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Crisi nelle campagne paraguaiane/8 


Dure critiche alla proposta del Governo di affidare alla Chiesa

l'amministrazione di fondi dello Stato per la riforma agraria


Il Comunicato del Consiglio Episcopale Permanente della Conferenza Episcopale Paraguaiana, che qui riportiamo, costituisce la risposta della Chiesa Cattolica alla proposta, espressa nei giorni scorsi dal Governo di Fernando Lugo, diItaipú Binacional affidare alla commissione della Pastorale Sociale, organo della Chiesa Cattolica, il controllo dell'amministrazione di 15 milioni di dollari offerti dall'ente idroelettrico Itaipú Binacional.

Questa somma è stata destinata all'intervento a favore dei settori sociali più necessitati nel paese e in particolare per un "progetto che si chiama Appoggio d'Emergenza all'attuazione del programma di riforma agraria integrale, che avrà vari capitoli", ha spiegato il direttore dell'ente idroelettrico, Carlos Mateo Balmelli.

La proposta dell'Esecutivo sarebbe sorta considerando la credibilità di cui gode la Chiesa Cattolica nel paese.

La decisione della Conferenza Episcopale, di non accettare la proposta, ha puntualizzato, con grande chiarezza e spirito di collaborazione, la distinzione dei ruoli tra Chiesa e Stato, nella relazione di reciproca indipendenza e autonomia, come stabilito dalla Costituzione Nazionale e nel rispetto della natura e della missione proprie della Chiesa.

Tale posizione contribuisce a placare contrasti, disaccordi e dure reazioni che nei giorni scorsi, si sono manifestati in tutti i settori della società.

In ambito politico diverse voci di protesta si erano levate sia da parte degli alleati di governo che dell'opposizione.

Il vicepresidente della Repubblica, Federido Franco, del partito liberale, facendo riferimento alla questione, aveva dichiarato che "esistono gli organismi e i canali conduttori e sarebbe molto pericoloso camminare contromano, occorre andare sempre nella direzione giusta per non avere problemi". Aveva anche aggiunto che "la Chiesa Cattolica ha una grande credibilità; ora, non so come sarebbe visto questo fatto (la sua intromissione) dalla cittadinanza e come alla fine ne uscirebbe la Chiesa; preferirei aspettare la decisione della Chiesa".

Il deputato del partito "Patria Querida", Sebastián Acha, criticando duramente il Governo, aveva manifestato il suo pieno disaccordo. "Quando ho letto i giornali, mi sono chiesto se stessimo nel secolo XXI o nel secolo VIII. Mi pare del tutto inedito che la Chiesa inizi ad amministrare i fondi dello Stato", aveva affermato il deputato, aggiungendo che "ció che si sta progettando qui è un affronto al Parlamento. Si vuole contrastare e mettere in discussione la credibilità del Parlamento, sovrapponendola o contrapponendola a [quella di] un'altra istituzione, la Chiesa Cattolica, che ha credibilità popolare".

Acha aveva considerato questa situazione come una "giocata pericolosa, sbagliata e persino illegale".

"Il fatto di coinvolgere la Chiesa nella gestione dello Stato è tanto assurdo quanto coinvolgere lo Stato nelle questioni della Chiesa Cattolica. Non possiamo giocare ad un concorso di credibilità per determinare l'adempimento di norme democratiche repubblicane che sono stabilite nella Costituzione", aveva dichiarato ancora il deputato.

Anche diversi esponenti dell'opposizione si erano mostrati molto duri e contrari alla proposta del Governo.

Il senatore del partito "Colorado", Silvio "Beto" Ovelar aveva argomentato che "il trasferimento del denaro pubblico alla Chiesa è un sopruso nei confronti delle istituzioni legalmente costituite", aggiungendo che in questo modo il presidente crea "uno Stato quasi teocratico" e Lugo si presenta come "l'Ayatollah Pubblico".

Il leader dei senatori del partito "Unace", Jorge Oviedo Matto, aveva criticato soprattutto l'incoerenza di Lugo, che durante la campagna elettorale, ha ricordato Oviedo Matto, aveva promesso ben altra cosa riguardo ad Itaipú.

Il senatore "Colorado" dissidente, Hugo Estigarribia, criticando la proposta, aveva espresso la speranza che la Chiesa "non entri in tali questioni, accettando per dei capricci personali; per questi compiti [controllare il denaro pubblico] ci sono le istituzioni stabilite dalla Costituzione".

Infine, il senatore oviedista, José Manuel Bóbeda, aveva affermato che la proposizione manifestava "una attitudine disperata di Lugo", alla quale il senatore non credeva che la Chiesa si sarebbe prestata, perché è chiamata ad essere piuttosto la "depositaria della nostra fede".

Fonte: "La Nación" (11/11/2008, p. 11; 12/11/2008, p. 7; 13/11/2008, p. 3; 14/11/2008, p. 5)
www. lanacion.com.py (13/11/2008; 14/11/2008; 15/11/2008)
"Última Hora" (13/11/2008, p. 8); www.ultimahora.com (12/11/2008; 15/11/2008)
Abc Color (14/11/2008, p. 4); www.abc.com.py (15/11/2008)


Comunicato del Consiglio Episcopale Permanente

Sulla proposta di Itaipú alla Chiesa

Il Consiglio Episcopale Permanente della CEP (Conferenza Episcopale Paraguaiana) si è riunito in forma straordinaria in data odierna per trattare come unico punto dell'Ordine del giorno la Proposta di Itaipú Binacional alla Pastorale Sociale Nazionale, organismo della Conferenza Episcopale Paraguaiana.Monseñor Adalberto Martínez

La Pastorale Sociale Nazionale ha informato dettagliatamente il Cosiglio Permanente sugli obiettivi e la portata della Proposta.

A riguardo, il Consiglio Episcopale Permanente della CEP, dopo una esaustiva riflessione, ha deciso quanto segue:

  1. Ringraziare l'Entità Binazionale per la fiducia posta nella Pastorale Sociale Nazionale per l'amministrazione dei fondi per lo sviluppo sociale.
  2. Non accettare la proposta di gestire e realizzare un progetto dello Stato, destinato ad appoggiare settori più vulnerabili dell'area rurale con una donazione di 15 milioni di dollari, risorse dell'Entità Binazionale.
    Il progetto proposto alla Pastorale Sociale non si accorda con quanto stabilito dalla Costituzione Nazionale sulla relazione di indipendenza e autonomia tra la Chiesa e lo Stato, e neppure con la natura e la missione proprie della Chiesa.
  3. Proporre, invece, la creazione di una comissione mista tra la Chiesa Cattolica e lo Stato, nello spirito della stessa Costituzione, per stabilire la reciproca cooperazione, negli ambiti di competenza, al fine di promuovere il bene comune.

Asunción, 14 novembre 2008
 

Per il Cosiglio Episcopale Permanente
Mons. Adalberto Martínez Flores
Vescovo di San Pedro
Secretario Generale della CEP
 



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Atyhápe è una parola della lingua guaraní del Paraguay che significa “in riunione”. Come nell’agorà gli antichi greci si riunivano per scambiare le proprie opinioni, noi, attraverso questa rubrica, che periodicamente pubblicheremo sul nostro sito, ci riuniamo idealmente con i nostri lettori di lingua italiana per comunicare loro alcune notizie sulla realtà del Paraguay, tratte dai giornali locali.

 
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