In base ai dati della Direzione Generale di Statistica, Inchieste e Censimenti (DGEEC) del Paraguay, risulta che le entrate individuali di più di 1.900.000 lavoratori del paese non raggiungono il salario minimo legale.
Questo è il risultato elaborato dalla "Sottosegreteria del Sistema Tributario" (SET, Ente che si occupa dell'anagrafe tributaria) con l'intento di sapere quanti cittadini saranno coinvolti nel pagamento dell'imposta sul reddito personale, nel primo anno di applicazione della legge tributaria, recentemente approvata.
Dalle ultime cifre disponibili, relative all'anno 2007, il quadro delineatosi mostra che le persone occupate erano 2.715.802. Del totale di questi lavoratori, il 70,45% percepiva una
remunerazione al di sotto del salario minimo legale, stabilito per chi era impegnato in attività diverse non specificate.
Il salario minimo nel paese è di 1.341.775 guaraníes mensili (circa 209,65 Euro).
Sempre in riferimento ai dati del 2007 della DGEEC, relativi all'impiego, si parla di un tasso di disoccupazione dell'8,5%. Questo elemento, considerato in sé, non sembrerebbe allarmante. Tuttavia, se lo si aggiunge a quello relativo alle persone sottoimpiegate, la prospettiva cambia radicalmente.
Infatti, il 26,5% della popolazione che potrebbe lavorare si trova sottoccupata, vale a dire lavora meno di 8 ore al giorno o, se lavora ad orario pieno o fa straordinari, non percepisce il salario legalmente corrispondente.
Sommando questi due indicatori, disoccupazione totale e sottoccupazione, si conclude che il 35% della popolazione in grado di lavorare ha problemi di impiego e, di conseguenza, vive in una situazione precaria.
Vi sono, attualmente, le condizioni per aggiornare il montante del salario minimo, considerando anche che, in base alle ultime informazioni ufficiali, l'Indice dei Prezzi al Consumatore (IPC), misurato dalla Banca Centrale del Paraguay, ha subito una variazione al di sopra del 10% dall'ultimo aggiustamento salariale minimo.
In effetti, i salari degli occupati e dei sottoccupati paraguaiani costituiscono uno degli elementi determinanti per misurare il livello di povertà della popolazione nel paese.
Attualmente, risulta che il basso reddito della stragrande maggioranza dei lavoratori non consente loro di vivere degnamente, poiché non garantisce l'acquisto di servizi e generi di prima necessità.
L'aumento dell'attività economica del paese sarà, perciò, fondamentale per determinare un miglioramento nelle condizioni di vita dei lavoratori. A tal proposito, però, le prospettive non sono molto rosee. Le stime ufficiali della Banca Centrale rivelano che nel 2007 la crescita economica è stata del 6,8%, mentre nel 2008 è caduta al 5,8%.
Per il 2009 si stima un incremento del PIL (Prodotto Interno Lordo) di appena 1,5%-2% e si dovrà, inoltre, tener conto anche degli effetti della crisi finanziaria mondiale.