pagata con il cambiamento della propria vita, con il coraggio della verità, con la morte della paura, una libertà che non ci fa più vivere
passando da una forma di schiavitù ad un'altra.
Emilio ha sottolineato che non vuol dire nulla essere in tanti la Domenica delle Palme ad acclamare Gesù; ciò che vale è se, quando arriverà il momento della nostra croce, avremo il coraggio di fare la nostra scelta contro la paura e di vivere e proclamare la verità, costi quel che costi. Se lo faremo saremo davvero amici e discepoli del Signore, altrimenti, senza il coraggio della verità, passeremo da un re all'altro: la Domenica delle Palme acclameremo il Signore e alcuni giorni dopo grideremo di crocifiggerlo, preferendogli Barabba, perché costa di meno stare con lui che con il Signore.
Emilio ha concluso invitando ognuno a riflettere seriamente nel silenzio e nel segreto della propria coscienza - la prima a cui dobbiamo rispondere - da che parte vogliamo stare e cosa vogliamo fare della nostra vita.
(A cura di Mariangela Mammi)