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  L'INFORMALITÀ LAVORATIVA IN PARAGUAY

 

     

 

Il problema del lavoro informale, cosiddetto lavoro nero o irregolare, pur non essendo un problema esclusivo del Paraguay, tuttavia registra cifre allarmanti in questo paese ed è una vera piaga, specialmente in certi settori lavorativi, come quello delle piccole e medie imprese, nell'edilizia e nel commercio.

I dati forniti quest'anno dall'Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) rivelano che l'informalità a livello mondiale, escludendo il settore agricolo, si aggira intorno al 50,5% e con il lavoro agricolo arriva al 61,2%.

L'America Latina si colloca al di sotto del livello mondiale con il 49%, senza considerare l'agricoltura e con il 53,1% includendo questo settore.

Le cifre in Paraguay, invece, si collocano al di sopra del livello del continente.

Un rapporto della Banca Mondiale, che ha realizzato una valutazione dell'occupazione in Paraguay, pur registrando un lieve miglioramento negli anni, mostra la gravità del problema: l'indice del lavoro regolare è passato dal 21% del 2008 al 29% del 2015, incluso il settore agricolo; mentre il lavoro nero, escludendo questo settore, è passato dal 69,5% al 65,4%.

Il rapporto in questione segnala che non vi è un'unica maniera di calcolare l'occupazione informale, però per fini di comparazione si utilizza il metodo proposto dagli organismi internazionali come la Banca Mondiale o l'Organizzazione Internazionale del Lavoro.

Si definisce, in tal senso, lavoro irregolare qualsiasi fatto che implichi la violazione delle leggi vigenti sull'occupazione e che non considera l'importo per la previdenza sociale per i lavoratori dipendenti e la regolarità del registro dei contribuenti per i lavoratori indipendenti. Si registra, perciò, informalità lavorativa quando le imprese non compiono con la normativa relazionata con la previdenza sociale, il pagamento del salario minimo, il rispetto del tempo minimo e massimo di lavoro e il pagamento delle ore straordinarie.

Tuttavia, pur non entrando nel calcolo delle cifre sopra riportate, il concetto d'informalità è legato anche ad altri obblighi, come il pagamento del bonus di fine anno, il diritto alle vacanze, ecc., oltre che garantire condizioni di sicurezza e igiene sul luogo di lavoro.

Dai dati del rapporto sopra citato, in Paraguay, pur considerando che vi sono settori e gruppi dove si registra un tasso più elevato d'informalità lavorativa secondo le caratteristiche del Paese, il problema si rileva, con graduazioni differenti, in tutti gli ambiti lavorativi e nelle imprese di tutte le dimensioni.

Un settore particolarmente irregolare in questo paese sudamericano è quello dei trasporti pubblici che continua ad avere molte difficoltà, soprattutto per quanto riguarda il rispetto dell'orario di lavoro; ancor più grave, è il problema per i lavoratori del trasporto con automezzi pesanti.

L'irregolarità, inoltre, è maggiore nelle piccole imprese, dove arriva all'81%, mentre nelle grandi imprese giunge al 21%.

Sempre secondo il documento della Banca Mondiale, l'informalità lavorativa risulta più alta tra i lavoratori giovani compresi nelle fasce di età tra i 15 e 19 anni (95%) e tra i 20-24 anni (71%).

Le attività di costruzione e commercio, ristoranti e alberghi, presentano i livelli più alti d'irregolarità, raggiungendo rispettivamente l'88% e il 72%.

Altre categorie occupazionali maggiormente colpite dall'informalità sono i lavoratori domestici e quelli in proprio: registrano rispettivamente un indice del 96% e del 79%. 

C'è da sottolineare che questo problema è strettamente legato alla grande informalità economica che vige nel paese, dove ogni anno circolano nel mercato nero più di 11.000 milioni di dollari. Quasi il 40% del Prodotto Interno Lordo si muove irregolarmente e dove c'è economia sommersa, c'è inevitabilmente lavoro irregolare.

Le cause dell'alta informalità lavorativa

In questo quadro, il vicepresidente dell'Unione Industriali del Paraguay (UIP), ha sottolineato tra le ragioni dell'alto livello d'informalità del lavoro sia l'elevata burocrazia delle istituzioni nel formalizzare i diversi permessi sia l'assoluta mancanza di controllo che non favorisce l'interesse a formalizzare un rapporto di lavoro. Inoltre, ha evidenziato che spesso si controllano e fiscalizzano le imprese legali esistenti, mentre quelle informali si lasciano libere di agire. Questo, soprattutto nel settore alimentare, rimarcava il vicepresidente dell'UIP, è anche un pericolo, dato che un'impresa alimentare, per piccola che sia, deve stare molto attenta in quanto implica la salute dei consumatori. In Paraguay, in effetti, vi è gente che improvvisa la vendita di qualsiasi cosa per la strada o in locali inabilitati, senza alcun controllo.

Aumentare la regolarizzazione delle imprese richiederebbe una maggior rapidità e semplicità nell'iscrizione, insieme all'applicazione di un controllo più effettivo ed efficace.

Sul piano del controllo, la Polizia del lavoro creata in Paraguay nel 2013, oltre che a funzionare meglio con ispettori competenti, dovrebbe contare con un numero sufficiente di funzionari: attualmente vi sono solo 30 ispettori per 70.000 imprese registrate.

Pur ammettendo che l'informalità continua ad essere elevata, le autorità competenti, tra le misure che tendono a sradicarla, rilevano il nuovo ruolo della Polizia del lavoro sia sul piano delle sanzioni delle irregolarità sia su quello dell'incitamento alla fiscalizzazione. Nel 2015 il Ministero del lavoro ha applicato multe per 757 milioni di guaranì, nel 2016 le sanzioni sono aumentate a 13.046 milioni e durante questo anno 2017 sono arrivate a 19.000 milioni. Da notare che il settore più sanzionato risulta essere quello dei servizi di sicurezza privata.

Con l'appoggio dell'OIL, inoltre, il suddetto Ministero dallo scorso anno ha messo in atto un programma di incontri e conferenze che cerca il dialogo tra gli studi giuridici delle imprese e i gerenti e responsabili delle risorse umane per creare una più elevata coscienza del problema, migliorando la comunicazione con le imprese, non solo per sanzionare con la multa, ma per spingere alla formalizzazione delle imprese affinché tutte compiano con le norme vigenti del settore.

Fonti:

http://www.abc.com.py/especiales/fin-de-semana/informalidad-laboral-desafiante-1643114.html http://www.abc.com.py/edicion-impresa/economia/inestabilidad-tributaria-y-burocracia-contribuyen-con-la-informalidad-1653220.html

http://www.abc.com.py/edicion-impresa/editorial/engorrosos-tramites-frenan-la-creacion-de-empleos-1656808.html

http://www.ultimahora.com/la-economia-informal-no-decrece-y-ya-llega-al-40-del-pib-n1120723.html

http://www.ultimahora.com/el-32-empleos-creados-fueron-sector-informal-revela-banco-mundial-n1095779.html

http://documentos.bancomundial.org/curated/es/111431499411344808/pdf/117270-V1-WP-SPANISH-P156402-PUBLIC-Paraguay-Jobs-Assessment.pdf

http://www.bancomundial.org/es/news/feature/2017/07/10/cinco-datos-clave-sobre-la-transformacion-del-empleo-en-paraguay



 

 

Atyhápe è una parola della lingua guaraní del Paraguay che significa “in riunione”. Come nell'agorà gli antichi greci si riunivano per scambiare le proprie opinioni, attraverso questa rubrica, a cura di Emanuela Furlanetto ci riuniamo idealmente con i nostri lettori di lingua italiana per comunicare loro notizie sulla realtà del Paraguay, tratte dalla stampa locale. Per interagire, cliccare sull'email:  Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

 

 
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