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YPACARAÍ-MBALMAYO:

UN LEGAME CHE SI RAFFORZA




Emilio, Tonia e i giovani che si stanno preparando alla Cresima
 

Pubblichiamo i discorsi di saluto che sono stati pronunciati in occasione del ritorno in Camerun di Tonia, che ha trascorso un mese e mezzo a Ypacaraí per consolidare il ponte di amicizia e preghiera nato tra questa nostra parrocchia del Paraguay e la missione camerunese di Obeck a Mbalmayo.

Durante la messa domenicale, alla presenza dei giovani che si stanno preparando alla Cresima, Emilio ha messo in evidenza il significato di questo legame come momento formativo per i giovani stessi, chiamati a prendervi parte. Il ponte, costruito con la preghiera dei più poveri e degli ammalati di entrambe le parrocchie, esprime la missionarietà della Chiesa e il fatto che ogni azione evangelizzatrice nasce dalla croce di Cristo, che si è identificato con chi soffre. L'impegno dei gruppi Caritas delle due parrocchie simbolizza proprio queste due dimensioni ecclesiali: l'amore ai poveri e la missione.

Uno scambio reciproco di doni semplici, ma espressivi, ha sigillato questaMaría de Cáceres, Lucia de Sierra e Tonia con la tovaglia regalata dal gruppo Caritas di Mbalmayo alleanza missionaria, nata nell'umiltà e nel nascondimento: ogni persona povera e inferma seguiti dalla Caritas di Mbalmayo riceverà per mezzo di Tonia una croce di legno paraguaiano, così come i poveri, gli anziani e i malati accompagnati dalla Caritas di Ypacaraí, che Tonia ha visitato in questi giorni, hanno ricevuto una croce di legno africano, segno dell'unica Croce di Cristo che insieme essi portano. Anche il dono di una tovaglia per l'altare è il segno dello stesso sacrificio eucaristico che viene celebrato nelle due comunità cristiane, così come gli altri oggetti che rappresentavano il ponte di preghiera tra i due continenti. Significativo e toccante il dono delle schede firmate personalmente dai poveri e gli ammalati di Ypacaraí, con annotato il giorno in cui essi recitano a turno il rosario per Mbalmayo. 



Ypacaraí, 28 novembre 2010


 

Cari amici di Ypacaraí,

è con gioiosa emozione che oggi sono dinanzi a voi. Sono giunta un mese e mezzo fa, fin qui dal Camerun, in aereo certo, ma percorrendo spiritualmente il ponte d'amicizia e di preghiera lanciato da Emilio e che i membri e gli ammalati della Caritas di Ypacaraí hanno costruito per primi, con pazienza eTonia, María del Carmen Sierra e Emilio con il quadro africano che rappresenta il ponte di preghiera fedeltà, nella recita quotidiana del santo Rosario, per unire le proprie sofferenze a quelle del Signore e "affinché la parola di Dio sia diffusa e amata". Ad essi si sono uniti poi, con sorpresa e gioia, i malati e i membri della Caritas di Obeck, a Mbalmayo.

Grazie anche a questo legame di comunione, frutto della Croce, Emilio è venuto in Camerun nel mese di agosto scorso. È stato un tempo indimenticabile di rinascita per la nostra missione, in quanto ha aperto la nostra parrocchia di Mbalmayo alla dimensione universale della missione, ci ha invitato a gettare lo sguardo al di là della linea dell'orizzonte e a commisurare la nostra vita, con i suoi problemi, a quelli dei nostri fratelli che vivono lontano, nella povertà e nella sofferenza. Questo ci ha spinto anche a riscoprire la dimensione evangelizzatrice all'interno della nostra parrocchia, coinvolgendo i quartieri e i giovani, perché missione all'interno e all'esterno camminano insieme.

In questo mese e mezzo trascorso fra voi, ho cominciato a scoprire la vita multiforme della vostra parrocchia, sia al centro, con la sua liturgia, solenne, ordinata e curata, che nelle dinamiche Capillas, dove si celebravano le Prime Comunioni.

Nelle visite ai barrios per pregare con i malati, tanti volti si sono impressi nel mio cuore, sia dei malati, a volte gravi e immobilizzati, sia dei familiari coraggiosi che li assistono e dei membri della Caritas. Sono stati per me momenti forti, durante i quali ho pregato assieme ad icone viventi del Signore sofferente e dell'amore che non si allontana dalla Croce. Porto tutti questi volti nel mio cuore, insieme ai segni di affetto e di amicizia di cui mi avete colmato.

Sono stata qui per consolidare questo ponte e come ambasciatrice di gratitudine per il dono della vostra amicizia e preghiera, della vostra sofferenza unita a quella della Croce del Signore. Grazie, da parte di tutti gli amici della parrocchia di Obeck, e in particolare dai membri della Caritas. Oggi, infatti, i nostri malati sanno che hanno un posto privilegiato nella Chiesa e che le cose più preziose nascono nel cuore delle persone e da relazioni nuove. La loro preghiera ha accompagnato i miei passi in queste settimane trascorse con voi e con il loro e nostro comune amico Emilio. Essi hanno sperimentato quanto Emilio abbia avuto sempre un amore privilegiato per i poveri e per i giovani.

Egli, infatti, ha sempre insegnato ai giovani, con una predicazione profonda e con il suo esempio, a scegliere generosamente per il Cristo presente nei poveri, per la costruzione della civiltà dell'amore. Ha saputo parlare ai nostri cuori e, in contesti diversi, ci ha insegnato a rendere la nostra "vita bella e conMaría del Carmen in visita a un quartiere sapore di eternità".

Una vita è bella con sapore di eternità, quando entriamo nell'avventura e nella libertà dell'amore di Dio, che Unico salva, dona senso e rende eterno ciò che vale, ciò che di più bello e prezioso attira lo sguardo profondo dell'uomo. La vita è bella con sapore di eternità, quando sappiamo pagare anche il prezzo della sofferenza e della fedeltà nelle difficoltà, non lasciamo solo il Signore e lo seguiamo sino alla fine, perché chi dona la sua vita la ritrova e chi lascia casa e amici ne riceve già il centuplo su questa terra e ha come promessa la vita che non muore.

Ancora un grazie di cuore. Vi saluto dicendovi "Arrivederci a presto", perché sarò di nuovo fra voi da Pasqua fino alla vostra festa patronale del Sacro Cuore di Gesù, per approfondire con gioia la nostra conoscenza e amicizia nel Signore.

Tonia


************
 

Ypacaraí, 28 novembre 2010

Cara Tonia,

oggi, con questo semplice gesto di consegna di alcuni regali, vogliamo sottolineare l'importanza dell'iniziativa di vera amicizia, nata il 22 dicembre del 2009. Quella data fu un giorno speciale, per noi membri della Cáritas di Ypacaraí.

Con gioia abbiamo accolto da Emilio la missione di realizzare un ponte di preghiera con i fratelli più poveri, bisognosi e malati di Mbalmayo. Questa missione ci abbraccia, mediante la preghiera fatta con fede e ottimismo, per ciascuno dei malati delle nostre due comunità.Il gruppo Cáritas di Ypacaraí con Emilio e Tonia

Tonia, ora ti conosciamo personalmente e in questi giorni abbiamo avuto l'occasione di condividere le esperienze dei membri del gruppo Cáritas di Mbalmayo, con i quali dall'inizio di questo anno, abbiamo mantenuto una comunicazione epistolare. Ci siamo conosciuti mediante le foto, superando così le distanze, e ci avviciniamo reciprocamente ogni giorno di più per mezzo della preghiera.

Ringraziamo Emilio per aver reso possibile la tua presenza in Paraguay, e anche te per la tua visita e per i regali che ci hai portato da Mbalmayo. L'amicizia che ci unisce è grande come il cuore; è una luce che non si spegne e ci dà la forza e l'entusiasmo necessari, per portare avanti questo impegno nella nostra comunità. Ci sarebbe piaciuto conoscere personalmente ciascuno dei nostri fratelli di Mbalmayo, ma è impossibile. Attraverso te, Tonia, vogliamo esprimere i nostri sentimenti di gratitudine a ciascuno di loro e dire a tutti con affetto: "Molte grazie, amici d'Africa".

Gruppo Cáritas
Parrocchia Sacro Cuore di Gesù
Ypacaraí

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