L'A H1N1 in Paraguay
"Fa più notizia di Madonna - scrive la giornalista Patricia Lima Pereira sul quotidiano "Última Hora" del 3 agosto scorso. - Attraverso il motore di ricerca Google, incontriamo 26.000 notizie sulla diva del pop. Se cerchiamo influenza, invece, si arriva quasi a 170.000 ritagli di stampa - aggiunge. - L'influenza A è la vedette del momento".
Da cinque mesi circa, da quando cioè è iniziata la diffusione del virus A H1N1, definita anche influenza porcina, non è passato giorno senza che la malattia non abbia dato notizia di sé.
In Paraguay, il Ministero della Sanità ha registrato, negli ultimi giorni di luglio, 39 decessi dovuti a questa malattia, 421 casi confermati di persone infettate e un totale di 4.336 casi sospetti. Si aggiungono, inoltre, 174 morti per infezioni respiratorie acute.
Nell'aprile scorso, dopo i primi casi in Messico e negli Stati Uniti, in sei settimane il virus ha percorso il mondo. La rapidità della sua propagazione, durante questi primi mesi, ha messo a dura prova i servizi sanitari anche dei paesi più sviluppati, come degli Stati Uniti e del Canada. L'America Latina è attualmente una delle aeree con maggior quantità di infettati da questo virus.
L'Argentina e il Brasile, paesi confinanti con il Paraguay, contano già, alla seconda settimana di agosto, rispettivamente 404 e 313 morti. In Argentina, in particolare, si calcola un totale di 793.637 casi sospetti e la cifra dei decessi pone questo paese al secondo posto nel mondo con più vittime mortali, dopo gli Stati Uniti.
Alla fine del mese di aprile, non appena l'Organizzazione Mondiale della Sanità dichiarò lo stato di allerta, anche il Ministero della Sanità paraguaiana nei giorni immediatamente successivi annunciò lo stato di emergenza nel paese. Pur non registrando ancora nessuna vittima, si mobilitò per mettere in atto un piano di prevenzione e di contenimento che permise di preparare almeno in parte la popolazione a un'inevitabile ingresso del virus, a una possibile epidemia e di predisporre alcune risorse.
Secondo la dichiarazione del Vice-Ministro della sanità, il dottor Edgar Giménez, durante questo periodo di contenimento, durato tre-quattro settimane, il Ministero ha potuto preparare un maggior numero di medici, acquisire gli antivirali necessari, stabilire un sistema di controllo per la spedizione di questo farmaco e negoziare con il settore privato per l'utilizzazione di camere di terapia intensiva. Nello stesso tempo ha potuto rinforzare i servizi sanitari con 800 assunzioni di nuovo personale e con l'incremento dell'orario di quello già attivo, così come di prevedere lo stanziamento di una maggior quantità di fondi per fronteggiare l'epidemia.
Il 19 maggio fu segnalato il primo caso di influenza A H1N1 e il 1° luglio il primo decesso.
Il Senato della Repubblica, il 3 luglio scorso, ha approvato una dichiarazione sul rischio di questa malattia, richiamando le autorità sanitarie competenti a proteggere la popolazione.
Nel mese di luglio, in coincidenza anche con la stagione invernale, si è registrato il picco più alto, finora, della infermità.
Le consultazioni per malattie respiratorie sono aumentate vertiginosamente mettendo seriamente alla prova il sistema sanitario, fino al rischio del collasso, soprattutto nella capitale. Le norme igieniche e preventive diffuse dal Ministero, attraverso campagne pubblicitarie a tutti i livelli, e il timore di contrarre il virus hanno portato in quel momento ad un aumento del 200% delle vendite di mascherine protettive per la bocca e di alcool in gel.
Attualmente, il Ministero della Sanità segnala che persiste nel paese la trasmissione comunitaria del virus in forma moderata. Avverte, inoltre, che dalla capitale Asunción e dal Dipartimento Centrale, dove inizialmente aveva colpito, l'influenza si sta trasferendo ora all'interno del paese, dove le zone maggiormente toccate sono, al momento, quelle dell'Alto Paraná, Misiones, Itapúa e Amambay, dipartimenti confinanti con l'Argentina e il Brasile.
Pur segnalando, in queste prime settimane di agosto, una significativa diminuzione delle consultazioni per problemi respiratori, tuttavia le autorità sanitarie invitano la cittadinanza a mantenere l'attenzione sulle norme igieniche e a non abbassare la guardia. Purtroppo in esse è mancato un forte richiamo al cambiamento di norme di comportamento e costumi che favoriscono il contagio, come abbiamo evidenziato nel nostro sito.
Fonti: "Última Hora" (18/7/2009, p. 12) (3/8/2009, p. 12) (15/8/2009, p. 21)
"La Nación" (3/7/2009, p. 7) (15/8/2009, p. 31)
"ABC Color" (4/7/2009, p. 33) (16/8/2009, p. 41)
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Atyhápe è una parola della lingua guaraní del Paraguay che significa "in riunione". Come nell'agorà gli antichi greci si riunivano per scambiare le proprie opinioni, noi, attraverso questa rubrica, che periodicamente pubblicheremo sul nostro sito, ci riuniamo idealmente con i nostri lettori di lingua italiana per comunicare loro alcune notizie sulla realtà del Paraguay, tratte dai giornali locali.
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