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Crisi economica ed emigrazione:

il dramma del ritorno dei paraguaiani dalla Spagna


La forte crisi economico-finanziaria, che coinvolge i diversi settori produttivi mondiali con ripercussioni sull'occupazione in molti paesi, sta provocando il ritorno in patria di molti paraguaiani emigrati in Spagna.

Si stima che, negli ultimi 8-9 anni, la disoccupazione aveva spinto più di 100.000 paraguaiani ad emigrare in Spagna, vendendo i loro averi, indebitandosi e allontanandosi dalla famiglia, per cercare di realizzare un sogno di prosperità economica.

Nonostante il panorama occupazionale anteriore si presentasse promettente, non tutti sono riusciti a trovare un lavoro stabile e sicuro e ad accumulare denaro. Così, oggi, spinti dall'attuale recessione economica e dall'irrigidimento dei controlli, molti cercano di rientrare al loro paese.

Si calcola che, nel corso di questo anno, almeno 3.000 paraguaiani torneranno al loro paese dalla Spagna, o per non aver trovato occupazione o per essere stati licenziati a causa della congiuntura economica.

Il dramma attuale di gran parte di queste persone è che, pur volendo, non possono ritornare, perché non hanno il denaro per pagare il biglietto che costa circa 1.400,00 Euro (più di nove milioni di guaraníes, corrispondenti in Paraguay a circa sette salari minimi).

Il Governo spagnolo, attraverso il Ministero del Lavoro e degli Affari Sociali, ha allestito il cosiddetto "Programma di Ritorno Volontario", per aiutare gli immigrati a rimpatriare. Sono pochi, però, coloro che ne possono beneficiare.

Molti di essi, infatti, si trovano nel paese illegalmente, mentre solo quelli che lavorano legalmente e sono in regola con i documenti o che si trovano in situazioni di povertà estrema, verificate dal servizio di assistenza sociale, possono usufruire di questo programma di aiuto.

La gran parte di coloro che vogliono rientrare nel proprio paese, però, non hanno trovato occupazione e sono senza documenti.

La presidentessa dell'"Associazione dei Paraguaiani Residenti in Spagna" ha affermato che coloro che sono nel paese illegalmente devono trovare per proprio conto la forma per rimpatriare. Ha spiegato che le associazioni dei paraguaiani in Spagna sono piccole e non hanno mezzi per aiutare i loro numerosi compatrioti che desiderano rientrare e non sanno come fare. Ha aggiunto che, nelle difficili condizioni attuali, "molti cercano di nuovo aiuto presso gli stessi paraguaiani. Così, come chiesero prestiti per venire, ora devono fare debiti e chiedere soccorso per potersene andare".

Il titolare della "Segreteria dei Rimpatri" in Paraguay ha ammesso che non vi sono fondi sufficienti per sovvenire alla grande domanda dei paraguaiani in difficoltà economiche che desiderano tornare nel proprio paese. Ha dichiarato, tuttavia, che in contatto con altre istituzioni statali, si sta studiando il modo per poter attivare un meccanismo di contingenza per eventuali situazioni di questo genere.

Fonte: "Última Hora" (25/1/2009, p. 14; 15/1/2009. p. 16)
"La Nación" (12/1/2009, p. 37)
"ABC Color" (12/1/2009, p. 16)

Atyhápe è una parola della lingua guaraní del Paraguay che significa “in riunione”. Come nell’agorà gli antichi greci si riunivano per scambiare le proprie opinioni, noi, attraverso questa rubrica, che periodicamente pubblicheremo sul nostro sito, ci riuniamo idealmente con i nostri lettori di lingua italiana per comunicare loro alcune notizie sulla realtà del Paraguay, tratte dai giornali locali. 
 
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