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CON LE RIVENDICAZIONI DI SEMPRE

La 18a marcia dei campesinos in Paraguay


Raccolti nella Federazione Nazionale Contadina (FNC), il 24 marzo scorso, circa 3.500 contadini provenienti dai diversi distretti agricoli del paese hanno sfilato per le vie della capitale Asunción, tornando ad avanzare, in questa loro marcia annuale di protesta, arrivata ormai alla 18a edizione, le richieste di sempre.

La riforma agraria, la lotta contro il latifondo, per un programma di sviluppo e una seconda indipendenza sono state le principali rivendicazioni che i contadini hanno espresso anche nello slogan che accompagnava la marcia: "Il potere che marcia per la conquista di una seconda indipendenza e contro il latifondo", con un chiaro riferimento al Bicentenario dell'Indipendenza del paese di cui si stanno preparando e realizzando i festeggiamenti.

I dirigenti del movimento campesino, intervenuti pubblicamente, hanno richiamato la necessità della riforma agraria, promessa anche da questo governo a beneficio di tutti i paraguaiani, ma mai realizzata; la fine del latifondo su tutto il territorio nazionale; l'esigenza di maggiori estensioni di terre coltivabili e della formazione dei piccoli agricoltori. Hanno sottolineato che nessun progresso si è visto in tutti questi programmi rivendicati da decenni e che la terra, maggior risorsa dei paraguaiani per lo sviluppo, continua a rimanere nelle mani di pochi proprietari terrieri, mentre i contadini si impoveriscono ogni giorno di più. Hanno anche ricordato come persista attualmente l'emigrazione contadina, sia verso le città del paese, sia all'estero, a causa dello sviluppo dell'esportazione dei prodotti agricoli e in particolare della coltivazione meccanizzata della soia, con tutti i problemi legati all'uso dei pesticidi, mentre cresce sempre più la miseria della popolazione rurale.

È stato rimarcato, in particolare dal settore femminile della FNC, che la salute e la copertura sanitaria, sopratutto materna e infantile, la gratuità dei servizi sanitari alle donne incinte e ai minori di 18 anni, ufficialmente decretate, si sono rivelate solo parole e promesse incompiute, poiché nei Centri di salute delle zone rurali non si trovano nemmeno le medicine più comuni. Altrettanto vale per l'educazione che continua ad essere inaccessibile per i poveri, con gli indigeni che vivono ancora situazioni di estrema miseria.

Una delle dirigenti femminili ha ricordato che questa marcia è una protesta e vuole manifestare il rifiuto di questo Governo nazionale per le promesse lasciate incompiute, poiché "le donne continuano a morire di parto, così come i bambini di polmonite e di malattie comuni".

I contadini hanno dichiarato perciò il rigetto di una politica governativa assistenzialista che tende a ridurli a mendicanti, togliendo loro la dignità. Inoltre, nel particolare contesto di quest'anno, anniversario dell'indipendenza del Paraguay, hanno rilevato l'incoerenza dei festeggiamenti dispendiosi e "senza contenuto" per il Bicentenario del paese, quando vi sono ancora circa 350.000 mila contadini senza terra.

Anche questa 18a marcia si è, quindi, conclusa con la dichiarata decisione di continuare la mobilitazione, a livello locale, con assemblee nelle varie comunità, con occupazioni e blocco delle strade, per raggiungere quanto richiesto.

Fonti: "La Nación" (25/3/2011, p. 5)
www.abc.com.py (23/3/2011; 25/3/2011)
www.ultimahora.com (24/3/2011)


Atyhápe è una parola della lingua guaraní del Paraguay che significa "in riunione". Come nell'agorà gli antichi greci si riunivano per scambiare le proprie opinioni, noi, attraverso questa rubrica, che periodicamente pubblicheremo sul nostro sito, ci riuniamo idealmente con i nostri lettori di lingua italiana per comunicare loro alcune notizie sulla realtà del Paraguay, tratte dai giornali locali. 

 
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