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UN PICCOLO ANGOLO DI PARADISO


Il Barrio Cooperativo

Dal 2008 la città di Ypacaraí, attraverso la Cooperativa "Ypacaraí" LTDA, ha un nuovo quartiere chiamato "Cooperativo" (Barrio Cooperativo), localizzato sulla strada che da Ypacaraí va verso la cittadina di Areguá. È costituito attualmente da circa 60 case costruite con i fondi del CONAVI (Consiglio Nazionale dell'Abitazione) e con l'aiuto del CIPAE (Comitato delle Chiese per Aiuti e Emergenza) e del COOPERATES (Cooperativa di  Assistenza Tecnica).

Questo progetto voluto dalla Cooperativa "Ypacaraí" è nato dalla necessità di appoggiare i soci con scarse risorse economiche e con il desiderio di avere una casa degna. Per questo motivo la Cooperativa scelse un accordo con il CONAVI che prevedeva che ciascuno dei soci interessati lavorasse alla costruzione di una casa per diminuire il costo della stessa, per un totale di 768 ore lavorative. L'aiuto manuale poteva essere di ciascuno dei membri maggiorenni della famiglia.

Questa impresa, importante per la Cooperativa e per i suoi soci, si avviò nel febbraio 2006.

Nel novembre 2008 fu abilitato il "Quartiere Cooperativo", realizzando così il sogno di un tetto proprio per una sessantina di famiglie. Ogni casa è costruita su un terreno di 300 m2 e ha due stanze da letto, il soggiorno, la cucina, un bagno e un lavatoio.

Il quartiere conta su tutti i servizi basilari: acqua corrente, luce elettrica, strade pavimentate e spazi verdi per la ricreazione.


La sera dell'8 dicembre, solennità della Madonna di Caacupé, la più grande festa mariana del Paraguay, una famiglia del "Quartiere Cooperativo" ha invitato Emilio a recitare un Rosario da loro.

Laddove lo si invita per pregare in famiglia, Emilio sempre accetta e risponde volentieri.

Arrivati sul posto, è stata davvero bella la sorpresa di trovare non solo una famiglia, ma un folto gruppo di persone riunito nello spazio verde del quartiere: uomini, donne, ragazzi e bambini, componenti le varie famiglie del quartiere.

Il luogo era stato ben adornato con nastri e palloncini, come quando si festeggia una persona cara, e al centro di questo spazio verde era stata costruita una bella nicchia. Vicino ad essa, sopra un apposito piedistallo era stata posta una statua della Vergine di Caacupé a cui rivolgere le orazioni di quella sera, in attesa di essere benedetta e posta nella sua nuova dimora costruita al centro del quartiere. Tante altre immagini più piccole e di vari santi, che le famiglie avevano portato per la benedizione, erano collocate al suo lato.

Tutt'intorno, in un ampio semicerchio, erano seduti ordinatamente e in religioso silenzio tutti i partecipanti.

Con molta devozione si è, così, recitato il Rosario, intervallato dai canti dedicati alla Vergine e accompagnati da tre chitarristi, anche loro abitanti del quartiere.

Emilio ha, poi, rivolto a tutti un breve pensiero ringraziando dell'invito, dell'accoglienza e dell'inaspettata sorpresa per aver trovato tutto un quartiere ad attenderlo. "Venendo qui - ha detto - non potevo immaginare tanta bellezza: questa notte, è come se fosse caduto in mezzo a voi un angolo di Paradiso".

Il silenzio, la preghiera, la preparazione del luogo, la notte tiepida, i volti semplici e attenti delle persone. Che altro è il paradiso se non questa bellezza e armonia?

Emilio ha invitato tutti a non dimenticare nella nicchia, che da lì a poco l'avrebbe accolta, quell'immagine che stava per benedire, ma a rivolgerle sempre una preghiera, ogni volta che le si passa davanti, ad insegnare ai bambini a pregare e a toccarla, perché sono solo la fede e la preghiera che le persone le dirigono che danno valore a un'immagine e la rendono sacra.

Man mano che passa il tempo, quella statua della Madonna di Caacupé acquisterà sempre più valore, perché avrà accolto e incorporato in sé tutta la fede, la preghiera, la sofferenza e l'amore di un popolo.

Quella che doveva essere la recita di un semplice Rosario in una famiglia, si è conclusa, così, con una breve processione nei giardini del quartiere con la statua della Madonna e la sua collocazione nella dimora preparatale.

Ma non tutto finisce qui.

Emilio, infatti, ha promesso di ritornare in questo nuovo quartiere, prima per una celebrazione eucaristica, poi, durante il prossimo mese di gennaio per conoscere e visitare ciascuna famiglia che lo desideri, per recitare il Rosario e implorare la benedizione del Signore.

Emanuela Furlanetto


31/12/2010

 
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