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Crisi nelle campagne paraguaiane/1


Esodo rurale e concentrazione delle terre in Paraguay


In Paraguay la questione della terra è sempre stata piuttosto critica: da una parte, l'alta concentrazione delle terre nelle mani di pochi proprietari terrieri e, dall'altra, un numero elevato di famiglie senza terra. A questo si aggiunge la mancanza di una riforma agraria adeguata che possa regolare la questione.

Tutto ciò ha suscitato nel corso dei decenni, e ancora tutt'oggi, problemi che non coinvolgono solo la campagna, come l'occupazione impropria delle terre da parte di gruppi di campesinos, ma anche i centri urbani e l'intera società paraguaiana a causa dell'esodo verso le città.

Una ricerca realizzata dal Centro Studi e Documentazione del Paraguay ha rilevato che l'emigrazione dalla campagna verso la città, in particolare verso il Dipartimento Centrale, dove si trova la capitale Asunción, ha coinvolto tra il 1992 e il 2005 fino a 54 famiglie al giorno, mentre più della metà del territorio nazionale destinato ad uso agricolo si trova in mano a solo 3.794 proprietari che hanno più di 1.000 ettari ciascuno.

Il Dipartimento Centrale è passato da 800.000 abitanti, nel 1992, agli attuali 1.700.000, senza offrire la possibilità di nuovi posti di lavoro.

L'inchiesta sulla popolazione e i nuclei familiari del 2007 ha individuato 104.000 persone in età lavorativa senza alcun impiego.

Una quantità di persone, questa, che deve in qualche modo sopravvivere e che va a incrementare il numero di coloro che soffrono una povertà estrema, creando anche una maggior insicurezza, specialmente nell'area metropolitana della capitale, dove si stabilisce la maggior parte di queste famiglie emigrate.

Sia la concentrazione della terra in mano a pochi, come la crescita dei minifondi incluso quelli più piccoli di 3 ettari, insufficienti per vivere, fanno sì che molte famiglie rurali cerchino alternative in altri settori, al di fuori di quello agricolo.

Anche se non esistono cifre precise sulla quantità di famiglie senza terra, - ogni organizzazione stabilisce un proprio inventario - il Censimento Nazionale del 2002 rivela che il 26% delle famiglie contadine, circa 126.000 famiglie, sono senza terra.

La gran parte delle terre, in effetti, sono oggi proprietà privata che lo Stato non è in grado di comprare per fattori economici e per la mancanza di offerta.

Un totale di 22.553.308 ettari dei 28.099.915 ettari coltivati nel paese si trovano in mano a 3.794 proprietari, mentre 110.932 persone possiedono ognuna una media di 2,18 ettari.

Queste cifre mostrano il problema della concentrazione della terra in Paraguay, dove meno di 4 mila persone possiedono più del 70% delle aeree produttive e sono comprovate da un'inchiesta agropecuario realizzata nel 2002, l'unica dopo i precedenti censimenti del 1981 e del 1991.

Nell'anno 1981, i proprietari di più di 1.000 ettari erano 2.289 persone, o imprese, che possedevano in totale 17.243.432 ettari, una concentrazione che è aumentata progressivamente fino ad arrivare a più di 22.553.000 ettari nel 2002.

Nel censimento del 1991 si parlava di 7.962 famiglie senza terra. In seguito, però, questa cifra non fu più aggiornata; l'unico dato a disposizione è quello del Censimento Nazionale del 2002 dove lo Stato ammette che circa 126.000 famiglie non possiede terre.
 

Fonte: "Última Hora" (25/5/2008, p. 2)

 
 

Atyhápe è una parola della lingua guaraní del Paraguay che significa “in riunione”. Come nell’agorà gli antichi greci si riunivano per scambiare le proprie opinioni, noi, attraverso questa rubrica, che periodicamente pubblicheremo sul nostro sito, ci riuniamo idealmente con i nostri lettori di lingua italiana per comunicare loro alcune notizie sulla realtà del Paraguay, tratte dai giornali locali.


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