Una scuola di vita
Il campo-scuola per i chierichetti e le ragazzine liturgiste
della parrocchia Sagrado Corazón de Jesús di Ypacaraí
Per il gruppo dei chierichetti e delle ragazzine liturgiste, le due settimane delle vacanze invernali sono stati giorni molto importanti di formazione e di gioia.
In effetti, dal 7 al 18 luglio, nella parrocchia Sagrado Corazón de Jesus di Ypacaraí, è stato organizzato per loro un ritiro formativo e ricreativo. Ogni giorno, dal lunedì al venerdì, dalle ore 10.00 alle 16.00, circa 50 tra ragazzi e ragazze, tra i 10 e i 15 anni, sono venuti in parrocchia per partecipare a questo ritiro, che si è realizzato nelle sale del Centro Multifunzionale e nello spazio esterno che offre la parrocchia.
Il ritiro, organizzato e diretto da Emilio, è stato un vero campo-scuola con l'obiettivo principale di crescere insieme in tutti i sensi: fisico, spirituale, religioso, affettivo, intellettuale e anche pratico.
In realtà, è stata una scuola di vita e di educazione, divertente e allo stesso tempo seria, che ha fatto crescere tutti.
I punti importanti che i ragazzi hanno ascoltato e sperimentato sono stati: imparare a vivere insieme, non isolati, e sapersi relazionare con gli altri, ragazzi e ragazze, nel rispetto reciproco, osservando le regole fissate, anche nel gioco, per apprendere a vivere bene.
Attraverso i discorsi di Emilio, i ragazzi e le ragazze hanno compreso la necessità e la capacità di essere padroni del proprio corpo. Tutti, infatti, abbiamo un corpo che ci identifica e i cinque sensi. Il nostro corpo e i nostri sensi ci appartengono, però non siamo solo corpo.
Con una gran quantità di esempi, tutti hanno capito che ognuno deve sviluppare i propri sensi e soprattutto deve educarli.
Per questo, un tema molto importante, trattato durante questi giorni di ritiro, è stato quello dell'educazione dei cinque sensi. In realtà, da questa dipende la formazione nella nostra mente delle idee di bontà, bellezza, verità, giustizia... Solo una buona educazione dei sensi, perciò, permette la formazione di idee corrette e di una pratica cristiana.
In un modo molto divertente, tutti hanno inteso ciò che, con grande sapienza, ha insegnato la filosofia degli Scolastici: "nell'intelletto non vi è nulla che non sia stato prima nei sensi".
Senza l'educazione dei sensi, un ragazzo o un giovane non può distinguere ciò che è bello da ciò che è brutto, ciò che è buono da ciò che è cattivo, ecc., non sa formare le idee per vivere meglio.
Per far ciò, i ragazzi devono essere educati in modo che possano essere padroni del proprio corpo.
In questa scuola di vita è stato spiegato anche che l'educazione, a volte, fa soffrire, perché richiede una correzione. Può far soffrire sia chi corregge come colui che deve essere corretto. Però, se uno ama veramente, accetta la sofferenza sua e della persona che ama perché questa sofferenza può formare uomini forti, padroni di se stessi e con idee chiare.
Tutti questi insegnamenti hanno orientato il campo-scuola nelle sue differenti attività, anche attraverso i giochi, i film, il lavoro e la recita del Rosario.
Loro stessi, chierichetti e ragazzine liturgiste hanno espresso in due lettere ciò che hanno vissuto in questi giorni di vacanza, quel che hanno appreso e il ringraziamento per il tempo passato insieme, in un clima molto sereno e gioioso.
Per questo, qui di seguito pubblichiamo le due lettere che hanno scritto a Emilio, alla fine del campo-scuola e che Celeste e César, come rappresentanti dei due gruppi, hanno letto durante la Messa della domenica 20 luglio.
Emanuela Furlanetto
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Ypacaraí, 20 luglio 2008
Caro Emilio,
noi, le ragazzine liturgiste, vogliamo ringraziarti per la grande opportunità che ci hai dato di stare con te e con il gruppo dei chierichetti.
Ci ha incantato il nostro ritiro; è stato molto divertente; ci sono piaciuti molto i film, i giochi e i cibi, il servizio d'ordine e, soprattutto gli insegnamenti che ci hai dato. Ci è piaciuto molto anche recitare il Rosario tutti insieme.
Grazie a tutto questo abbiamo potuto apprendere cose importanti e meravigliose, come il rispetto di noi stesse e degli altri, l'onestà, la responsabilità e l'attitudine a fare bene le cose.
Ti ringraziamo per i discorsi che ci hai fatto, in particolare riguardo ai cinque sensi, perché Dio ci ha dato questi sensi per usarli bene e non per sprecarli.
Grazie, Emilio, per averci insegnato a valorizzare il corpo; a non offrirlo a qualsiasi persona; a dar senso alla vita e a vivere con amore. Non abbiamo conosciuto nessun parroco che insegni ai ragazzini della nostra età come fai tu.
Attraverso di te, abbiamo imparato che dobbiamo amare il nostro prossimo, valorizzare e seguire la strada buona di Dio e conoscere il coraggio di Gesù e tutto ciò che soffrì per salvarci, come abbiamo visto nel film Gesù di Nazareth.
Ringraziamo anche le altre persone della Comunità Redemptor hominis che ci hanno aiutato con grande amore e pazienza, e i nostri genitori che ci hanno permesso di partecipare a questo ritiro.
Non dimenticheremo questi momenti tanto piacevoli e allegri che abbiamo passato tutti insieme.
Buon viaggio Emilio. Ti aspettiamo presto.
Le ragazzine liturgiste
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Ypacaraí, 20 luglio 2008
Caro Emilio,
noi, i chierichetti della parrocchia Sagrado Corazón de Jesús di Ypacaraí, attraverso questa lettera vogliamo esprimere la nostra gioia per averti come parroco nella nostra parrocchia.
Tu sei un sacerdote giusto e generoso che molte volte alza anche la voce per insegnarci molte cose e vivere come veri figli di Dio.
Emilio, oggi vogliamo ringraziarti anche per ciò che ci hai insegnato durante il ritiro per i chierichetti e le ragazzine liturgiste realizzato dal 7 al 18 luglio.
Durante questo ritiro, con molta pazienza ci hai insegnato a valorizzare quelle cose che, anche se sono molto semplici, ci serviranno per comportarci come persone responsabili, che sanno dominare il proprio corpo e i propri cinque sensi, e non come persone che si lasciano dominare dai propri sensi e capricci personali.
Durante il ritiro, tutti i giorni abbiamo recitato anche il Santo Rosario. Ci hai insegnato l'importanza del Rosario e soprattutto che dobbiamo recitarlo tutti insieme, unificando la nostra voce e senza fretta.
Anche, i film che abbiamo visto in questi giorni ci sono piaciuti moltissimo e ci hanno insegnato pure molte cose importanti.
Durante il ritiro abbiamo imparato anche molti giochi. Però, la cosa più bella è stata che per insegnarci meglio i giochi, tu stesso hai giocato con noi.
Hai insistito molto sull'importanza del rispetto delle regole del gioco. In effetti, solo sapendo rispettare le regole del gioco apprenderemo a rispettarci e ad essere sinceri e onesti, nelle piccole e grandi cose della vita.
Caro Emilio, sei un sacerdote giusto e con uno spirito giovanile.
Grazie per il tuo aiuto spirituale e materiale: per i giochi, i regali, i pranzi, le vesti, il gelato e, soprattutto, grazie per la tua pazienza nell'educarci. Grazie specialmente per il salone multifunzionale che permette a noi e a varie persone di riunirsi in un luogo adeguato e gradevole.
Ringraziamo anche le altre persone della Comunità Redemptor hominis, perché ci aiutano sempre.
Senza dubbio, la realizzazione del nostro sogno di essere chierichetti si deve anche al costante e sacrificato accompagnamento dei nostri genitori, nonni, nonne, fratelli, zii e coordinatori delle nostre capillas. Come sempre ci dici, Emilio, non ci dobbiamo dimenticare mai dell'amore e dei sacrifici di queste persone.
Emilio, durante i due mesi della tua assenza dal Paraguay, ci impegniamo a mettere in pratica ciò che ci hai insegnato e continueremo ad essere fedeli ai nostri impegni nella nostra cara parrocchia.
Ti auguriamo un buon esito per il tuo viaggio in Europa e ti accompagneremo con le nostre preghiere.
Emilio, con te abbiamo appreso molto e ci siamo divertiti. Sentiremo moltissimo la tua mancanza.
Ti salutiamo con stima e rispetto.
I tuoi amici chierichetti
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