Timori di scontri cruenti nelle campagne
La tensione nelle campagne paraguaiane, particolarmente nel dipartimento di San Pedro, dove si trova la nostra missione di Tacuatí, sta toccando livelli mai raggiunti in anni recenti. Le dichiarazioni delle diverse parti in causa che si sono susseguite negli ultimi giorni non escludono il ricorso alla violenza e adombrano spargimenti di sangue.
Il conflitto verte intorno alla richiesta, avanzata dalle organizzazioni di campesinos, della distribuzione ai loro membri delle terre di diverse grandi estancias di proprietà di brasiliani. Tali organizzazioni affermano che si tratta di terre acquisite in maniera illegale. Accusano, inoltre, i possidenti brasiliani - chiamati brasiguayos perché, in molti casi, residenti in Paraguay da molti anni - di pratiche nocive alla salute, come l'uso massiccio di pesticidi vietati dalla legge.
Le proprietà minacciate di venir invase sarebbero almeno ventitré. In alcuni casi si sarebbero già registrate delle sparatorie, senza conseguenze.
"Se il governo non agisce, lo faremo noi; se i brasiliani ci aggrediscono, risponderemo alla stessa maniera, e può risultarne uno spargimento di sangue": è quanto hanno dichiarato alcuni campesinos del distretto di Lima - uno di quelli in cui l'agitazione è più forte - dando un ultimatum di tre giorni prima di procedere alle invasioni.
Le prese di posizione delle altre parti in causa appaiono dello stesso tono. Un colono brasiguayo avrebbe affermato: "Se non si bloccano le invasioni, ci sarà un massacro".
Dal canto suo, Juan Nestor Núñez, presidente della Asociación Rural del Paraguay, che riunisce i proprietari di terre, ha dichiarato: "Ormai la gente sta perdendo la pazienza e ci sarà un inutile spargimento di sangue. È quello che non vogliamo. Ciononostante, molti dicono: che facciamo se i campesinos ci investono, magari armati? Dobbiamo difendere i nostri beni e le nostre famiglie". E concludeva: "Il governo deve prendere delle misure e il Presidente della Repubblica deve dichiararsi, una volta per tutte".
Dei contingenti militari sono stati posti a difesa di diverse estancias minacciate. Fonti della Procura della Repubblica del dipartimento di San Pedro parlano della presenza di agitatori e addestratori stranieri, rilevata grazie a un lavoro di intelligence, senza tuttavia fornire dettagli quanto alla nazionalità e agli obiettivi dei presunti agitatori.
Al termine di una riunione cui hanno partecipato i responsabili della polizia, della Procura e di diverse agenzie governative del dipartimento, il Viceministro incaricato della sicurezza, Carmelo Caballero, ha avvertito che farà rispettare la proprietà privata e che non tollererà "i delinquenti che si nascondono dietro l'etichetta delle organizzazioni sociali. Vi sono persone che pretendono rivendicare questioni sociali legate alla terra con il ricorso alla violenza".
Questi scontri avvengono nel momento in cui si deve effettuare la semina. L'urgenza di procedere alla semina nelle terre occupate non permette di temporeggiare e rende la situazione particolarmente esplosiva.
Fonte: Abc Color (21/10/2008) 5.7;
La Nación (21/10/2008) 3-4;
Última Hora (21/10/2008) 2-3.